Howard Carter: chi era l’archeologo che scoprì Tutankhamon

Il 9 maggio 1874 nasceva a Kensington, Londra, Howard Carter: l’archeologo britannico che il 4 novembre 1922 avrebbe scoperto la tomba intatta di Tutankhamon nella Valle dei Re, regalando al mondo uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici di tutti i tempi. Una storia di ostinazione, fortuna e genialità che vale la pena raccontare.

Chi era Howard Carter

Howard Carter nacque a Kensington, sobborgo di Londra, l’11° figlio di Samuel John Carter, illustratore e pittore di animali. Crebbe nella tenuta dei genitori a Swaffham, nel Norfolk, in un ambiente rurale e in salute cagionevole. Il padre, che ritraeva spesso animali per la nobiltà inglese, gli trasmise il talento per il disegno: una capacità che si rivelerà fondamentale per la sua carriera.

A diciassette anni, nel 1891, Carter venne assunto dall’Egypt Exploration Fund per recarsi in Egitto come copista archeologico. Non aveva titoli accademici, ma sapeva disegnare con estrema precisione: in un’epoca senza fotografia digitale, riprodurre fedelmente geroglifici e affreschi era un mestiere richiesto.

I primi anni in Egitto

Per tutta la giovinezza Carter lavorò in vari siti archeologici: Beni Hasan, Deir el-Bahari (la tomba della regina Hatshepsut), Tebe. Imparò sul campo, assorbendo metodi di scavo e tecniche di conservazione dai grandi archeologi dell’epoca, in particolare Flinders Petrie, considerato il padre dell’archeologia moderna.

Nel 1899 fu nominato ispettore capo dell’Antichità egizie per il Sud Egitto. Durò poco: nel 1905 si dimise dopo un incidente diplomatico con un gruppo di turisti francesi a Saqqara. Si rifiutò di chiedere scusa e perse il posto. Per anni sopravvisse facendo il pittore acquerellista per i turisti al Cairo e a Luxor.

Geroglifici egizi scolpiti sulla parete di un antico tempio
I geroglifici, codice sacro che Carter imparò a leggere e copiare con precisione (foto: Matheus De Moraes Gugelmim / Pexels)

L’incontro con Lord Carnarvon

Nel 1907 la sua vita cambiò. George Herbert, quinto conte di Carnarvon, ricco aristocratico britannico appassionato di Egitto e archeologia, cercava un esperto che dirigesse i suoi scavi. Lord Carnarvon era a Luxor per ragioni di salute (in patria viveva nel celebre castello di Highclere, oggi noto come location di Downton Abbey) e aveva ottenuto la concessione per scavare in alcune zone della necropoli tebana.

L’incontro fu provvidenziale. Carter aveva esperienza ma non i fondi; Carnarvon aveva i fondi ma non l’esperienza. Iniziarono a collaborare e per oltre quindici anni esplorarono la zona. Trovarono molte tombe, ma nessuna paragonabile alle scoperte sensazionali di altri archeologi. Carnarvon era sul punto di abbandonare l’impresa, quando Carter ottenne un’ultima stagione di scavi.

Novembre 1922: la scoperta

Era il 4 novembre 1922. Un ragazzino addetto al trasporto dell’acqua, mentre scavava una buca per fissare una giara, urtò qualcosa di duro: il primo gradino di una scalinata. Carter fece immediatamente liberare l’area. Sotto la sabbia emerse una scalinata di sedici gradini, in fondo una porta sigillata con i sigilli reali della XVIII dinastia.

Il 26 novembre, in presenza di Lord Carnarvon e della figlia Lady Evelyn, Carter aprì un piccolo foro nella seconda porta. Inserì una candela. Il calore caldo della camera lo fece esitare, poi guardò dentro. Carnarvon, dietro di lui, chiese: «Riesci a vedere qualcosa?». Carter rispose con la frase più celebre dell’archeologia: «Sì, cose meravigliose».

Maschera funeraria d'oro in stile egizio antico esposta in un museo
La maschera d’oro di Tutankhamon è il pezzo più celebre del corredo della tomba KV62 (foto: AXP Photography / Pexels)

Cosa conteneva la tomba di Tutankhamon

La tomba (catalogata come KV62) era essenzialmente intatta. I ladri avevano fatto due tentativi di saccheggio nell’antichità, ma la necropoli era stata risigillata e poi seppellita sotto detriti, restando dimenticata per oltre 3.300 anni. Quattro stanze contenevano oltre 5.398 oggetti: troni, carri da guerra, gioielli, statue, vasi d’alabastro, armi rituali, abiti.

Il pezzo più celebre è la maschera funeraria d’oro massiccio, oggi al Museo Egizio del Cairo: undici chilogrammi d’oro lavorato, intarsi di lapislazzuli, cornaline, turchesi, vetri colorati. Ma altrettanto preziosi sono i tre sarcofagi concentrici, il letto cerimoniale, le vesti rituali, le armi miniaturizzate.

