Nelle foreste della Nuova Guinea vive un piccolo rettile che nasconde un segreto tanto affascinante quanto sconcertante: il suo sangue non è rosso, ma di un intenso verde lime. Muscoli, ossa, lingua e persino le membrane della bocca sono tinte dello stesso colore. Si tratta degli scinchi del genere Prasinohaema, gli unici vertebrati terrestri conosciuti con il sangue verde. La cosa più curiosa è che a renderlo tale è una sostanza che, alle stesse concentrazioni, per noi umani sarebbe letale.
Che cos’è lo scinco dal sangue verde
Con il nome di scinchi dal sangue verde si indica un gruppo di lucertole che appartengono alla famiglia degli Scincidi, la stessa dei comuni scinchi che troviamo un po’ in tutto il mondo. Vivono principalmente sull’isola della Nuova Guinea e in alcune isole vicine, spesso in ambienti forestali umidi e in quota. Sono animali di piccola taglia, agili, dalle abitudini prevalentemente arboricole: passano gran parte della vita tra rami, tronchi e fogliame.
A prima vista sembrano lucertole come tante. È l’interno del loro corpo a sorprendere: se fossero feriti, non vedremmo il familiare rosso vivo, ma un liquido dal colore che ricorda quello di una foglia. Il verde non riguarda soltanto il sangue, ma anche i tessuti, le ossa e la mucosa orale, tanto che alcuni esemplari mostrano una lingua verde brillante.
Perché il loro sangue è verde
La risposta ha a che fare con la chimica del sangue. Quando i globuli rossi invecchiano e vengono smaltiti, l’emoglobina che contengono viene demolita. In questo processo si formano dei pigmenti biliari, tra cui la biliverdina, che ha un caratteristico colore verde. Negli esseri umani la biliverdina viene rapidamente trasformata in un altro pigmento, la bilirubina, e poi eliminata attraverso il fegato.
Negli scinchi Prasinohaema, invece, la biliverdina si accumula nel plasma in quantità enormi. È talmente concentrata da coprire completamente il rosso dell’emoglobina, dando al sangue e ai tessuti quella tinta verde inconfondibile. In pratica il pigmento verde “vince” sul rosso e domina il colore complessivo dell’animale.
Un livello che sarebbe tossico per noi
Qui arriva il dato più impressionante. Nelle persone, un eccesso di pigmenti biliari nel sangue provoca l’ittero: la pelle e gli occhi ingialliscono e, in casi gravi, la condizione può danneggiare gli organi. Le concentrazioni di biliverdina misurate in questi scinchi sono di gran lunga superiori a quelle che risulterebbero pericolose per l’uomo, eppure gli animali stanno benissimo. In qualche modo il loro organismo tollera livelli di pigmento che a noi provocherebbero seri danni.

Un caso raro nel mondo animale
Il sangue verde è una vera rarità tra i vertebrati. Alcuni pesci e alcune rane presentano pigmentazioni insolite, ma tra gli animali terrestri con scheletro interno il fenomeno degli scinchi della Nuova Guinea resta pressoché unico nel suo genere. Non stupisce quindi che questi rettili abbiano attirato l’attenzione dei ricercatori, curiosi di capire come e perché la natura sia arrivata a una soluzione così estrema.
Si è evoluto più volte, e non per caso
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la storia evolutiva di questa caratteristica. Gli studi che hanno ricostruito la parentela tra le diverse specie hanno mostrato che il sangue verde non è comparso una sola volta in un antenato comune, ma è emerso in modo indipendente più volte nel corso dell’evoluzione di questi scinchi.
Quando un tratto compare ripetutamente e in modo separato in gruppi diversi, i biologi lo interpretano spesso come un segnale importante: significa che, probabilmente, offre un qualche vantaggio. Difficilmente una caratteristica potenzialmente rischiosa si affermerebbe più volte se fosse soltanto un incidente senza utilità.
A che cosa serve il sangue verde? Le ipotesi
La domanda affascina gli scienziati proprio perché non ha ancora una risposta definitiva. Esistono però alcune ipotesi principali, ognuna con i suoi indizi a favore.
Difesa contro i parassiti del sangue
L’ipotesi più discussa è che l’elevata concentrazione di biliverdina possa ostacolare i parassiti del sangue, come quelli responsabili della malaria che colpiscono anche i rettili. Un ambiente interno così ricco di pigmento potrebbe rendere la vita difficile a questi microrganismi, offrendo agli scinchi una sorta di protezione naturale. Gli esperimenti condotti finora, però, non hanno fornito conferme nette.
Un potente antiossidante
Un’altra spiegazione chiama in causa le proprietà dei pigmenti biliari, che in molti organismi funzionano da antiossidanti e da agenti antinfiammatori. La biliverdina in eccesso potrebbe quindi aiutare gli scinchi a neutralizzare molecole dannose prodotte dal metabolismo. Anche questa resta però un’ipotesi da verificare.

