La bambola di Squid Game: chi è davvero Young-hee

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Si gira lentamente, con due trecce nere e un vestito arancione, e canta una filastrocca apparentemente innocua. Eppure la bambola di Squid Game è diventata una delle immagini più riconoscibili della cultura pop degli ultimi anni. Pochi sanno però che si chiama Young-hee, ha un fratello, e affonda le sue radici nei libri di scuola sudcoreani degli anni Cinquanta. Ecco la sua storia, dove si trova oggi e perché continua a inquietarci.

Chi è Young-hee, la bambola di Squid Game

Young-hee (영희) è il nome ufficiale della bambola gigante che appare nel primo episodio di Squid Game, la serie sudcoreana di Hwang Dong-hyuk diventata il maggior successo nella storia di Netflix. Compare durante il primo gioco, quello in cui i 456 partecipanti devono attraversare un grande prato evitando di muoversi quando lei li guarda. Chi viene sorpreso in movimento è eliminato.

Pur essendo l’antagonista silenziosa di una scena tra le più tese della prima stagione, Young-hee non è un’invenzione completa: il suo nome, il suo aspetto e il suo abbigliamento richiamano un immaginario molto preciso e familiare per chi è cresciuto in Corea del Sud nella seconda metà del Novecento.

Il nome Young-hee e il suo “fratello” Cheol-su

In coreano, Young-hee (영희) e Cheol-su (철수) sono nomi propri molto comuni nelle generazioni nate fra gli anni Quaranta e gli anni Ottanta. Sono l’equivalente sudcoreano dei nostri “Mario e Maria” o degli inglesi “Jack and Jill”: nomi simbolici, usati per indicare “il bambino qualunque” e “la bambina qualunque”.

I due personaggi compaiono nel 1948, quando il Ministero dell’istruzione della neonata Repubblica di Corea pubblicò Elementary Korean 1-1, il primo libro di testo ufficiale delle elementari. A partire dal 1964, Cheol-su e Young-hee divennero protagonisti fissi di tutti i sussidiari coreani: lui ritratto con i capelli corti e i pantaloncini, lei con due trecce e un vestitino. Per decenni hanno accompagnato l’apprendimento della lettura e della grammatica di intere generazioni.

Architettura tradizionale coreana a Seul, contesto culturale di Squid Game
Architettura storica di Seul: la tradizione culturale coreana che fa da sfondo a Squid Game.

Dai libri di scuola coreani al set di Netflix

Quando Hwang Dong-hyuk ha dovuto progettare la bambola che presiede al primo gioco di Squid Game, ha scelto di partire proprio da quell’immaginario scolastico condiviso. La bambola del set ha le trecce nere, un vestito arancione e una camicia gialla che ricordano molto da vicino le illustrazioni dei vecchi libri di lettura.

L’effetto, in chi è cresciuto guardando quei disegni, è straniante: una figura familiare e nostalgica diventa improvvisamente la silhouette che decide chi vive e chi muore. È una scelta narrativa molto efficace, perché trasforma un simbolo dell’infanzia rassicurante in un incubo a occhi aperti.

Il gioco “Mugunghwa kkoci pieotseumnida”

Il gioco con cui Young-hee mette in difficoltà i protagonisti si chiama Mugunghwa kkoci pieotseumnida (무궁화 꽃이 피었습니다), che si traduce come “La rosa di Sharon è sbocciata”. È l’equivalente sudcoreano del nostro “Un, due, tre, stella!” e si gioca da sempre nei cortili e nei parchi della Corea.

Le regole sono semplici: chi conduce si gira di spalle e pronuncia la frase a velocità variabile. Mentre la dice, gli altri possono avanzare verso di lui. Quando si volta, però, tutti devono restare immobili come statue. Chi viene visto in movimento torna al punto di partenza. Vince chi riesce a raggiungere il “guardiano” e a toccarlo.

Perché la canzone è in coreano

La frase Mugunghwa kkoci pieotseumnida ha esattamente il numero di sillabe necessario per dare ritmo al gioco e per creare quell’attesa angosciante prima della rotazione della bambola. Tradotta in italiano avrebbe perso musicalità e sincronia, motivo per cui Netflix ha scelto di lasciarla in lingua originale anche nelle versioni doppiate.

