La favolosa abitudine di coltivare la calma per affrontare la frustrazione (un insegnamento zen)

Conoscere noi stessi è l’unico modo per evitare di essere governati dai fattori esterni e dai loro tentativi per scoraggiarci.

La frustrazione fiorisce quando ci sentiamo attaccati a qualcosa che non risponde alle nostre necessità e, soprattutto, quando questo qualcosa va male. Però, prima di tutto, si tratta di un’emozione che emerge quando ci lasciamo dominare da eventi esterni, sui quali non abbiamo il pieno controllo che in realtà vorremmo avere.

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Per questo, non c’è nulla di più importante che coltivare costantemente la calma e la pace, di modo che queste possano fiorire nei momenti di frustrazione.

Kodo Sawaki è stato un monaco buddhista giapponese ed è considerato uno dei più importanti maestri Zen del XX secolo. E, di fatto, se c’era qualcosa che questo uomo sapeva molto bene, era come disfarsi dalle catene del mondo materiale. Per questo possiamo trovare alcuni indizi su come eliminare i pensieri ossessivi che ci rendono prede della frustrazione, partendo dal bisogno primitivo di “ritornare a noi stessi“.

Immagina di poter essere in grado di valutare il tuo presente senza pensare a quanto sei grande secondo gli standard. Questo è proprio quello che proponeva questo maestro, per il quale solo in questo modo le circostanze possono trasformarsi in qualcosa di più di una brutta scusa per i nostri fallimenti. Così, quando ci sentiamo frustrati di fronte al nostro computer, di fronte ad un lavoro o di fronte a qualcuno, respiriamo solo il momento e diventiamo consapevoli di noi stessi.

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Un altro aspetto importante da tenere in considerazione e che va di pari passo con questa costante introspezione, è il fatto di sapere che possiamo superare le circostanze.

A volte, quando commettiamo qualcosa di sbagliato diamo la colpa alle circostanze, ma che tipo di circostanze possono essere considerate buone o cattive? Il peccato è che, spesso, non siamo consapevoli del nostro vero essere e questa può essere considerata come una cattiva circostanza.

Non esistono ricette magiche per poter vivere una vita felice e senza frustrazioni. Seguendo gli insegnamenti del maestro Sawaki, l’unico modo è quello di transitare per la vita coltivando il nostro io interiore, coltivando la calma ed essendo consapevoli del fatto che l’esistenza si basa su contraddizioni che nessuno è in grado di spiegare.

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Allora a cosa serve frustrarsi? A nulla. Però fa parte del percorso. La domanda vera è: Possiamo evitare di sentirci frustrati? No, possiamo solo coltivare la pace per evitare di farci governare dall’inquietudine che viene portata da alcuni momenti.

Nel libro Kodo Ancient Ways, di Kensho Furuya, troviamo un ultimo consiglio sull’importanza di evitare a tutti i costi che tutto giri intorno a noi, come unico modo di stare alla larga dalla frustrazione. Si tratta di un qualcosa che Kodo Sawaki diceva regolarmente:

La metà di ciò che le persone fanno nella loro vita è priva di significato ed è uno spreco“.

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Potrebbe sembrare una prospettiva negativa o scoraggiante. Però, solo così il maestro riusciva ad arrivare nel punto in cui voleva, per dimostrare che tutto dipende dal nostro sforzo personale e che più ci sforziamo e migliori saremo. Non si tratta di una legge di vita, ma non esserne consapevoli significa che la frustrazione sarà imminente e costante.

Alla fine dei conti, il maestro Sawaki direbbe: tutti nasciamo nudi. Per quanti nomi, indumenti ed etichette possano darci e per quanti fogli e documenti possano accreditare la nostra esistenza, la realtà è che continueremo ad essere così: nudi.

Vedendo la vita con quella semplicità, non c’è dubbio che possano comparire la frustrazione e altri sentimenti simili come l’ansia, ma bisogna ricordare che si tratta solo di una nuvola passeggera che dobbiamo imparare a guardare senza paura e senza rabbia.

Come coltivare la calma? Sawaki lo spiega in una semplice e bellissima poesia: “Zazen poem”.

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Di seguito una piccola parte:

Praticare il zazen con calma nel dojo
mettendo da parte tutti i pensieri negativi
ottenendo una mente priva di desideri.
Questa gioia va ben oltre il paradiso.

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