Eurovision 2026 a Vienna: storia e curiosità sulla 70ª edizione

Dal 12 al 16 maggio 2026 la Wiener Stadthalle ospita la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest. Vienna torna a essere la capitale europea della musica leggera dopo undici anni: un’occasione per ripercorrere la storia di una manifestazione che, nata nel 1956 come laboratorio televisivo, è oggi uno dei più grandi spettacoli musicali del pianeta.

Cosa è l’Eurovision Song Contest

L’Eurovision Song Contest è una competizione canora annuale organizzata dalla European Broadcasting Union (EBU), l’unione delle emittenti pubbliche europee. Ogni paese membro presenta un brano originale, eseguito dal vivo da un artista o un gruppo, e il vincitore viene scelto attraverso una combinazione di voto del pubblico e giurie nazionali di esperti.

L’idea originale era semplice e ambiziosa allo stesso tempo: usare la nuova tecnologia televisiva per collegare in diretta più paesi europei in una serata di intrattenimento condiviso. Era il 1956, l’Europa stava ricucendo le ferite della guerra e la prima edizione, ospitata a Lugano in Svizzera, contava appena sette nazioni partecipanti.

Vienna 2026: la 70ª edizione

La scelta di Vienna come sede non è casuale. L’Austria ha vinto l’edizione 2025 grazie al cantante JJ con il brano «Wasted Love», e per regolamento il paese vincitore ospita l’edizione successiva. È la terza volta che la capitale austriaca accoglie il concorso, dopo le edizioni del 1967 e del 2015 (quest’ultima resa possibile dalla vittoria di Conchita Wurst).

La sede principale è la Wiener Stadthalle, complesso polifunzionale costruito negli anni Cinquanta che può ospitare fino a 16.000 spettatori. Le due semifinali sono in programma martedì 12 e giovedì 14 maggio, mentre la finalissima si tiene sabato 16 maggio. Conducono Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, due volti molto popolari della televisione austriaca.

Veduta di Vienna con architettura storica austriaca
Vienna, città ospitante dell’Eurovision 2026 per la terza volta nella storia (foto: Lisa from Pexels / Pexels)

Quante nazioni partecipano nel 2026

Quest’anno sono 35 i paesi in gara, il numero più basso dall’introduzione delle semifinali nel 2003. Diverse defezioni hanno ridotto la rosa: alcune emittenti hanno citato motivi finanziari, altre hanno preferito una pausa in vista di rinnovamenti dei propri sistemi di selezione interna. Restano comunque presenti tutti i cosiddetti «Big Five» (Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito) e il paese ospitante, che hanno accesso diretto alla finale.

Per l’Italia partecipa Sal Da Vinci, scelto dopo una formula di selezione che ha visto coinvolti il Festival di Sanremo e una giuria interna Rai. Il brano italiano viene eseguito senza traduzioni: la regola non lo impone, ma da anni gli artisti del Belpaese preferiscono difendere la lingua di Dante sul palco europeo.

La storia in numeri di settant’anni di Eurovision

Dal 1956 a oggi sono state assegnate 69 vittorie (in un’edizione, quella del 1969, ci fu un quadruplo ex aequo). L’Irlanda detiene il record assoluto con sette vittorie, seguita dalla Svezia con altrettante affermazioni. L’Italia, che pure partecipa fin dalla prima edizione, ha vinto tre volte: nel 1964 con Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Toto Cutugno e nel 2021 con i Måneskin.

La vittoria dei Måneskin a Rotterdam con «Zitti e buoni» ha segnato uno spartiacque: ha riportato l’Italia al centro della scena europea e ha contribuito al successo internazionale del rock italiano dopo decenni di assenza.

I momenti che hanno fatto la storia

Alcuni passaggi sono entrati nella memoria collettiva. La giovanissima Céline Dion, allora sconosciuta, vinse per la Svizzera nel 1988 a soli vent’anni. Gli ABBA conquistarono la fama mondiale con «Waterloo» nel 1974. Conchita Wurst nel 2014 trasformò la finale in un manifesto sull’identità di genere. Salvador Sobral nel 2017 commosse l’Europa con una ballata jazz quasi sussurrata.

Pubblico che applaude in un'arena durante un concerto
Il pubblico è parte integrante del successo del concorso, sia in sala sia da casa (foto: george charry / Pexels)

Come funziona il sistema di voto

Dal 2016 il punteggio finale è dato dalla somma di due classifiche separate: quella delle giurie nazionali (composte da cinque esperti per paese) e quella del televoto del pubblico. Ogni giuria e ogni pubblico nazionale assegnano da 1 a 12 punti ai dieci brani preferiti, escluso il proprio.