Le dimensioni reali della bambola

La Young-hee che si vede nella serie non è un effetto digitale: è una bambola animatronica realmente costruita per il set, alta circa quattro metri e mezzo. Pesa diverse centinaia di chili ed è dotata di un meccanismo che le permette di ruotare la testa di 180 gradi, controllato a distanza dal team tecnico.

Gli occhi sono dotati di sensori illuminati che, secondo la finzione narrativa, sono in grado di rilevare i movimenti dei giocatori. Nella realtà del set, ovviamente, l’effetto è ottenuto in post-produzione, ma la presenza fisica del manichino gigante ha aiutato gli attori a recitare la paura in modo più autentico.

Arti tradizionali coreane, contesto culturale di Squid Game
Le arti tradizionali coreane custodite nei musei come Macha Land, dove si trova la Young-hee originale.

Dove si trova oggi: il museo di Macha Land

Una volta concluse le riprese della prima stagione, la bambola originale è stata trasferita a Macha Land, un piccolo museo dedicato alle carrozze antiche situato nella contea di Jincheon, nella provincia del Chungcheongbuk-do, nel cuore della Corea del Sud. Per qualche tempo è stata esposta liberamente all’aperto ed è diventata immediatamente meta di pellegrinaggio per i fan della serie.

L’afflusso di visitatori è cresciuto a tal punto che, su richiesta del regista Hwang Dong-hyuk, dal 29 settembre 2021 la bambola è stata spostata in un’area chiusa e visibile solo su prenotazione, per evitare che il fenomeno turistico travolgesse la quiete del museo. Da allora alcune repliche autorizzate sono state collocate in diverse città del mondo per eventi promozionali, ma l’originale resta a Jincheon.

La voce inquietante: chi canta la canzone

Uno degli elementi più memorabili della bambola è la sua voce: cristallina, infantile, leggermente stonata. Non è stata generata al computer, ma registrata da una bambina sudcoreana di pochi anni, scelta dopo numerosi provini per la qualità “innocente eppure perturbante” della pronuncia.

Il contrasto tra il timbro fanciullesco e l’orrore che precede e segue la frase è uno dei motivi per cui quella sequenza è entrata nella memoria collettiva. La stessa voce è stata poi imitata, parodiata e remixata in migliaia di video sui social network.

L’arrivo del fratello Cheol-su

Nelle stagioni successive di Squid Game, gli sceneggiatori hanno deciso di alzare la posta in gioco introducendo un secondo gigante meccanico: Cheol-su, il “fratello” di Young-hee. Anche lui prende il nome dal personaggio dei vecchi sussidiari coreani e indossa un completo blu con i pantaloncini corti, esattamente come nelle illustrazioni anni Sessanta.

L’aggiunta di Cheol-su non è solo una citazione affettuosa: serve a complicare la dinamica del gioco, perché i due robot si guardano a turno e moltiplicano i punti di osservazione. Chi conosce la cultura coreana riconosce subito la coppia archetipica e prova un misto di tenerezza e angoscia, dato che entrambe le figure originariamente trasmettevano allegria e ottimismo.

Perché la bambola fa così paura

L’effetto inquietante di Young-hee non dipende solo dalla sceneggiatura: c’è una ragione psicologica precisa. Si chiama uncanny valley, “valle perturbante”, concetto formulato negli anni Settanta dal robotico giapponese Masahiro Mori. Quando una figura non umana ha tratti molto simili a quelli umani senza esserlo del tutto, il cervello la percepisce come “sbagliata” e attiva un campanello d’allarme.

Young-hee ha proporzioni esagerate, movimenti meccanici e occhi luminosi che spezzano la familiarità del volto da bambina. Il risultato è un mix di familiare ed estraneo che il nostro sistema nervoso registra istintivamente come minaccioso, anche prima di sapere che a giocare con lei si rischia la vita.

Bambini che giocano nei prati, evocazione del gioco Mugunghwa kkoci pieotseumnida
Bambini che giocano: il gioco coreano “1, 2, 3, stella” che ispira la prima prova di Squid Game.

