Oltre ogni pregiudizio, questa coppia con la sindrome di Down celebra 24 anni di matrimonio

La storia dei due sposini con la sindrome Down ha fatto il giro del web in breve tempo. Quest’anno Maryanne e Tommy Pilling festeggiano i loro 24 anni di matrimonio, superando ogni pregiudizio.

Tra i vari pregiudizi legati alla loro convivenza, esiste quello di pensare che non possano riuscire a prendersi cura l’una dell’altro, visto che, secondo molte dicerie, le persone con tale sindrome non sanno in primis badare a se stesse. Quello di Maryanne e Tommy è stato il primo matrimonio celebrato tra due persone con la sindrome di Down in tutto il Regno Unito.

Nel lontano 1991, i due ragazzi si conobbero nella cucina di un centro di aiuto per adulti con problemi di apprendimento, nel quale lavoravano. Il loro è stato amore a prima vista e il fidanzamento è durato ben 5 anni. Un giorno Tommy decise che era arrivato il momento di farle la proposta di matrimonio, ma, poiché all’epoca non riusciva a guadagnare abbastanza soldi per comprarle un vero anello di diamanti, fu costretto ad accontentarsi di un anello giocattolo.

Quando la madre di Maryanne venne a sapere della proposta del ragazzo, pensò di sostenerlo, comprandogli un vero anello di fidanzamento. Alla proposta, Maryanne accettò con grande entusiasmo e i due fidanzatini si sposarono in una chiesa dell’Essex.

Da allora, i due coniugi si sono costruiti mattoncino dopo mattoncino la loro splendida fiaba d’amore, diventando indipendenti in un appartamento che si trova a fianco alla casa della madre di Maryanne.

Nonostante gli ostacoli evidenti sul loro percorso di vita, hanno sempre affrontato tutto con quel sorriso sincero, che da sempre li ha contraddistinti. Oggi, i signori Pilling hanno un grande seguito sui social, attraverso una pagina Facebook in cui descrivono la loro vita. Il loro scopo è quello di incoraggiare le altre famiglie a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, senza mai cadere nello sconforto.

La storia di Maryanne e Tommy ha l’intento di far luce su un altro clichè ormai superato, ossia le aspettative di vita per chi ha questa sindrome. Secondo gli ultimi studi su questo caso, le aspettative di vita si sono allungate rispetto al passato, come dimostrano il 77enne Georgie Wildgust  e l’italiano Luciano Maronese di 70 anni.

Uno dei motivi è da riscontrare nella moderna assistenza sanitaria, nella chirurgia cardiaca e nel miglioramento di vita delle persone, in particolare con l’avvento delle nuove tecnologie innovative. Negli Usa, uno studio sulla rivista Genetics in Medicine ha dimostrato che fino al 2008 tale sindrome non era molto conosciuta. I dati affermano che negli anni ’50 solo il 27% dei Down raggiungeva i 20 anni di età e solo il 4% superava i 40. Nel 2010 il 57% aveva un’aspettativa di vita più alta, oltrepassando i 20 anni, e il 28% raggiungeva la soglia dei 40 anni.

Nonostante i passi avanti effettuati dalla scienza, ciò che continua a disturbare la tranquillità di chi ha un cromosoma in più è il pregiudizio della gente, il quale non permette loro di integrarsi perfettamente nella società.

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