La iena maculata: la società dove comandano le femmine

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Nell’immaginario comune la iena è un animale opportunista e poco nobile, eterna comprimaria del leone. La realtà scientifica è molto più affascinante: la iena maculata vive in clan complessi e rigidamente matriarcali, dove anche la femmina più giovane conta più del maschio adulto più forte. È una delle società animali più sofisticate della savana, e racconta molto su come può funzionare il potere quando a comandare sono le femmine.

Chi è davvero la iena maculata

La iena maculata (Crocuta crocuta) è il più grande dei quattro membri della famiglia degli ienidi e il grande carnivoro più diffuso dell’Africa subsahariana. Nonostante l’aspetto possa ricordare quello di un cane, le iene non sono canidi: dal punto di vista evolutivo sono più vicine a manguste e felini. Il loro corpo inclinato in avanti, con le spalle più alte dei posteriori, è un adattamento perfetto a una vita fatta di lunghi inseguimenti.

Un adulto pesa tra i 45 e gli 80 chili e può percorrere chilometri a una velocità costante, sfiancando le prede. Al contrario del luogo comune che la dipinge come pura spazzina, la iena maculata è una cacciatrice efficiente: studi sul campo mostrano che una quota molto alta del cibo che mangia proviene da animali uccisi da lei stessa, non rubati ad altri.

Clan di iene maculate riunite
Le iene maculate vivono in clan numerosi e gerarchici. Foto: Garreth Brown / Pexels

Un clan dove comandano le femmine

Il cuore della vita sociale della iena maculata è il clan, un gruppo che può contare da una decina fino a oltre ottanta individui. La caratteristica che rende questi gruppi unici è la struttura matriarcale: tutte le femmine sono dominanti rispetto a tutti i maschi adulti. Persino un cucciolo femmina, da adulto, occuperà nella gerarchia una posizione superiore a quella di qualsiasi maschio immigrato nel clan.

Il vertice è occupato da una femmina alfa, la matriarca, che guida il gruppo e ha accesso prioritario al cibo. Quando i cuccioli affamati si accalcano su una carcassa, sono i piccoli della matriarca a mangiare per primi. Questo privilegio si traduce in cuccioli più sani e in una discendenza più numerosa: il potere, nel mondo delle iene, si eredita.

La gerarchia si eredita per via materna

Uno degli aspetti più sorprendenti è che il rango sociale non si conquista con la forza, ma si trasmette. I figli e le figlie di una femmina di alto rango ereditano una posizione elevata, in un meccanismo che gli etologi paragonano a una vera e propria aristocrazia di sangue. Le femmine restano nel clan in cui sono nate per tutta la vita, mentre i maschi, raggiunta la maturità, di solito lo abbandonano per cercare fortuna altrove, ripartendo dal gradino più basso della scala sociale.

L’enigma anatomico delle femmine

Le femmine di iena maculata presentano una particolarità che ha lasciato perplessi i naturalisti per secoli: i loro organi genitali esterni assomigliano molto a quelli dei maschi. Il clitoride è notevolmente allungato e attraversato dal canale urinario, tanto che distinguere a colpo d’occhio un maschio da una femmina è quasi impossibile.

Questa caratteristica, legata all’esposizione a particolari ormoni durante lo sviluppo, ha un costo biologico altissimo: il parto attraverso questo canale è estremamente difficile e pericoloso, soprattutto per le primipare. Eppure l’evoluzione ha mantenuto questo tratto, segno che i vantaggi sociali e competitivi legati a questa fisiologia hanno pesato più dei rischi.

Iena maculata in primo piano
Il morso della iena è tra i più potenti dei mammiferi terrestri. Foto: Frans van Heerden / Pexels

Intelligenza sociale da primati

Vivere in un gruppo numeroso e gerarchico richiede un cervello capace di gestire relazioni complesse. Le iene maculate sanno riconoscere i singoli individui del clan, ricordano chi è imparentato con chi e tengono conto del rango altrui nelle interazioni. Esperimenti hanno dimostrato che, di fronte a un problema, riescono a collaborare in coppia per ottenere una ricompensa, coordinandosi in silenzio.

Alcuni ricercatori hanno persino confrontato le loro abilità sociali con quelle dei primati, scoprendo capacità cognitive paragonabili in certi test di cooperazione. Non sorprende, allora, che le iene comunichino con un repertorio ricchissimo di suoni: il celebre “risata” non è un segno di allegria, ma un segnale di sottomissione o di eccitazione, spesso emesso da un individuo in difficoltà davanti a uno di rango superiore.

