Il 10 giugno 2003 dalla Florida partiva un piccolo robot a sei ruote destinato a cambiare il nostro sguardo su Marte: si chiamava Spirit. Insieme al gemello Opportunity, doveva lavorare per appena tre mesi, ma resistette per anni sul Pianeta Rosso, percorrendo chilometri e raccogliendo prove decisive sulla presenza di acqua nel passato marziano. Ecco la storia di quella missione e perché conta ancora oggi.
Cosa accadde il 10 giugno 2003
Il 10 giugno 2003 la NASA lanciò la sonda che trasportava il rover Spirit, primo dei due veicoli della missione Mars Exploration Rover. Un razzo Delta II partì dalla base di Cape Canaveral, dando inizio a un viaggio di oltre 480 milioni di chilometri verso Marte. Poche settimane dopo sarebbe partito anche Opportunity, il rover gemello.
Dopo circa sette mesi di crociera spaziale, Spirit raggiunse Marte all’inizio del 2004 e si posò sulla superficie protetto da una capsula e da una serie di airbag, una soluzione spettacolare che attutì l’impatto facendo letteralmente rimbalzare il rover sul suolo marziano.
Cos’era Spirit
Spirit era un rover delle dimensioni di un piccolo veicolo da golf, alto poco più di un metro e mezzo, alimentato da pannelli solari e dotato di sei ruote in grado di superare rocce e pendii. A bordo portava telecamere, spettrometri e una sorta di “braccio” robotico con strumenti per analizzare le rocce da vicino.
Il suo compito principale era studiare la geologia di Marte alla ricerca di tracce lasciate dall’acqua, considerata l’indizio più importante per capire se il pianeta abbia mai potuto ospitare condizioni adatte alla vita.

Dove atterrò il rover
Spirit toccò il suolo all’interno del cratere Gusev, una vasta depressione che gli scienziati sospettavano potesse aver ospitato un antico lago. L’idea era che, se davvero in passato vi era stata acqua, il fondo del cratere avrebbe conservato minerali e sedimenti capaci di raccontarne la storia.
Le scoperte più importanti
Nel corso della sua attività, Spirit individuò rocce e minerali che si formano soltanto in presenza di acqua. Tra i risultati più significativi ci fu la scoperta di depositi di silice quasi pura, un segnale compatibile con antiche sorgenti calde o ambienti idrotermali, proprio il tipo di luogo che sulla Terra ospita microrganismi.
Queste prove rafforzarono l’idea che Marte, miliardi di anni fa, fosse un pianeta più caldo e umido di quello arido e gelido che conosciamo oggi.
La salita sulle colline
Pensato per restare in pianura, Spirit finì per arrampicarsi sulle Columbia Hills, un gruppo di rilievi dedicati ai sette astronauti dello space shuttle Columbia. Fu la prima volta che un rover scalava colline su un altro pianeta, dimostrando capacità ben superiori alle attese.

Una missione che doveva durare tre mesi
La durata prevista per la missione era di circa novanta giorni marziani. Spirit superò ogni previsione: rimase operativo per oltre sei anni, percorrendo quasi otto chilometri sulla superficie del pianeta. Una longevità straordinaria per un robot esposto a tempeste di polvere, sbalzi di temperatura e inverni rigidissimi.
Come finì l’avventura di Spirit
Nel 2009 il rover rimase intrappolato in un terreno sabbioso e cedevole, incapace di liberare le ruote. Con l’arrivo dell’inverno marziano i pannelli solari non ricevettero più energia sufficiente e, nel 2010, le comunicazioni si interruppero definitivamente. La NASA dichiarò conclusa la missione l’anno seguente.
Perché Spirit è importante ancora oggi
Spirit e Opportunity hanno aperto la strada ai rover successivi, come Curiosity e Perseverance, mostrando che era possibile esplorare Marte in modo prolungato e affidabile. Le loro scoperte sull’acqua del passato hanno orientato le missioni più recenti, che oggi cercano direttamente tracce di vita antica.
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Marte e la ricerca dell’acqua
L’acqua è al centro di quasi ogni missione marziana perché è considerata l’ingrediente fondamentale per la vita come la conosciamo. Trovare prove di antichi laghi, fiumi o sorgenti significa individuare i luoghi dove, in un lontano passato, potrebbero essere esistite condizioni abitabili. Spirit fu tra i primi a fornire risposte concrete in questa direzione.
Domande frequenti
Quando fu lanciato il rover Spirit?
Spirit fu lanciato il 10 giugno 2003 da Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un razzo Delta II.
Qual era l’obiettivo della missione?
Studiare la geologia di Marte alla ricerca di tracce lasciate dall’acqua nel lontano passato del pianeta.
Quanto durò la missione di Spirit?
Doveva durare circa novanta giorni, ma il rover rimase operativo per oltre sei anni.
Cosa scoprì Spirit su Marte?
Individuò minerali che si formano solo in presenza di acqua, tra cui depositi di silice legati ad antichi ambienti idrotermali.
Come si concluse la missione?
Spirit rimase bloccato nella sabbia nel 2009 e, con l’inverno marziano, perse energia: le comunicazioni cessarono nel 2010.
Che differenza c’era tra Spirit e Opportunity?
Erano due rover gemelli e identici della stessa missione, atterrati in zone diverse di Marte per studiare ambienti differenti.
Fonte: Wikipedia – Spirit (rover).