La briglia della comare era una gabbia di ferro chiusa sulla testa, con una lamina che entrava in bocca e schiacciava la lingua: chi la portava non poteva parlare. Serviva a punire il pettegolezzo, soprattutto delle donne, ma non è una tortura del Medioevo. Nasce in Scozia nel Cinquecento e in Gran Bretagna resta in uso per quasi tre secoli.
Gli scozzesi la chiamavano branks, gli inglesi scold’s bridle. In italiano la parola giusta è un’altra, antica e precisa: mordacchia.
Com’era fatta, e perché faceva così male
Immagina un cerchio di ferro che ti stringe la fronte, due bande che scendono ai lati del viso e si chiudono dietro la nuca con un lucchetto. Davanti, all’altezza della bocca, una piccola lingua di metallo grande quanto un pollice ti preme la lingua verso il basso. In molti esemplari quella lamina aveva una punta: bastava provare a dire una parola per ferirsi.
Il dolore però era solo metà della pena. L’altra metà era la vergogna. La condannata veniva legata alla croce del mercato o al palo della piazza, a volte trascinata per le strade con una catena, mentre i vicini guardavano, ridevano, insultavano. In Germania alcune di queste maschere avevano un campanello in cima, così nessuno poteva perdersi lo spettacolo. Altre erano modellate come musi di animale, con nasi enormi e bocche dentate.
Chi era la «comare» da zittire?
Nei tribunali britannici scold era un termine legale: indicava chi disturbava la pace con la voce, litigando, insultando, spargendo calunnie. Sulla carta poteva essere chiunque. Nei fatti erano quasi sempre donne, spesso povere o vedove, cioè quelle che nessuno avrebbe difeso. A volte era il marito stesso a chiedere ai magistrati di mettere la briglia alla moglie «brontolona».
Anche gli uomini la portavano, ma più di rado e di solito per bestemmia. Per loro c’erano la gogna e i ceppi. Il Science Museum di Londra conserva una di queste maschere, probabilmente tedesca, con il campanello ancora appeso sulla testa.
Bessie, il magistrato e le misure truccate
Uno dei primi casi documentati arriva da Edimburgo, nel 1567. Una donna di nome Bessie Tailiefeir va in giro a dire che il magistrato cittadino Thomas Hunter imbroglia: usa misure false. Lui la accusa di diffamazione. Lei viene condannata a essere «brankit», cioè imbrigliata, e legata alla croce della città per un’ora.
Se Bessie avesse ragione, non lo sapremo mai. Gli atti registrano la condanna, non la verità sulle misure. Ma la storia piace proprio per questo: la prima donna zittita col ferro potrebbe aver detto semplicemente la verità.
Da lì la briglia corre veloce. Come ha ricostruito il giornalista Graham Ogilvy, alla fine del Cinquecento ogni città scozzese di una certa importanza ne aveva una, a volte appesa in piazza come avvertimento. Poi passa in Inghilterra, in Irlanda, nei Paesi Bassi e in Germania. Gli ultimi casi segnalati arrivano a metà dell’Ottocento.
Vero o falso?
Era una tortura medievale. Falso: compare nel Cinquecento, in piena età moderna, come molte «torture medievali» famose. Sul tema c’è anche il mito della Terra piatta nel Medioevo.
Le nobili potevano spettegolare impunemente. Non verificabile: la pena colpiva soprattutto le povere, ma nessuna legge esentava le aristocratiche.
Il reato di «comare litigiosa» è sparito da secoli. Falso: in Gran Bretagna è stato cancellato dalle leggi solo nel 1967.
Non tutte le torture raccontate sul web sono esistite davvero, come quella del solletico fino alla morte. La briglia sì: decine di esemplari sopravvivono ancora in musei, chiese e municipi britannici.
Una delle più famose stava nella sacrestia della chiesa di Walton-on-Thames, vicino a Londra. Datata 1633, portava incisa una rima: «Chester regala a Walton una briglia, per frenare la lingua delle donne che parlano a vanvera». Oggi in quella sacrestia non c’è più.
E l’Italia? Qui la mordacchia la usava l’Inquisizione. Nel febbraio del 1600 Giordano Bruno salì al rogo in Campo de’ Fiori, a Roma, con la lingua serrata da una briglia di ferro. Non doveva dire più una parola alla folla.
Anche un filosofo, alla fine, fu trattato da comare.
Fonti
Graham Ogilvy, «Our Legal Heritage: The Branks or Scold’s Bridle», Scottish Legal News, 2019
Science Museum Group, Scold’s Bridle Mask (oggetto A138325)
Treccani, Vocabolario: «mordacchia»
Open, «Giordano Bruno, il filosofo diventato un fenomeno pop», 2019
Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026
