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Il cuore della Terra e la sua dinamo magnetica: il motore invisibile che protegge il pianeta

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Sotto i nostri piedi, a migliaia di chilometri di profondità, si nasconde un oceano inarrestabile che non vedremo mai: un mare di metallo liquido che scorre, ribolle e gira senza sosta. È il nucleo esterno della Terra, composto principalmente da ferro e nichel. Il suo movimento continuo genera il campo magnetico terrestre, uno scudo invisibile che protegge la vita deviando le particelle cariche del vento solare. Non è un semplice magnete, ma una complessa dinamo naturale, alimentata dal calore primordiale del pianeta e dalla sua rotazione.

Immaginiamo la Terra come una pesca. La buccia sottile è la crosta, la polpa è il mantello roccioso e, nel profondo, il nocciolo è il nucleo. A circa 2.900 chilometri sotto di noi, inizia il nucleo esterno: liquido, rovente e spesso oltre 2.000 chilometri. Al centro assoluto del pianeta si trova il nucleo interno, una sfera di ferro solido grande quasi quanto la Luna, compressa da pressioni inimmaginabili. Questa incredibile architettura è stata svelata non da scavi, ma dalle onde sismiche generate dai terremoti, che viaggiando attraverso il pianeta ci hanno permesso di mappare il suo cuore nascosto.

Ma cosa alimenta questo motore perpetuo? La Terra sta ancora smaltendo l’enorme calore accumulato durante la sua formazione, miliardi di anni fa, a cui si aggiunge quello prodotto dal lento decadimento di elementi radioattivi. Il nucleo esterno, più caldo, cede calore al mantello sovrastante, più freddo. Questo innesca imponenti correnti convettive: il metallo liquido più caldo e leggero sale, si raffredda e riscende, in un ciclo continuo. Inoltre, mentre il nucleo interno si solidifica lentamente, rilascia calore ed espelle elementi più leggeri che, come bollicine in una bibita, risalgono energicamente, alimentando ulteriormente il movimento.

A questo moto si aggiunge un ingrediente fondamentale: la rotazione della Terra. Questa forza organizza i flussi caotici del metallo fuso in enormi colonne vorticose, allineate con l’asse del pianeta. Poiché il ferro liquido è un eccellente conduttore elettrico, muovendosi all’interno di un campo magnetico genera correnti elettriche. Queste correnti, a loro volta, creano nuovo campo magnetico. È l’effetto dinamo: un circuito che si autoalimenta, finché ci sono calore e rotazione a sostenere il movimento.

Questo campo magnetico è la nostra armatura cosmica. Crea la magnetosfera, una bolla invisibile che avvolge e protegge il pianeta, deviando la maggior parte del vento solare. Quando una tempesta solare è particolarmente intensa, alcune particelle riescono a penetrare lungo le linee di campo ai poli, scontrandosi con l’atmosfera e accendendo le spettacolari aurore boreali e australi. Intorno al pianeta, il campo intrappola anche particelle energetiche nelle fasce di Van Allen, zone di radiazione che sono una sfida cruciale per i satelliti e le missioni spaziali.

Il campo magnetico è tutt’altro che statico. Ecco alcune prove del suo carattere dinamico:

  • I poli magnetici non sono fissi. Stanno migrando. Negli ultimi decenni, il Polo Nord magnetico si è spostato a grande velocità dal Canada verso la Siberia, a un ritmo di decine di chilometri all’anno.
  • L’intensità del campo varia. Negli ultimi 150 anni si è indebolito in media del 10%. Queste oscillazioni, però, sono del tutto normali su scala geologica.
  • A volte, i poli si invertono. In passato, il nord e il sud magnetico si sono scambiati di posto innumerevoli volte. Le inversioni dei poli avvengono senza un ritmo preciso, ma l’ultima completa risale a circa 780.000 anni fa.
  • Esistono “anomalie” locali. Sopra l’Atlantico meridionale si trova la South Atlantic Anomaly, un’area dove il campo è particolarmente debole, rendendo i satelliti che la sorvolano più vulnerabili alle radiazioni.

Come abbiamo scoperto tutto questo senza mai poterci arrivare? Usiamo gli echi dei terremoti come una radiografia planetaria, analizziamo i dati raccolti da secoli di osservazioni e, oggi, da sofisticati satelliti come la missione Swarm dell’ESA. Infine, le simulazioni dei supercomputer ci aiutano a replicare le condizioni infernali del nucleo, per capire le leggi fisiche che governano la nostra dinamo interiore.

Questo cuore metallico si fermerà mai? Sì, ma non presto. Tra miliardi di anni, quando la Terra si sarà raffreddata a sufficienza e il nucleo sarà quasi del tutto solido, la dinamo si spegnerà. Ma sulla nostra scala temporale, il motore è più che affidabile. Il nostro scudo magnetico continuerà a danzare, evolversi e proteggerci, regalandoci lo spettacolo delle aurore e custodendo la fragile atmosfera che chiamiamo casa.

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