Mimetismo e altre spiegazioni
Qualcuno ha ipotizzato che il colore possa avere un ruolo mimetico o di altro tipo, ma le prove sono deboli. Al momento la comunità scientifica considera più promettenti le piste legate alla protezione dai parassiti e all’azione antiossidante, senza escludere che il vantaggio reale possa essere una combinazione di fattori diversi.
Perché questi scinchi non si “avvelenano”
La vera sfida per i ricercatori non è solo capire a che cosa serva il sangue verde, ma anche come questi animali riescano a convivere con livelli di pigmento che dovrebbero essere tossici. Studiare i loro meccanismi di tolleranza potrebbe avere ricadute interessanti anche per la medicina umana, ad esempio per comprendere meglio come l’organismo gestisce l’ittero e i pigmenti biliari in eccesso. È uno di quei casi in cui una curiosità di nicchia della zoologia può aprire domande di portata più ampia.
Dove vivono e come si comportano
Gli scinchi dal sangue verde abitano soprattutto le foreste della Nuova Guinea, un’isola celebre per la sua straordinaria biodiversità. Sono lucertole discrete, abili nell’arrampicarsi, che si nutrono di piccoli invertebrati. Come molti scinchi, hanno un corpo affusolato e movimenti rapidi che li aiutano a sfuggire ai predatori tra la vegetazione. La loro colorazione esterna, spesso verdastra o brunastra, li rende difficili da individuare nel fitto del sottobosco.
Se ti incuriosiscono le lucertole con caratteristiche fuori dal comune, puoi leggere anche il nostro approfondimento su lo scinco dalla lingua blu e perché ha quel colore così insolito.

Perché sono importanti per la scienza
Al di là della curiosità, questi rettili rappresentano un piccolo laboratorio naturale. Ci ricordano che l’evoluzione può percorrere strade sorprendenti e che tratti apparentemente svantaggiosi possono nascondere adattamenti raffinati. Ogni volta che studiamo una stranezza come il sangue verde, impariamo qualcosa in più su come la vita risolve i suoi problemi. Per approfondire l’argomento da una fonte autorevole, è disponibile un articolo dedicato di National Geographic.
Domande frequenti
Quali animali hanno il sangue verde?
Tra i vertebrati terrestri, gli unici conosciuti sono gli scinchi del genere Prasinohaema della Nuova Guinea. Il loro sangue verde è dovuto all’accumulo del pigmento biliverdina.
Perché il sangue di questi scinchi è verde e non rosso?
Perché contiene una quantità elevatissima di biliverdina, un pigmento verde che deriva dalla demolizione dell’emoglobina. È così concentrata da coprire completamente il rosso del sangue.
La biliverdina è pericolosa?
Nell’uomo un eccesso di pigmenti biliari provoca l’ittero e può essere dannoso. Questi scinchi, però, tollerano concentrazioni che per noi sarebbero tossiche senza apparenti conseguenze negative.
A che cosa serve il sangue verde?
Non c’è ancora una risposta certa. Le ipotesi più accreditate parlano di una possibile difesa contro i parassiti del sangue e di un’azione antiossidante, ma servono altri studi.
Il colore verde riguarda solo il sangue?
No. Il pigmento tinge anche i muscoli, le ossa, la lingua e le mucose della bocca, che possono apparire di un evidente verde lime.
Dove vivono gli scinchi dal sangue verde?
Vivono soprattutto nelle foreste della Nuova Guinea e in alcune isole vicine, in genere in ambienti umidi e ricchi di vegetazione.