Sembra un piccolo dinosauro tascabile, eppure è un mammifero a tutti gli effetti: il pangolino è l’unico animale al mondo il cui corpo è interamente ricoperto di squame. Timido, notturno e quasi cieco, si nutre solo di formiche e termiti, si arrotola in una palla impenetrabile quando ha paura e, suo malgrado, è diventato il mammifero più trafficato del pianeta. Conoscerlo meglio è il primo passo per capire perché la sua sopravvivenza ci riguarda da vicino.
Che cos’è il pangolino
Il pangolino appartiene all’ordine dei Folidoti (Pholidota) e oggi se ne contano otto specie viventi, quattro africane e quattro asiatiche. Nonostante l’aspetto rettiliano, è un mammifero placentato: le femmine partoriscono un piccolo già rivestito di squame morbide, che si induriscono con il passare dei giorni. Le dimensioni variano molto da specie a specie, dal pangolino gigante africano, che può superare i 30 chili, alle forme più piccole che pesano appena un paio di chili.
Il nome deriva dal malese pengguling, che significa più o meno “colui che si arrotola”. È una descrizione perfetta, perché la difesa caratteristica di questo animale è proprio quella di raggomitolarsi su sé stesso fino a diventare una sfera quasi perfetta.
Un mammifero vestito di cheratina
La caratteristica che rende il pangolino unico è la corazza di squame sovrapposte come le tegole di un tetto. Queste squame non sono fatte di osso, ma di cheratina, la stessa proteina di cui sono composti i nostri capelli, le unghie e il corno dei rinoceronti. Coprono il dorso, i fianchi, le zampe e la lunga coda, lasciando scoperti soltanto il ventre, il muso e la parte interna degli arti.
Le squame crescono per tutta la vita e si consumano con l’uso, un po’ come le unghie. Sono affilate e robuste, e quando l’animale si arrotola formano una barriera che pochi predatori riescono a superare: nemmeno i leoni, di solito, riescono ad aprire un pangolino in difesa.

Come si difende: la palla perfetta
Quando si sente minacciato, il pangolino non scappa e non combatte: si avvolge intorno alla testa e nasconde le parti vulnerabili all’interno della spirale di squame. In questa posizione i muscoli potentissimi lo mantengono serrato, ed è praticamente impossibile da srotolare con la forza.
Se necessario può anche emettere un secreto maleodorante da ghiandole vicine alla coda, in modo non dissimile da una puzzola. Questa strategia, efficacissima contro i predatori naturali, si rivela però del tutto inutile contro l’uomo, che può semplicemente raccoglierlo da terra: è una delle ragioni per cui è così facile catturarlo.
Una dieta da specialista
Il pangolino è un mirmecofago, cioè un mangiatore di formiche e termiti. Non possiede denti: individua i formicai grazie all’olfatto finissimo, li scava con artigli robusti e poi infila la lingua, che in alcune specie può estendersi per oltre 40 centimetri ed è ancorata addirittura vicino al bacino.
La saliva appiccicosa intrappola gli insetti, che vengono poi triturati nello stomaco grazie a una muscolatura potente e a piccoli sassolini ingoiati volontariamente. Si stima che un singolo pangolino possa mangiare decine di milioni di insetti in un anno, svolgendo così un prezioso ruolo di controllo naturale delle popolazioni di termiti.
Artigli e zampe
Gli arti anteriori sono dotati di unghioni curvi, utilissimi per demolire i termitai ma scomodi per camminare: molte specie appoggiano il dorso delle zampe anteriori a terra o si reggono sulle posteriori, assumendo un’andatura goffa e ondeggiante che ricorda quella di un piccolo bipede.
Abitudini notturne
Quasi tutti i pangolini sono attivi di notte e trascorrono il giorno nascosti in tane scavate nel terreno o tra le radici. Alcune specie asiatiche sono ottime arrampicatrici e usano la coda prensile per muoversi tra i rami alla ricerca di nidi di insetti.

