C’è un animale che sembra uscito da una leggenda: ha il corpo di un maiale, le zampe slanciate di un cervo e, soprattutto, due paia di zanne che nei maschi crescono verso l’alto bucando letteralmente il muso. Si chiama babirussa, vive solo in alcune isole dell’Indonesia ed è uno dei mammiferi più bizzarri e meno conosciuti del pianeta. Ecco perché la sua dentatura ha affascinato naturalisti ed esploratori per secoli.
Che cos’è il babirussa
Il babirussa è un mammifero appartenente alla famiglia dei suidi, la stessa di maiali e cinghiali. Il suo nome deriva dalla lingua malese: babi significa «maiale» e rusa «cervo». Letteralmente, dunque, «maiale-cervo», un soprannome che nasce dall’aspetto insolito dell’animale, con le sue lunghe zampe sottili e le zanne che ricordano vagamente i palchi di un cervide.
Gli studiosi riuniscono queste creature nel genere Babyrousa. Per lungo tempo si è parlato di un’unica specie, ma oggi la maggior parte dei ricercatori ne distingue diverse, tra cui il babirussa di Sulawesi settentrionale (Babyrousa celebensis), il più studiato. Si tratta di animali di taglia media: un adulto pesa in genere tra i 45 e i 100 chili e ha una pelle grigiastra quasi priva di peli, spesso incrostata di fango.
Dove vive: le foreste dell’Indonesia
Il babirussa è endemico dell’Indonesia orientale: si trova sull’isola di Sulawesi (l’antica Celebes) e su alcuni arcipelaghi vicini, come le isole Togian, Sula e Buru. Non esiste in nessun’altra parte del mondo allo stato selvatico. Predilige le foreste pluviali umide e le rive di fiumi e laghi, dove il terreno morbido facilita la ricerca del cibo.
È un animale sorprendentemente acquatico per essere un parente del maiale: nuota bene e non teme di attraversare tratti d’acqua anche ampi, un’abilità che gli ha permesso di colonizzare piccole isole al largo delle coste.

Le zanne che perforano il muso
La caratteristica più celebre del babirussa riguarda solo i maschi. Come in tutti i suidi, i canini crescono in modo continuo, ma qui accade qualcosa di unico nel regno animale: i canini superiori non spuntano verso l’esterno della bocca, bensì ruotano verso l’alto e attraversano la pelle del muso, emergendo sopra il naso come due archi ossei rivolti all’indietro, verso la fronte.
A questi si aggiungono i canini inferiori, anch’essi lunghi e ricurvi verso l’alto. Il risultato è un intreccio di quattro zanne che dà all’animale un aspetto quasi mitologico. Nessun altro mammifero possiede denti che «bucano» dall’interno il proprio muso in questo modo.
Possono davvero conficcarsi nel cranio?
Sì, in teoria. Le zanne superiori crescono per tutta la vita e, se non si consumano o non si spezzano, continuano a curvarsi all’indietro. In casi estremi, in un individuo molto anziano, la punta può avvicinarsi pericolosamente alla fronte fino a rischiare di penetrare nel cranio. Nella pratica, però, le zanne di solito si scheggiano o si logorano prima di arrivare a tanto.
A che cosa servono?
Gli scienziati ritengono che queste zanne abbiano soprattutto una funzione di esibizione, legata alla selezione sessuale: sono un segnale visivo dello stato di salute e dell’età del maschio. Sono infatti troppo fragili per essere usate come armi vere e proprie nei combattimenti. Un’ipotesi suggestiva è che i canini superiori proteggano gli occhi durante gli scontri, quando i maschi si sollevano sulle zampe posteriori e si spingono a vicenda.
Un maiale che digerisce come una mucca
Un altro tratto insolito del babirussa riguarda l’apparato digerente. A differenza del maiale comune, possiede uno stomaco suddiviso in più camere, una struttura che ricorda quella dei ruminanti come mucche e pecore. Questo gli consente di fermentare e sfruttare meglio la vegetazione più fibrosa.
La sua dieta è comunque onnivora e opportunista: frutta caduta, foglie, radici, funghi, larve e piccoli invertebrati. Ama in particolare i frutti degli alberi della foresta, che raccoglie al suolo con l’olfatto finissimo tipico dei suidi.

Riproduzione e vita sociale
Rispetto ai maiali, che possono avere cucciolate numerose, la femmina di babirussa partorisce di norma uno o due piccoli. È una delle nidiate più ridotte tra i suidi. I piccoli, inoltre, nascono di colore uniforme e non presentano le tipiche striature mimetiche dei cinghialetti.
I babirussa vivono in piccoli gruppi, spesso composti da femmine con la prole, mentre i maschi adulti tendono a condurre una vita più solitaria. Sono attivi soprattutto nelle ore del mattino.
Un animale antico anche nell’arte
Il babirussa non ha affascinato solo i biologi. Sulle pareti di alcune grotte di Sulawesi sono state ritrovate raffigurazioni di questo animale che risalgono a decine di migliaia di anni fa, tra le più antiche immagini figurative mai attribuite all’essere umano. Il «maiale-cervo» accompagna quindi la nostra storia da tempi remotissimi.
Perché il babirussa è a rischio
Oggi il babirussa è considerato una specie minacciata. Le popolazioni sono in calo a causa della caccia (per la carne) e della progressiva distruzione della foresta a favore di agricoltura e disboscamento. Diverse aree protette dell’Indonesia cercano di tutelarlo, ma la sua sopravvivenza dipende dalla conservazione degli ambienti naturali in cui vive. Come per molti animali insoliti e affascinanti — pensiamo ai rari lemuri vari nati di recente in uno zoo — la ricerca e i programmi di protezione giocano un ruolo decisivo.
Per approfondire la classificazione e la biologia di questo suide si può consultare la scheda dedicata sull’enciclopedia Wikipedia.

Domande frequenti sul babirussa
Che animale è il babirussa?
È un mammifero della famiglia dei suidi, imparentato con maiali e cinghiali, che vive esclusivamente in Indonesia. Il nome significa «maiale-cervo» in lingua malese.
Perché il babirussa ha le zanne che escono dal muso?
Nei maschi i canini superiori crescono verso l’alto e attraversano la pelle del muso. Servono soprattutto come segnale di esibizione legato alla selezione sessuale, più che come vere armi.
Le zanne del babirussa gli entrano nel cranio?
In teoria sì: crescono per tutta la vita e, se non si consumano, possono curvarsi fino a sfiorare la fronte. Di solito, però, si spezzano o si logorano prima.
Dove vive il babirussa?
Solo in Indonesia orientale: sull’isola di Sulawesi e su alcuni arcipelaghi vicini come Togian, Sula e Buru. Non esiste in natura altrove.
Che cosa mangia il babirussa?
È onnivoro: si nutre di frutta, foglie, radici, funghi, larve e piccoli invertebrati. Possiede uno stomaco a più camere che gli permette di digerire vegetali fibrosi.
Il babirussa è in pericolo di estinzione?
Sì, è considerato una specie minacciata a causa della caccia e della perdita dell’habitat forestale. È tutelato in diverse aree protette indonesiane.