Metamorfosi. Ovidio e le arti: la mostra alla Galleria Borghese

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Dal 23 giugno al 20 settembre 2026 la Galleria Borghese di Roma ospita una delle mostre più attese dell’anno: «Metamorfosi. Ovidio e le arti». Oltre ottanta capolavori, da Tiziano a Rubens fino a Rodin e Brancusi, raccontano come i miti delle Metamorfosi abbiano ispirato la grande arte occidentale. Ecco di che cosa si tratta e perché vale la pena visitarla.

Che cos’è la mostra «Metamorfosi. Ovidio e le arti»

Si tratta di un grande progetto espositivo internazionale dedicato alle Metamorfosi, il poema del poeta latino Ovidio che da duemila anni alimenta l’immaginario di pittori, scultori e poeti. La mostra mette in dialogo opere provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo per mostrare come un singolo testo abbia attraversato i secoli, trasformandosi a sua volta in pittura, marmo e bronzo.

La sede non è casuale: la Galleria Borghese custodisce alcuni dei capolavori assoluti ispirati proprio ai miti ovidiani, a partire dalle celebri sculture di Gian Lorenzo Bernini. Qui l’esposizione trova la sua cornice ideale.

Date, sede e informazioni pratiche

La mostra è visitabile dal 23 giugno al 20 settembre 2026 presso la Galleria Borghese, nel cuore del parco di Villa Borghese a Roma. Come di consueto per questo museo, l’ingresso avviene per fasce orarie con prenotazione obbligatoria, una misura che garantisce una visita ordinata e una migliore fruizione delle opere.

Si consiglia vivamente di acquistare i biglietti in anticipo, perché le grandi mostre della Galleria Borghese tendono a esaurire rapidamente la disponibilità. Tutte le informazioni aggiornate su orari e prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale della Galleria Borghese.

Interno di una galleria d'arte con dipinti alle pareti
La Galleria Borghese di Roma, cornice ideale per la mostra.

Chi era Ovidio e cosa sono le Metamorfosi

Publio Ovidio Nasone fu uno dei massimi poeti dell’antica Roma, vissuto a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. La sua opera più famosa, le Metamorfosi, è un poema in quindici libri che raccoglie centinaia di miti accomunati dal tema della trasformazione: divinità ed esseri umani che mutano in piante, animali, costellazioni o pietre.

Da Apollo e Dafne ad Apollo e Narciso, dal ratto di Proserpina a Orfeo ed Euridice, le Metamorfosi sono diventate una vera e propria enciclopedia mitologica per gli artisti di ogni epoca, una fonte inesauribile di soggetti e di emozioni.

I capolavori in mostra

Il percorso riunisce oltre ottanta opere che spaziano su molti secoli di storia dell’arte. Tra i grandi nomi rappresentati figurano maestri del Rinascimento e del Barocco come Correggio, Tiziano, Rubens e Poussin, fino ad arrivare ai protagonisti dell’arte moderna come Rodin e Brancusi. Un arco temporale amplissimo che dimostra la straordinaria vitalità dei miti ovidiani.

Tra gli artisti che più si confrontarono con questi temi c’è il fiammingo Peter Paul Rubens, capace di tradurre in pittura tutta la sensualità e la drammaticità delle storie classiche. Per conoscerlo meglio si può leggere la nostra scheda su Peter Paul Rubens, vita e curiosità sul grande pittore.

Sala di un museo con sculture esposte
Oltre ottanta capolavori in dialogo con la collezione permanente.

Il legame con Bernini e la Galleria Borghese

La Galleria Borghese è il luogo perfetto per una mostra sulle metamorfosi perché conserva alcune delle interpretazioni scultoree più celebri di questi miti. L’Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini, in cui la ninfa è colta nell’istante esatto in cui le dita si trasformano in rami e i capelli in foglie, è forse la più alta resa artistica del concetto stesso di metamorfosi.

Mettere in dialogo le opere in prestito con i capolavori permanenti della collezione è uno degli aspetti più affascinanti del progetto: il visitatore può cogliere rimandi, citazioni e variazioni sul tema attraverso epoche e linguaggi diversi.

Una collaborazione internazionale

La mostra nasce da un’importante collaborazione internazionale ed è curata da Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, insieme a Frits Scholten. Il progetto coinvolge prestiti da numerose istituzioni straniere, a conferma del respiro globale dell’iniziativa e del prestigio del museo romano nel panorama espositivo mondiale.

Statua classica in marmo bianco
Le Metamorfosi di Ovidio ispirano l’arte da duemila anni.

Perché vale la pena visitarla

«Metamorfosi. Ovidio e le arti» non è soltanto una mostra per gli appassionati di mitologia o di storia dell’arte. È un’occasione per riflettere su un tema universale: il cambiamento, la trasformazione, il passaggio da una forma all’altra. I miti raccontati da Ovidio parlano di amore, perdita, desiderio e rinascita, sentimenti che attraversano i secoli senza perdere forza.

Visitarla significa anche scoprire come un’unica opera letteraria abbia generato, nel corso di duemila anni, una catena ininterrotta di capolavori. Un viaggio nell’immaginazione umana, dentro una delle cornici più belle di Roma.

Consigli per la visita

Per godersi al meglio l’esperienza conviene prenotare con anticipo, arrivare qualche minuto prima della fascia oraria assegnata e dedicare tempo anche alla collezione permanente del museo, che da sola merita il viaggio. La vicinanza al parco di Villa Borghese permette inoltre di completare la giornata con una passeggiata in uno dei polmoni verdi più amati della capitale.

Domande frequenti

Quando si tiene la mostra Metamorfosi alla Galleria Borghese?

Dal 23 giugno al 20 settembre 2026, presso la Galleria Borghese di Roma.

Di che cosa parla la mostra?

Esplora come i miti delle Metamorfosi di Ovidio abbiano ispirato l’arte occidentale, riunendo oltre ottanta capolavori dal Rinascimento all’arte moderna.

Chi sono gli artisti in mostra?

Tra gli altri Correggio, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Rodin e Brancusi, in dialogo con le sculture di Bernini conservate nel museo.

Serve la prenotazione?

Sì. La Galleria Borghese prevede l’ingresso per fasce orarie con prenotazione obbligatoria: è consigliabile acquistare i biglietti in anticipo.

Chi ha curato la mostra?

La mostra è curata da Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, insieme a Frits Scholten, nell’ambito di una collaborazione internazionale.

Chi era Ovidio?

Era un grande poeta dell’antica Roma, autore delle Metamorfosi, un poema in quindici libri che raccoglie centinaia di miti incentrati sul tema della trasformazione.