I famosi «douze points» (12 punti) sono diventati un mantra televisivo. Dal 2023 anche gli spettatori dei paesi non partecipanti possono votare attraverso un canale internazionale dedicato, allargando ulteriormente la base di pubblico.

L’Eurovision oltre la musica

Il concorso è cresciuto fino a diventare un fenomeno culturale che va oltre la canzone. Negli ultimi anni si stima che la finale raggiunga ogni anno tra 160 e 180 milioni di spettatori in tutto il mondo, con audience record in paesi come Australia, Canada e Stati Uniti, dove il programma viene trasmesso in differita o in streaming.

Vienna 2026 si annuncia come un’edizione celebrativa anche per altre due ricorrenze: i 40 anni dall’ingresso di Spagna e Portogallo nella Comunità europea (avvenuto proprio nel 1986) e i 40 anni dalle prime celebrazioni ufficiali della Giornata dell’Europa, che cade non a caso il 9 maggio.

Polemiche e identità del concorso

L’Eurovision non è esente da controversie. Negli ultimi anni si sono accese discussioni sulla partecipazione di alcuni paesi, sull’opportunità di certi messaggi politici sul palco, sull’invadenza dello spettacolo a discapito della qualità musicale. La EBU ha più volte ribadito il principio fondante: «la musica unisce le persone», cercando di mantenere il concorso un luogo neutrale anche in tempi di tensioni geopolitiche.

Alcuni puristi rimpiangono l’Eurovision più sobrio degli anni Settanta, fatto di orchestre dal vivo e abiti austeri; altri celebrano l’evoluzione verso uno show ricco di effetti speciali, droni, intelligenza artificiale per le scenografie e narrative visuali sempre più ambiziose.

Microfono professionale su sfondo di luci sceniche colorate
Ogni paese partecipante invia un brano originale eseguito dal vivo (foto: Sami TÜRK / Pexels)

Cosa aspettarsi dall’edizione di Vienna

Da quanto trapelato dalle prove generali, la scenografia della Wiener Stadthalle è dominata da un grande LED circolare e da un sistema di palchi mobili. Sono stati ingaggiati ballerini e coreografi internazionali per le esibizioni di gruppo, mentre il segmento di apertura della finale dovrebbe essere un omaggio sinfonico alla tradizione musicale austriaca, da Mozart a Falco.

Tra i favoriti dei bookmaker figurano i rappresentanti di Svezia, Francia e Israele, ma come spesso accade nell’Eurovision le sorprese non mancano: brani considerati outsider hanno conquistato il pubblico negli ultimi anni più volte, smentendo i pronostici.

L’Italia all’Eurovision: tra storia e presente

L’Italia partecipa fin dalla prima edizione del 1956 con Franca Raimondi, che cantò «Aprite le finestre». Nel corso dei decenni si è alternata fra entusiasmo e scetticismo, fino al ritiro durato dal 1997 al 2010. Il rientro stabile coincise con un nuovo interesse generazionale, culminato proprio con la vittoria dei Måneskin nel 2021.

Per approfondire la storia del nostro paese in questo concorso, suggeriamo l’articolo su le tradizioni musicali italiane presente sul nostro blog.

Domande frequenti

Quando si svolge l’Eurovision 2026?

Le due semifinali sono in programma il 12 e il 14 maggio 2026, la finale il 16 maggio 2026, tutte alla Wiener Stadthalle di Vienna.

Chi rappresenta l’Italia?

Il rappresentante italiano è Sal Da Vinci, scelto attraverso il consueto percorso che lega il Festival di Sanremo all’Eurovision.

Perché Vienna ospita il concorso?

Per regolamento la sede è assegnata al paese che ha vinto l’edizione precedente. L’Austria ha vinto l’Eurovision 2025 con il cantante JJ.

Come si vota?

Il punteggio finale somma due classifiche: quella delle giurie nazionali di esperti e quella del televoto del pubblico. Ogni paese assegna da 1 a 12 punti ai dieci brani preferiti.

Quante volte ha vinto l’Italia?

L’Italia ha vinto tre volte: nel 1964 con Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Toto Cutugno e nel 2021 con i Måneskin.

Dove si può seguire l’Eurovision in Italia?

In Italia il concorso viene trasmesso da Rai 1 e Rai 2, oltre che in streaming su RaiPlay. Il commento è in lingua italiana.

Fonte: Eurovision Song Contest 2026 — Wikipedia.

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