La tigre della Tasmania, o tilacino, è uno degli animali più affascinanti mai esistiti: un marsupiale carnivoro dal dorso striato, scomparso quasi un secolo fa. A lungo è stata immaginata come un predatore simile al lupo, capace di inseguire le prede per lunghe distanze. Uno studio pubblicato nel 2026 propone però un’immagine diversa: quella di un cacciatore più opportunista. Vediamo che cosa hanno scoperto i ricercatori, con la cautela necessaria quando si studia una specie estinta.
Che cos’era la tigre della Tasmania
Il tilacino (nome scientifico Thylacinus cynocephalus) era un marsupiale carnivoro originario dell’Australia, della Tasmania e della Nuova Guinea. Nonostante il nome comune e l’aspetto simile a quello di un cane, non era imparentato con lupi o tigri: la somiglianza è un esempio di evoluzione convergente, cioè lo sviluppo di forme simili in animali di origine diversa che vivono in ambienti simili.
Aveva un corpo snello, una coda rigida e caratteristiche strisce scure sulla parte posteriore del dorso, che gli sono valse il soprannome di “tigre”. L’ultimo esemplare noto in cattività morì allo zoo di Hobart nel 1936, e la specie è oggi considerata estinta, soprattutto a causa della caccia da parte dell’uomo e di altri fattori ambientali.

La vecchia idea: un predatore da inseguimento
Per molto tempo il tilacino è stato descritto come un cacciatore da inseguimento, sul modello dei lupi o dei cani selvatici, capace di rincorrere le prede su lunghe distanze fino a sfinirle. Questa immagine derivava soprattutto dall’aspetto esteriore dell’animale, dalla sua corporatura allungata e dalle poche testimonianze disponibili. Ma le apparenze, in biologia, possono ingannare.
Che cosa dice lo studio del 2026
Una ricerca guidata dalla University of the Sunshine Coast, in Australia, e pubblicata sulla rivista scientifica BMC Ecology and Evolution, ha messo in dubbio questa ricostruzione. Il gruppo di studio ha confrontato il modo di muoversi di 48 specie di mammiferi predatori, vivi ed estinti, dai cani domestici ai gatti selvatici africani, analizzando la forma e la postura legate alla locomozione.
Il ruolo di una rara pellicola d’archivio
Per il tilacino, i ricercatori hanno utilizzato le rare riprese filmate dell’ultimo esemplare in cattività allo zoo di Hobart. Studiando la postura e il modo di camminare dell’animale in quei filmati storici, hanno potuto confrontarne le caratteristiche con quelle delle specie ancora viventi.

Più simile a una volpe che a un lupo
Secondo lo studio, la locomozione del tilacino somiglierebbe più a quella di predatori opportunisti come volpi, sciacalli e coyote che a quella dei grandi cacciatori da inseguimento. In altre parole, la tigre della Tasmania avrebbe catturato le prede disponibili con brevi scatti e agguati, più che con lunghe corse. Un profilo di cacciatore flessibile, adattato a sfruttare le occasioni.
Perché serve prudenza
È importante ricordare che si tratta di una ricostruzione basata su indizi indiretti: la forma del corpo, le poche immagini disponibili e il confronto con animali attuali. Nessuno può osservare oggi un tilacino a caccia. Gli stessi autori presentano le loro conclusioni come un’ipotesi ben argomentata, non come una certezza definitiva. È così che funziona la scienza: si costruiscono spiegazioni sulla base delle prove disponibili, restando aperti a nuove scoperte.
Studi di questo tipo mostrano quanto si possa ancora imparare su animali scomparsi, incrociando fonti diverse. Un approccio simile a quello che permette di riscoprire creature marine attraverso indizi indiretti, come raccontiamo parlando del calamaro gigante rivelato dal DNA ambientale.

Perché il tilacino ci interessa ancora
La tigre della Tasmania è diventata un simbolo delle estinzioni causate dall’uomo e un caso di studio prezioso per la biologia. Comprendere come cacciava, come si muoveva e quale ruolo aveva nel suo ecosistema aiuta gli scienziati a ricostruire ambienti scomparsi e a riflettere sulle conseguenze della perdita di specie. In un’epoca in cui si discute persino di ipotetici progetti di “de-estinzione”, conoscere il vero comportamento del tilacino è più importante che mai.
Per approfondire la storia di questa specie puoi consultare la voce Tilacino su Wikipedia.
Domande frequenti sulla tigre della Tasmania
La tigre della Tasmania era una vera tigre?
No. Era un marsupiale carnivoro chiamato tilacino. Il nome “tigre” deriva dalle strisce sul dorso, ma non era imparentata con tigri, lupi o cani.
Quando si è estinta?
L’ultimo esemplare noto in cattività morì allo zoo di Hobart nel 1936. La specie è oggi considerata estinta, soprattutto a causa della caccia e di fattori ambientali.
Che cosa ha scoperto lo studio del 2026?
Una ricerca pubblicata su BMC Ecology and Evolution suggerisce che il tilacino cacciasse più come un opportunista, con brevi scatti e agguati, che come un predatore da inseguimento simile al lupo.
Come hanno fatto a studiarne il movimento?
Hanno confrontato la sua locomozione con quella di 48 specie di predatori attuali ed estinti, usando anche le rare riprese filmate dell’ultimo esemplare in cattività.
È una conclusione certa?
No. È un’ipotesi ben argomentata basata su indizi indiretti. Trattandosi di una specie estinta, non è possibile osservarne il comportamento reale, quindi serve prudenza.
La tigre della Tasmania potrà tornare?
Esistono progetti che parlano di “de-estinzione”, ma si tratta di ipotesi complesse e molto discusse. Al momento non è possibile riportare in vita la specie, e gli esperti invitano alla cautela.