Dove vive il pangolino
Le specie africane abitano foreste e savane dell’Africa subsahariana, mentre quelle asiatiche si distribuiscono dall’India e dal Nepal fino al Sud-est asiatico e alla Cina meridionale. Si tratta di animali estremamente schivi e difficili da osservare in natura, tanto che molti aspetti della loro biologia restano ancora poco conosciuti dagli studiosi.
Questa elusività, che per millenni li ha protetti, oggi rende anche difficile stimare con precisione quanti ne sopravvivano realmente in libertà.
Perché è il mammifero più trafficato al mondo
Il pangolino ha un triste primato: è considerato il mammifero più trafficato del pianeta. La domanda illegale è alimentata da due richieste principali. Da un lato la sua carne, ritenuta una prelibatezza in alcune regioni dell’Asia; dall’altro le squame, usate nella medicina tradizionale nonostante non esista alcuna prova scientifica di una loro efficacia: sono fatte di cheratina, esattamente come le nostre unghie.
Secondo le organizzazioni che si occupano di conservazione, nel corso degli ultimi anni sono stati sequestrati milioni di esemplari e quantità enormi di squame. Tutte e otto le specie sono oggi protette dalla CITES, la convenzione internazionale sul commercio delle specie minacciate, che ne vieta il commercio internazionale. Per approfondire lo stato di conservazione e i progetti di tutela puoi consultare la scheda del WWF dedicata al pangolino.
Un ruolo prezioso per l’ambiente
Oltre a tenere sotto controllo formiche e termiti, scavando le sue tane il pangolino arieggia e rimescola il terreno, favorendo la circolazione dei nutrienti e creando rifugi che vengono poi sfruttati da altri animali. La sua scomparsa avrebbe quindi conseguenze a catena sull’intero ecosistema, ben oltre la singola specie.
Curiosità sorprendenti
I pangolini sono animali solitari che si incontrano quasi solo per riprodursi. Il piccolo, dopo la nascita, viaggia aggrappato alla base della coda della madre e, in caso di pericolo, viene protetto al centro della spirale quando lei si arrotola. Alcune specie emettono suoni simili a sbuffi e, sebbene la vista sia molto debole, compensano con olfatto e udito eccezionali.
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Si può salvare il pangolino?
La buona notizia è che la consapevolezza intorno a questo animale sta crescendo. Campagne internazionali, sequestri sempre più frequenti, leggi più severe e progetti di recupero degli esemplari confiscati stanno provando a invertire la rotta. Esiste persino una Giornata mondiale del pangolino, celebrata ogni terzo sabato di febbraio, pensata proprio per accendere i riflettori su una creatura tanto discreta quanto in pericolo.
Difenderlo significa proteggere non solo una specie straordinaria e unica nel suo genere, ma anche un piccolo ingranaggio fondamentale degli ecosistemi in cui vive.
Domande frequenti sul pangolino
Il pangolino è un rettile o un mammifero?
È un mammifero a tutti gli effetti: partorisce piccoli vivi e li allatta. Le squame, che gli danno un aspetto rettiliano, sono fatte di cheratina, la stessa proteina dei nostri capelli e delle nostre unghie.
Di cosa si nutre il pangolino?
Si nutre quasi esclusivamente di formiche e termiti, che cattura con una lingua lunghissima e appiccicosa. Non ha denti e tritura gli insetti nello stomaco con l’aiuto di piccoli sassolini ingoiati.
Perché il pangolino si arrotola?
È la sua principale difesa: avvolgendosi in una palla protegge le parti vulnerabili dietro la corazza di squame affilate, contro cui anche i grandi predatori si arrendono.
Perché il pangolino è così minacciato?
Perché è il mammifero più trafficato al mondo, cacciato illegalmente per la carne e per le squame usate in alcune medicine tradizionali, sebbene queste non abbiano alcuna provata efficacia.
Quante specie di pangolino esistono?
Esistono otto specie viventi: quattro in Africa e quattro in Asia. Tutte sono protette a livello internazionale dalla convenzione CITES.
Il pangolino è pericoloso per l’uomo?
No, è un animale del tutto innocuo e timido. Non attacca: di fronte al pericolo scappa o si arrotola, e al massimo rilascia un secreto maleodorante per allontanare i fastidi.