Il 18 agosto 1958 accadde qualcosa che non era mai successo prima e che non si sarebbe più ripetuto allo stesso modo: una canzone italiana arrivò al primo posto della classifica americana Billboard Hot 100. Il brano era «Nel blu dipinto di blu» di Domenico Modugno, che il mondo intero avrebbe presto imparato a chiamare semplicemente «Volare». Ecco la storia di quel successo straordinario.
Il giorno in cui una canzone italiana conquistò l’America
Quel 18 agosto «Nel blu dipinto di blu» raggiunse la vetta della Billboard Hot 100, la classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti, dove sarebbe rimasta al primo posto per sei settimane consecutive. Un risultato clamoroso per un brano cantato in italiano, in un mercato dominato dal rock and roll e dalla musica in lingua inglese.
Non era una hit qualsiasi: era la prova che una melodia nata a Sanremo poteva parlare a milioni di persone in tutto il mondo, superando la barriera della lingua. Da allora «Volare» è diventata una delle canzoni italiane più conosciute di sempre.
Chi era Domenico Modugno
Domenico Modugno, nato a Polignano a Mare nel 1928, non era solo un cantante ma un artista completo: interprete, autore, attore e in seguito anche parlamentare. Prima del trionfo del 1958 aveva già una carriera avviata, fatta di canzoni dal sapore popolare e di piccole parti al cinema.
La sua forza era la capacità di unire la tradizione melodica italiana a un modo di stare sul palco nuovo, energico, quasi teatrale. Fu proprio questa personalità a rendere indimenticabile la sua canzone più celebre.

La nascita di «Nel blu dipinto di blu»
La canzone nacque dalla collaborazione tra Modugno e il paroliere Franco Migliacci. L’idea, secondo il racconto degli autori, prese forma partendo dall’immagine di un uomo che si dipinge di blu e si immagina in volo, sospeso in un cielo senza confini. Un’immagine surreale e poetica, molto diversa dalle canzoni sentimentali dell’epoca.
Il ritornello, con quel «Volare, oh oh! Cantare, oh oh oh oh!», aveva una forza immediata: era semplice da ricordare e facile da cantare anche per chi non conosceva una parola di italiano. Fu una delle chiavi del suo successo planetario.
Sanremo 1958 e le braccia aperte
Il debutto avvenne al Festival di Sanremo del 1958, che il brano vinse. Sul palco Modugno accompagnò il ritornello spalancando le braccia, come se volesse davvero spiccare il volo. Quel gesto, oggi entrato nell’immaginario collettivo, contribuì a fissare la canzone nella memoria del pubblico televisivo.
Dopo la vittoria al Festival, il brano iniziò una corsa che lo portò ben oltre i confini nazionali, fino alle classifiche internazionali e agli studi di registrazione americani.
Perché la chiamiamo «Volare»
Il titolo ufficiale è «Nel blu dipinto di blu», ma nel mondo la canzone è conosciuta come «Volare», la prima parola del celebre ritornello. Fu proprio quella parola, ripetuta e facilissima da memorizzare, a diventare il nome con cui il pubblico internazionale identificava il brano.

Il successo mondiale e i riconoscimenti
«Volare» non conquistò solo l’America: fu incisa in decine di versioni e lingue diverse da artisti di tutto il mondo. Ai Grammy Awards del 1959, i primi della storia, il brano ottenne importanti riconoscimenti, un fatto eccezionale per una canzone non in lingua inglese.
Da allora innumerevoli interpreti, da grandi voci del pop internazionale a orchestre e cantanti di ogni generazione, hanno reinterpretato il pezzo, mantenendolo vivo per oltre mezzo secolo.
Cosa racconta il testo
Dietro l’allegria del ritornello, il testo racconta un sogno: un uomo che si immagina di volare nel cielo, felice e leggero, prima di tornare alla realtà quando capisce che quel volo esiste solo nei suoi occhi innamorati. È un piccolo apologo sulla gioia e sull’illusione, capace di far sorridere e commuovere allo stesso tempo.
L’eredità di «Volare»
«Volare» ha aperto la strada a un modo diverso di intendere la canzone italiana: più libera, più immaginifica, capace di dialogare con il pubblico internazionale. Ancora oggi viene cantata negli stadi, alle feste e nei cori improvvisati, segno di una popolarità che attraversa le generazioni. La sua storia si intreccia con quella della grande canzone d’autore italiana che negli anni successivi avrebbe conquistato il pubblico.
Per approfondire la storia del brano e delle sue numerose versioni puoi consultare la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti su «Volare» di Modugno
Quando «Volare» arrivò prima in classifica in America?
Il 18 agosto 1958 «Nel blu dipinto di blu» raggiunse il primo posto della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti, dove rimase in vetta per sei settimane consecutive.
Perché la canzone si chiama «Volare»?
Il titolo ufficiale è «Nel blu dipinto di blu», ma nel mondo è conosciuta come «Volare», la prima parola del ritornello, facilissima da ricordare anche per chi non parla italiano.
Chi ha scritto la canzone?
Il brano nacque dalla collaborazione tra Domenico Modugno e il paroliere Franco Migliacci, che ne firmarono musica e testo.
Dove fu presentata per la prima volta?
«Volare» debuttò al Festival di Sanremo del 1958, che vinse, per poi conquistare le classifiche internazionali.
È vero che vinse dei Grammy?
Sì. Ai primi Grammy Awards della storia, nel 1959, la canzone ottenne importanti riconoscimenti, un risultato raro per un brano non in inglese.
Perché «Volare» è così famosa ancora oggi?
Il ritornello semplice e universale, unito a una melodia coinvolgente, l’ha resa una delle canzoni italiane più cantate al mondo, reinterpretata da moltissimi artisti nel corso dei decenni.