1768075302361_2A71PwqO

Aurora Boreale Rossa e Nuvole di Sangue il Raro Spettacolo che Infiamma il Cielo

Condividi l'articolo

Le chiamano nuvole di sangue e, quando appaiono, lasciano senza fiato. Non sono vere nuvole, ma un velo rosso che tinge il cielo notturno, un bagliore caldo e misterioso che sembra accendersi dall’interno. È l’aurora boreale nella sua veste più rara e spettacolare: quella completamente rossa. Un fenomeno che ha affascinato cronisti medievali, navigatori, astronomi e sognatori di ogni epoca.

Per capire perché l’aurora si tinge di rosso, dobbiamo partire dal suo motore: il Sole. La nostra stella soffia costantemente verso la Terra un flusso di particelle cariche, il vento solare. Durante le tempeste solari, questo vento diventa un vero e proprio uragano. Quando le particelle raggiungono il nostro pianeta, vengono catturate dal campo magnetico terrestre e incanalate verso i poli. Lì, si scontrano con i gas della nostra atmosfera, “accendendoli” e facendoli brillare. Il colore dello spettacolo dipende dal tipo di gas e dall’altitudine.

Il verde, il colore più comune, nasce dall’incontro con l’ossigeno a circa 100-150 chilometri di quota. Il rosso, invece, si forma molto più in alto, tra i 200 e i 400 chilometri, sempre grazie all’ossigeno. A quelle altezze vertiginose, l’aria è estremamente rarefatta. Gli atomi di ossigeno, una volta eccitati, hanno tutto il tempo di emettere la loro luce rossa (a una lunghezza d’onda specifica di 630 nanometri) prima di scontrarsi con altri atomi e “spegnersi”. È questa lentezza a renderla così speciale.

Ecco perché l’aurora rossa è così rara. Serve una tempesta geomagnetica molto forte, capace di spingere l’energia a quelle quote e renderla visibile anche a latitudini più basse. Spesso il rosso è presente ma invisibile ai nostri occhi, che al buio sono molto meno sensibili a questo colore rispetto al verde. Non è raro che una fotocamera riesca a catturarlo quando noi non lo vediamo. Ma quando la tempesta è davvero potente, il cielo si infiamma. In notti eccezionali, come durante le recenti tempeste del 2024, questo bagliore è stato ammirato anche in Italia, regalando scene che sembravano dipinte.

Le “nuvole di sangue” non sono un tipo diverso di aurora, ma un nome suggestivo per descrivere l’aspetto diffuso e vellutato che assume il colore rosso. A volte si manifesta in grandi archi immobili, chiamati archi rossi stabili (SAR arcs), legati al riscaldamento del plasma lontano dai poli. Altre volte, appare come un manto luminoso che in passato ha tratto in inganno molti. Il 25 gennaio 1938, un’aurora rossa impressionò così tanto l’Europa che i centralini dei vigili del fuoco, da Londra a Parigi, furono presi d’assalto: la gente era convinta che una città stesse bruciando all’orizzonte. Ancora più indietro, durante il celebre evento di Carrington del 1859, il rosso fu avvistato persino ai tropici, mentre i telegrafi impazzivano e prendevano fuoco da soli.

C’è un dettaglio affascinante: il bagliore rosso, trovandosi così in alto, può riflettersi su strati di nubi più basse, creando una vera e propria illusione ottica di “nuvole insanguinate”. Questo fenomeno non ha nulla a che fare con l’inquinamento o con incendi reali, e non è assolutamente pericoloso. È solo luce purissima, che ci racconta una storia invisibile di particelle, magnetismo e atomi.

Osservare i colori dell’aurora è come decifrare un codice celeste. Il verde indica collisioni energetiche e veloci a quote più basse. Il rosso parla di rarefazione, altitudini estreme e tempi lunghi. Il viola e il blu, più rari, svelano la presenza dell’azoto. Tutto si mescola in una danza che cambia di minuto in minuto, unendo la fisica alla poesia, dai miti nordici che vedevano le armature delle Valchirie ai moderni strumenti che oggi misurano ogni sfumatura di questa magia.

Quando il cielo si fa rosso e le “nuvole di sangue” accarezzano la notte, non stiamo solo assistendo a uno spettacolo raro. Stiamo guardando attraverso una finestra aperta sulla potente e meravigliosa connessione tra il nostro pianeta e la sua stella. È la scienza che diventa incanto, un promemoria di quanto sia straordinario l’universo in cui viviamo.

Potrebbe interessarti:

Torna in alto