5 cose sorprendenti sui funghi e la rete sotterranea del bosco

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Sotto i nostri piedi, in ogni bosco del mondo, esiste una rete viva e silenziosa. È fatta di sottili filamenti di funghi che collegano migliaia di piante, scambiano nutrienti, trasportano segnali di pericolo. Gli scienziati l’hanno soprannominata wood wide web, la rete del bosco. Ecco cinque cose sorprendenti che la ricerca ci sta raccontando.

Una rete più antica delle foreste

I funghi che oggi vivono in simbiosi con le radici degli alberi appartengono a un gruppo molto antico, le micorrize. La parola, dal greco, significa «funghi delle radici». Le micorrize sarebbero comparse oltre 400 milioni di anni fa, prima ancora che le piante terrestri sviluppassero le foglie come le conosciamo. Probabilmente sono state proprio queste alleanze a permettere alle piante di colonizzare la terraferma.

In un solo grammo di suolo forestale possono esserci centinaia di metri di filamenti fungini, chiamati ife. Insieme formano il micelio, la parte vegetativa del fungo: il «corpo fruttifero» che vediamo spuntare in autunno è solo la sua punta.

Fungo in una radura del bosco
Il corpo del fungo è solo la punta di una rete sotterranea molto più estesa.

1. Le piante si scambiano davvero risorse

Una delle scoperte più discusse degli ultimi vent’anni viene dalla biologa canadese Suzanne Simard, che ha studiato le foreste della Columbia Britannica. I suoi esperimenti hanno mostrato che, attraverso le reti micorriziche, alberi adulti come l’abete di Douglas trasferiscono carbonio e azoto ai giovani che ne hanno bisogno, soprattutto quando crescono in zone d’ombra.

In alcuni casi, gli scambi avvengono anche tra alberi di specie diverse. Non si tratta di «altruismo» nel senso umano: i funghi si comportano come intermediari, ricevendo in cambio zuccheri che le piante producono con la fotosintesi. Ma il risultato pratico è che, in un bosco maturo, le piante non vivono come individui isolati.

2. C’è una «madre» del bosco

Sempre Simard ha proposto il concetto di «mother tree», alberi più vecchi e grandi che fungono da nodi centrali della rete. Avendo radici più estese e più connessioni fungine, queste piante riescono a smistare risorse verso più «vicini». Quando un mother tree viene abbattuto, l’equilibrio chimico dell’area circostante cambia anche per molti anni a venire.

Da qui la critica al taglio raso applicato in alcune foreste produttive: rimuovere gli alberi più grandi non significa solo perdere legname, ma indebolire l’intera rete di comunicazione del bosco.

3. Segnali di pericolo

Diversi studi hanno mostrato che le piante, tramite le micorrize, si scambiano anche segnali chimici di allarme. Quando un albero viene attaccato da un insetto, può rilasciare composti che, viaggiando lungo il micelio, raggiungono i vicini. Le piante ricevente si preparano: producono in anticipo metaboliti di difesa, rendendo le proprie foglie meno appetitose per i parassiti.

Questo meccanismo aiuta a capire perché, in un bosco sano, gli insetti dannosi raramente esplodono in modo incontrollato: la rete fungina contribuisce a un «sistema immunitario» diffuso.

Funghi su muschio nel bosco
Gli ecosistemi forestali sono sostenuti da una fitta rete di micelio.

4. Funghi che «coltivano» piante

Alcuni funghi sono ancora più intraprendenti: catturano piccoli animali del suolo, come nematodi e collemboli, e li usano come fonte di azoto. È il caso dei funghi del genere Pleurotus, le note orecchiette usate in cucina, che in natura intrappolano e digeriscono microscopici nematodi con minuscole trappole adesive.

Questa scoperta cambia l’immagine del fungo: non solo «riciclatore» della materia morta, ma anche predatore opportunista, capace di sfruttare ciò che la foresta offre.

5. La «wood wide web» pesa tanto quanto la foresta

Le stime più recenti dicono che la biomassa fungina sotto un bosco maturo può essere paragonabile a quella della parte fuori terra. Aggiungendo i funghi del suolo, una foresta «invisibile» di micelio sostiene tutta la parte visibile. Senza i funghi, le foreste come le conosciamo non esisterebbero, sostengono i ricercatori della biodiversità: non riuscirebbero a recuperare fosforo, azoto e acqua dal terreno con la stessa efficienza.

Per questa ragione, organizzazioni come la Society for the Protection of Underground Networks (SPUN) stanno mappando le reti fungine del pianeta per individuare aree prioritarie da proteggere.

Come funziona lo scambio

Il meccanismo, semplificato, è questo:

Le piante donano zuccheri

Attraverso la fotosintesi le piante producono zuccheri che, in parte, scendono lungo le radici e finiscono ai funghi.

I funghi forniscono acqua e minerali

Le ife sono molto più sottili delle radici e raggiungono dove la pianta non arriva. Assorbono acqua, fosforo e azoto e li passano alla pianta.

La rete fa il resto

Collegando più piante allo stesso micelio, il fungo permette anche un trasferimento di risorse da pianta a pianta. È qui che nasce la «wood wide web».

Funghi alla base di un albero
La simbiosi tra funghi e piante è alla base della salute delle foreste.

Cosa cambia per noi

La scoperta della rete del bosco ha implicazioni pratiche. In agricoltura, l’aggiunta di funghi micorrizici «buoni» nei terreni può ridurre i fertilizzanti chimici e migliorare le rese. In silvicoltura, la gestione delle foreste cambia: proteggere alberi adulti e diversità di specie significa proteggere anche il «cervello» sotterraneo. In conservazione, mappare le reti fungine aiuta a capire dove agire per fermare il degrado del suolo.

Limiti e cautele

Va detto che non tutti gli scienziati sono d’accordo sulla portata del fenomeno. Alcuni studi recenti invitano a non «umanizzare» le piante: parlare di alberi che «si parlano» o «si aiutano» può essere fuorviante. Quello che succede è che, sotto pressioni evolutive, si è formato un sistema di scambi che, nel complesso, favorisce la sopravvivenza dell’intera comunità. Una distinzione importante per non trasformare la ricerca in romanzo.

Domande frequenti

Cos’è la wood wide web?

È la rete sotterranea formata dal micelio dei funghi micorrizici, che collega le radici di molte piante in un bosco permettendo lo scambio di nutrienti e segnali.

Tutti gli alberi sono collegati?

Quasi tutte le piante terrestri formano associazioni con funghi micorrizici. Nei boschi maturi, gli alberi della stessa specie sono spesso interconnessi, e a volte lo sono anche specie diverse.

I funghi sono altruisti?

No. Si comportano come «intermediari» che ricavano zuccheri dalle piante: i benefici reciproci sono frutto di una lunga coevoluzione, non di un’intenzione cosciente.

Cos’è un «mother tree»?

È un albero adulto, di solito grande e ben connesso alla rete fungina, che svolge un ruolo di nodo per gli scambi di nutrienti tra piante più giovani.

Perché è importante proteggere i funghi del suolo?

Perché sostengono la fertilità del terreno, immagazzinano grandi quantità di carbonio e sono indispensabili al ciclo di nutrienti delle foreste.

Posso vedere il micelio?

Sì: spostando con cura le foglie morte in un bosco si nota spesso una trama biancastra di filamenti. È il micelio dei funghi che lavora ogni giorno sotto i nostri piedi.