Un linguaggio fatto di versi

Il “whoop”, il lungo richiamo che si propaga per chilometri nella notte africana, serve a tenere unito il clan, a richiamare i compagni verso una preda o a segnalare la propria presenza ai rivali. Ogni iena ha una voce riconoscibile, una sorta di firma sonora che permette agli altri di sapere chi sta chiamando.

Il ruolo ecologico nella savana

Come grandi predatori e spazzini insieme, le iene maculate svolgono una funzione preziosa per l’ecosistema. Ripuliscono l’ambiente dalle carcasse, limitando la diffusione di malattie, e con le loro mascelle potentissime — capaci di frantumare le ossa più dure — recuperano nutrienti che nessun altro animale riuscirebbe a sfruttare. Il loro stomaco, dotato di acidi fortissimi, digerisce anche corno e tessuti che altri carnivori scartano.

La rivalità con i leoni è reale e profonda: le due specie competono per le stesse prede e si rubano a vicenda il cibo. Non è raro che un branco di leoni sottragga una preda a un clan di iene, o viceversa quando le iene sono in numero sufficiente. È una guerra antica, fatta di equilibri che cambiano a seconda dei rapporti di forza notte dopo notte.

Iene maculate al tramonto nella savana
Nella savana la iena svolge un ruolo ecologico fondamentale. Foto: Frans van Heerden / Pexels

Una reputazione da riscattare

Per secoli la cultura popolare ha dipinto la iena come un animale vile e ripugnante, complice anche la sua andatura goffa e i versi inquietanti. La scienza moderna sta riscrivendo questo ritratto, mostrando un animale intelligente, organizzato e fondamentale per la salute degli ambienti in cui vive. Comprendere la complessità del suo mondo sociale è anche un modo per superare i pregiudizi che spesso accompagnano le specie meno amate.

Le società matriarcali, del resto, non sono una rarità assoluta nel regno animale: si possono ritrovare, in forme diverse, anche in altri mammiferi. Un esempio celebre è quello delle orche, dove l’esperienza delle femmine anziane è una risorsa per l’intero gruppo: ne abbiamo parlato raccontando le nonne orche e il ruolo della menopausa.

Per approfondire la biologia e la classificazione di questo straordinario carnivoro puoi consultare la scheda della iena maculata su Wikipedia.

Curiosità in breve sulla iena maculata

Oltre alla struttura sociale, la iena maculata nasconde piccoli record poco noti. Il suo morso è tra i più potenti in proporzione alla taglia tra i mammiferi terrestri, capace di esercitare una pressione enorme sulle ossa. I cuccioli nascono già con gli occhi aperti e i denti spuntati, pronti a competere fin dai primi giorni di vita. E nonostante la fama notturna, questi animali sono attivi anche di giorno, adattando i ritmi alla presenza di prede e rivali.

Domande frequenti sulla iena maculata

Le iene sono parenti dei cani?

No. Nonostante l’aspetto, gli ienidi non appartengono alla famiglia dei canidi: dal punto di vista evolutivo sono più vicini a felini e manguste. La somiglianza con i cani è solo apparente ed è frutto di adattamenti simili.

Perché nei clan di iene comandano le femmine?

Nella iena maculata tutte le femmine sono dominanti sui maschi adulti. La gerarchia si eredita per via materna: le figlie e i figli di femmine di alto rango occupano posizioni elevate, mentre i maschi che entrano in un nuovo clan partono dal basso.

È vero che le iene cacciano e non si limitano a rubare il cibo?

Sì. Anche se sfruttano le carcasse, le iene maculate sono cacciatrici abili e una grande parte della loro dieta proviene da prede uccise direttamente, spesso al termine di lunghi inseguimenti.

La “risata” della iena è un segno di allegria?

No. Il verso che ricorda una risata è un segnale di sottomissione o di forte eccitazione, emesso di solito da un individuo nervoso o in difficoltà di fronte a un altro di rango superiore.

Perché è difficile distinguere maschi e femmine?

Le femmine presentano organi genitali esterni molto simili a quelli dei maschi, a causa dell’esposizione a particolari ormoni durante lo sviluppo. Questo rende il riconoscimento del sesso quasi impossibile a occhio nudo.

Le iene sono pericolose per l’uomo?

Gli attacchi all’uomo sono rari e di solito legati a situazioni eccezionali. Le iene tendono a evitare le persone, ma restano grandi carnivori selvatici e vanno osservati a distanza e con rispetto.