L’inventario completo richiese a Carter dieci anni di lavoro. Ogni oggetto fu catalogato, fotografato, restaurato e poi trasferito al Museo del Cairo. Le sue schede, conservate oggi al Griffith Institute di Oxford, restano un modello di documentazione archeologica.

5 cose da sapere su Howard Carter

Ecco cinque aspetti meno noti della sua vita e della sua scoperta.

1. Era autodidatta

Non frequentò mai l’università. Imparò egittologia, geroglifici e tecnica di scavo direttamente sul campo, lavorando con i maestri dell’epoca. La sua mancanza di titoli accademici gli costò sempre una certa diffidenza dell’establishment.

2. La «maledizione di Tutankhamon» è una leggenda giornalistica

Nelle settimane successive alla scoperta, Lord Carnarvon morì in modo improvviso al Cairo per una sepsi causata da una puntura di zanzara infetta. La stampa, in particolare il Daily Mail, lanciò la teoria della «maledizione del faraone». Ma molti dei membri della spedizione vissero a lungo: Carter stesso morì nel 1939, a 64 anni, di linfoma. Lady Evelyn arrivò a 78 anni.

3. Vinse la causa con il governo egiziano

Lo Stato egiziano, dopo la scoperta, decise che tutti gli oggetti dovevano restare in Egitto. Carter protestò, ne nacque una controversia legale. Alla fine si raggiunse un compromesso: nessun oggetto della tomba lasciò il paese, ma Carter ricevette un compenso e onorificenze postume.

4. Non ricevette mai un titolo onorifico britannico

Nonostante l’enorme rilevanza della sua scoperta, Carter non venne mai nominato cavaliere. La ragione resta dibattuta: probabilmente le tensioni con il governo egiziano e con alcuni funzionari britannici lo penalizzarono. Riconoscimenti accademici onorari arrivarono solo da Yale e da poche università.

5. La sua tomba a Putney

Howard Carter è sepolto al Putney Vale Cemetery di Londra. Sulla sua lapide, oltre al nome e alle date, è incisa una citazione tratta dalla «Coppa di benedizione» di Tutankhamon: «Possa il tuo spirito vivere, possa tu trascorrere milioni di anni, tu che ami Tebe, seduto con il volto rivolto al vento del Nord, i tuoi occhi che vedono la felicità».

Sito archeologico desertico nella Valle dei Re in Egitto
La Valle dei Re, dove il 4 novembre 1922 fu individuata la scalinata che portava al tesoro (foto: Andrea Gambirasio / Pexels)

L’eredità di Carter nell’archeologia moderna

La scoperta della tomba di Tutankhamon fu un evento epocale per ragioni che vanno oltre il semplice ritrovamento. Per la prima volta venne documentato in modo sistematico, con fotografie scattate dal fotografo Harry Burton e schede di catalogazione dettagliatissime, ogni singolo oggetto al momento del rinvenimento. Nacque così l’archeologia documentale moderna.

L’impatto culturale fu altrettanto enorme. La «Tutmania» degli anni Venti influenzò moda, gioielli, architettura (lo stile Art Déco riprese motivi egittizzanti), cinema, arredamento. Per gli appassionati di storia antica, raccomandiamo i nostri articoli sull’archeologia e l’antico Egitto.

Domande frequenti

Quando nacque Howard Carter?

Howard Carter nacque il 9 maggio 1874 a Kensington, Londra. Morì a Londra il 2 marzo 1939 a causa di un linfoma di Hodgkin.

Quando scoprì la tomba di Tutankhamon?

Il primo gradino della tomba fu trovato il 4 novembre 1922. Carter aprì la prima camera il 26 novembre 1922, dopo aver atteso l’arrivo di Lord Carnarvon dall’Inghilterra.

Esiste davvero la maledizione di Tutankhamon?

No, la «maledizione del faraone» è una leggenda alimentata dalla stampa dopo la morte improvvisa di Lord Carnarvon. Studi statistici hanno dimostrato che le persone presenti all’apertura della tomba non ebbero una mortalità superiore alla media.

Dove si trovano oggi gli oggetti della tomba?

I tesori di Tutankhamon sono conservati in Egitto. Da molti anni sono al Museo Egizio del Cairo. Il Grande Museo Egizio di Giza, inaugurato di recente vicino alle piramidi, è destinato a ospitare l’intera collezione.

Carter aveva una formazione universitaria?

No, era autodidatta. Iniziò a lavorare in Egitto a 17 anni come copista e disegnatore, imparando tecniche di scavo direttamente sul campo dai grandi archeologi dell’epoca.

Chi finanziò la spedizione?

La spedizione fu finanziata da George Herbert, quinto conte di Carnarvon, ricco aristocratico britannico proprietario del castello di Highclere. La collaborazione tra Carter e Carnarvon durò oltre quindici anni.

Fonte: Howard Carter — Wikipedia.

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