Nel Medioevo nessuno pensava che la Terra fosse piatta

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Nel Medioevo le persone istruite sapevano benissimo che la Terra è una sfera. L’idea che credessero in un mondo piatto, con le navi che cadevano oltre il bordo, l’ha inventata uno scrittore americano dell’Ottocento.

La storia la conosci: Cristoforo Colombo, solo contro tutti, convinto che la Terra fosse rotonda, mentre monaci e professori gli ripetevano che sarebbe precipitato nel vuoto. L’abbiamo letta sui sussidiari, vista nei cartoni animati, ripetuta a scuola. Il problema è che quella scena non è mai successa.

Da dove nasce la leggenda

Il colpevole ha un nome: Washington Irving, lo stesso del racconto sul cavaliere senza testa. Nel 1828 pubblicò una biografia di Colombo che fu un successo enorme, e dentro ci mise una scena memorabile. Colombo davanti a una commissione di ecclesiastici a Salamanca, loro che citano la Bibbia per dimostrare che la Terra è piatta, lui che resiste. Peccato che Irving l’avesse romanzata di sana pianta, come ricostruisce questo articolo di History.

Il libro piacque, venne tradotto, finì nelle scuole. Poi, nella seconda metà del secolo, la storiella fu ripresa da chi voleva raccontare il Medioevo come un’epoca buia in cui la Chiesa soffocava la scienza. Un mondo piatto era l’esempio perfetto: semplice, ridicolo, facile da ricordare. Lo storico americano Jeffrey Burton Russell, che ha dedicato un libro intero a questa bugia, la trovò ancora nei testi scolastici di fine Novecento.

Cosa sapevano davvero

I Greci avevano capito che la Terra è tonda già secoli prima di Cristo, guardando l’ombra curva della Terra sulla Luna durante le eclissi e le navi che spariscono all’orizzonte partendo dallo scafo. Il Medioevo non dimenticò niente di tutto questo. Nelle università si studiava su un manuale intitolato proprio La sfera, scritto da Giovanni Sacrobosco. E i re si facevano ritrarre con in mano il globo crucigero, una palla sormontata da una croce: il mondo, tondo, sotto il segno di Dio.

Il testimone migliore però ce l’abbiamo in casa. Nella Divina Commedia Dante scende all’Inferno, arriva al centro della Terra aggrappato a Virgilio e, a un certo punto, i due devono capovolgersi: hanno superato il punto verso cui cadono tutti i pesi, e da lì in poi si sale. Quando escono all’aperto sono dall’altra parte del mondo, sotto un cielo con stelle che in Italia non si vedono. Il monte del Purgatorio, per Dante, sta esattamente agli antipodi di Gerusalemme, come spiega la voce Terra dell’Enciclopedia Dantesca Treccani. Un poeta fiorentino del Trecento ragionava già in termini di emisferi.

E allora su cosa litigava Colombo?

Sulle distanze. Gli esperti spagnoli non dubitavano della forma della Terra: dubitavano dei calcoli di Colombo, che la immaginava molto più piccola di quanto sia. Secondo loro l’Asia era troppo lontana per arrivarci navigando verso ovest senza morire di fame e di sete. E avevano ragione loro. Colombo si salvò solo perché in mezzo all’oceano c’era un continente che nessuno in Europa aveva messo in conto.

Qualche voce fuori dal coro c’è stata, ed è giusto dirlo. Un autore cristiano dei primi secoli, Lattanzio, trovava ridicola l’idea di gente che cammina a testa in giù agli antipodi, e un monaco bizantino disegnò il mondo come una grande cassa. Ma erano eccezioni, lette da pochi e già allora poco prese sul serio.

È la stessa sorte toccata ad altri falsi storici che conosciamo tutti, dai vichinghi con le corna sull’elmo alle cinture di castità esposte nei musei: anche queste, guarda caso, figlie dell’Ottocento.

Vero o falso?

Nel Medioevo si credeva che la Terra fosse piatta: falso. Colombo voleva dimostrare che era rotonda: falso, lo sapevano tutti. Colombo aveva sbagliato i conti: vero, e gli andò bene.

Dante, del resto, l’aveva già attraversata da parte a parte.

Fonti

History, Christopher Columbus never set out to prove the Earth was round
Treccani, Enciclopedia Dantesca, voce Terra
Treccani, Enciclopedia Dantesca, voce Antipodi
James Hannam, The myth of the flat Earth

Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026