Giornata mondiale della prevenzione dell’annegamento

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Ogni 25 luglio si celebra la Giornata mondiale della prevenzione dell’annegamento, istituita dalle Nazioni Unite per accendere i riflettori su una delle principali cause di morte accidentale nel mondo. Un tema che riguarda tutti, soprattutto d’estate, quando cresce la frequentazione di mari, laghi, fiumi e piscine.

Che cos’è la Giornata mondiale della prevenzione dell’annegamento

La ricorrenza, in inglese World Drowning Prevention Day, è stata proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021. L’obiettivo è sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini su un problema spesso sottovalutato ma dalle dimensioni rilevanti, promuovendo misure concrete di prevenzione.

La data del 25 luglio cade nel pieno dell’estate dell’emisfero settentrionale, quando l’esposizione all’acqua è massima. Non a caso molte iniziative si concentrano proprio in questo periodo, con eventi informativi sulle spiagge, nelle scuole e presso le comunità rivierasche.

Perché l’annegamento è un problema globale

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo si registrano circa 300.000 decessi per annegamento. Si tratta di una cifra impressionante, che colloca l’annegamento tra le principali cause di morte accidentale. L’impatto è particolarmente grave tra i più giovani: bambini e ragazzi rappresentano una quota significativa delle vittime.

La maggior parte di questi eventi è però prevenibile. Proprio per questo l’OMS insiste sull’importanza di interventi mirati, che vanno dalla sorveglianza dei bambini all’insegnamento del nuoto, fino alla presenza di barriere attorno alle piscine domestiche.

Bambini che imparano a nuotare in piscina con supervisione
Imparare a nuotare fin da piccoli è una delle misure di prevenzione più efficaci.

Le principali cause di annegamento

L’annegamento può verificarsi in circostanze molto diverse. Tra i fattori di rischio più comuni figurano la scarsa capacità di nuotare, la mancanza di sorveglianza, la sopravvalutazione delle proprie forze e la sottovalutazione delle condizioni dell’acqua, come correnti e temperatura.

Il fattore distrazione

Molti incidenti che coinvolgono i bambini avvengono in pochi istanti di distrazione degli adulti, spesso in contesti familiari come piscine private o vasche. La supervisione costante e ravvicinata è considerata una delle misure preventive più efficaci.

Correnti e ambienti naturali

In mare, fiumi e laghi entrano in gioco variabili come le correnti di risacca, i fondali irregolari e i cambiamenti improvvisi del meteo. Conoscere l’ambiente e rispettare le indicazioni dei bagnini riduce sensibilmente i rischi. Per capire meglio come si comporta il mare puoi leggere l’articolo su come nascono le onde del mare.

Bandiera di segnalazione sulla spiaggia per la sicurezza dei bagnanti
Rispettare le bandiere di segnalazione riduce i rischi in mare.

Le regole di sicurezza in acqua

La prevenzione passa da comportamenti semplici ma fondamentali. Ecco alcune indicazioni condivise dagli esperti di sicurezza acquatica:

  • Fare il bagno solo in zone sorvegliate e rispettare le segnalazioni delle bandiere.
  • Non entrare in acqua subito dopo un pasto abbondante o dopo aver bevuto alcolici.
  • Sorvegliare sempre i bambini, restando a distanza di braccio quando sono in acqua.
  • Evitare di nuotare da soli e non sopravvalutare le proprie capacità.
  • Entrare in acqua gradualmente, soprattutto quando la temperatura è molto più fredda di quella corporea.

L’importanza di imparare a nuotare

Uno degli strumenti più efficaci di prevenzione è l’educazione al nuoto. Saper galleggiare e conoscere le tecniche di base può fare la differenza in situazioni di difficoltà. Molte organizzazioni promuovono corsi rivolti in particolare ai bambini, considerando questa competenza una forma di alfabetizzazione alla sicurezza.

Il primo soccorso: cosa sapere

In caso di emergenza è essenziale allertare immediatamente i soccorsi e, se disponibile, coinvolgere personale formato come i bagnini. Le manovre di rianimazione possono essere decisive, ma vanno eseguite correttamente. Per questo motivo i corsi di primo soccorso sono sempre più diffusi. In ogni caso, di fronte a un malore o a un incidente in acqua, è fondamentale rivolgersi tempestivamente al personale sanitario e consultare un medico.

Postazione di salvamento con bagnino che sorveglia il mare
La sorveglianza dei bagnini è fondamentale per la sicurezza in acqua.

Le iniziative in Italia

In occasione del 25 luglio numerose realtà italiane, dalle capitanerie di porto alle associazioni di salvamento, organizzano attività di sensibilizzazione sulle spiagge e nei centri costieri. Si tratta di momenti dedicati all’informazione, con dimostrazioni pratiche e distribuzione di materiale sulla sicurezza in mare. Per approfondire i dati globali puoi consultare le informazioni ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’annegamento.

Domande frequenti sulla prevenzione dell’annegamento

Quando si celebra la Giornata mondiale della prevenzione dell’annegamento?

Si celebra ogni anno il 25 luglio, per iniziativa delle Nazioni Unite, che hanno proclamato la ricorrenza nel 2021.

Quante persone muoiono per annegamento ogni anno?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si stimano circa 300.000 decessi annui a livello globale, molti dei quali prevenibili.

Chi è più a rischio di annegamento?

I bambini e i giovani rappresentano una quota rilevante delle vittime. Anche la scarsa capacità di nuotare e la mancanza di sorveglianza aumentano il rischio.

Quali sono le misure di prevenzione più efficaci?

La sorveglianza costante dei bambini, l’insegnamento del nuoto, le barriere attorno alle piscine e il rispetto delle indicazioni di sicurezza in mare sono tra le misure più raccomandate.

È pericoloso fare il bagno dopo mangiato?

Gli esperti consigliano prudenza dopo pasti abbondanti e in caso di forti sbalzi di temperatura. In presenza di malori è sempre bene rivolgersi a un medico.

Cosa fare in caso di emergenza in acqua?

Allertare subito i soccorsi, coinvolgere personale formato come i bagnini e, se si è addestrati, praticare le manovre di primo soccorso in attesa dell’intervento sanitario.