L’impatto culturale: meme, Halloween e turismo

Dal debutto della serie nel 2021, Young-hee è diventata una vera e propria icona pop. Ne sono state vendute milioni di repliche di varie dimensioni: dalle statuine da scrivania ai costumi di Halloween più richiesti negli ultimi anni. Su TikTok i video con la sua canzone hanno totalizzato miliardi di visualizzazioni, dando vita a innumerevoli sfide e parodie.

L’effetto sul turismo coreano è stato altrettanto visibile: visit Korea, l’ente turistico ufficiale, ha incluso il set di Squid Game e Macha Land tra i luoghi consigliati ai visitatori internazionali, registrando un aumento delle richieste fin dal 2022. Alcune amministrazioni locali hanno installato repliche della bambola in stazioni e parchi giochi, generando tanto entusiasmo quanto polemiche per il tono inquietante in luoghi pubblici.

Curiosità sulla bambola e sul set

Diverse curiosità sulla produzione hanno alimentato la mitologia attorno a Young-hee:

  • La scenografia del prato in cui appare la bambola è stata costruita all’interno di un hangar dismesso e poi rivestita di erba sintetica, perché le riprese duravano più giorni e il sole reale avrebbe creato problemi di continuità visiva.
  • Per filmare i movimenti degli attori in stop-motion sono state usate centinaia di comparse, addestrate per settimane a immobilizzarsi in pochi decimi di secondo.
  • Hwang Dong-hyuk ha dichiarato di aver scritto la prima sceneggiatura nel 2008, ma di aver dovuto attendere oltre dieci anni prima di trovare un produttore disposto a finanziare un progetto considerato “troppo violento e improbabile”.
  • La canzone della bambola è stata registrata in pochi minuti, ma ha richiesto venti tentativi di sound design per ottenere il riverbero “da megafono in un campo aperto” che si sente nella scena.

Cosa leggere ancora su Squid Game

Se ti interessa il linguaggio simbolico della serie e la cultura coreana che la attraversa, su Curiosando si impara trovi altri approfondimenti su giochi tradizionali, parole intraducibili e curiosità storiche provenienti da tutto il mondo. Per i dati ufficiali sulla produzione e i premi vinti, la pagina di Wikipedia in inglese è la fonte più aggiornata: Squid Game su Wikipedia.

Domande frequenti su Young-hee

Come si chiama la bambola di Squid Game?

La bambola si chiama Young-hee (영희). È un nome femminile coreano molto comune nelle generazioni nate fra gli anni Cinquanta e Ottanta, reso celebre dai libri di scuola elementare a partire dal 1948.

Perché si chiama proprio Young-hee?

Il nome è un omaggio a Cheol-su e Young-hee, i due personaggi simbolo dei sussidiari coreani usati nelle scuole elementari per oltre quarant’anni. Sono l’equivalente del nostro “bambino qualunque” e “bambina qualunque”.

La bambola di Squid Game esiste davvero?

Sì, la bambola della serie è una struttura animatronica reale, alta circa quattro metri e mezzo, costruita per il set. Dopo la fine delle riprese è stata conservata al museo Macha Land, nella contea di Jincheon, in Corea del Sud.

Cosa significa “Mugunghwa kkoci pieotseumnida”?

La frase significa “la rosa di Sharon è sbocciata”. È il titolo del gioco coreano equivalente al nostro “Un, due, tre, stella!” e si gioca tradizionalmente nei cortili scolastici da generazioni.

Chi è Cheol-su, il fratello di Young-hee?

Cheol-su è la seconda bambola gigante introdotta nelle stagioni più recenti di Squid Game. Anche lui prende il nome dal personaggio dei sussidiari coreani e ne riprende l’aspetto: capelli corti, completo blu e pantaloncini.

Si può visitare la bambola di Squid Game?

La bambola originale si trova al museo Macha Land, ma dal 2021 non è più esposta all’aperto. È visibile solo in occasioni speciali e su prenotazione, per gestire l’afflusso di visitatori. Repliche autorizzate vengono periodicamente esposte in eventi internazionali.