Jadav Payeng, il Sindaco del Deserto: l’uomo che da solo ha creato una foresta più grande di Central Park

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Nel cuore dell’India nord-orientale esiste una foresta così vasta da essere visibile persino dalle immagini satellitari. Oggi ospita elefanti, rinoceronti, cervi, serpenti, uccelli rari e anche tigri del Bengala. Eppure, fino a pochi decenni fa, in quel luogo non c’era nulla: solo un banco di sabbia arido, rovente e senza vita, lungo il fiume Brahmaputra. Questa non è una leggenda, ma una storia vera e documentata. È la storia di Jadav Payeng, un uomo comune che ha cambiato il destino di un territorio con un gesto semplice ripetuto per tutta la vita.

Chi è Jadav Payeng

Jadav Payeng nasce nello stato indiano dell’Assam, in una zona rurale attraversata dal grande fiume Brahmaputra. Appartiene alla tribù Mishing, una comunità indigena che vive da sempre in stretto rapporto con la natura. All’inizio degli anni Settanta, quando Jadav era ancora adolescente, assistette a una scena che lo segnò per sempre. Dopo una violenta inondazione, trovò centinaia di serpenti morti sulla sabbia. Erano stati uccisi dal calore perché non c’erano alberi sotto cui potersi riparare.

In quel momento capì che quella terra stava morendo. Nessuno sembrava preoccuparsene davvero, e le autorità locali consideravano quell’area ormai perduta. Jadav, senza studi specifici e senza risorse economiche, prese una decisione tanto semplice quanto straordinaria: avrebbe piantato alberi. Uno alla volta.

Dal banco di sabbia alla foresta

All’inizio Jadav aveva solo alcuni semi di bambù. Li piantava a mano, ogni giorno, sotto il sole cocente. Non aveva strumenti moderni né conoscenze scientifiche, ma osservava la natura e imparava da essa. Capì che il bambù era la scelta giusta per iniziare, perché cresce velocemente e aiuta a trattenere il suolo, contrastando l’erosione.

Con il passare degli anni, iniziò a piantare anche altre specie. Raccoglieva i semi dalle foreste vicine, li trasportava a piedi e li metteva nel terreno con pazienza. Per oltre quarant’anni, Jadav Payeng ha continuato questo lavoro quasi in solitudine, senza stipendio, senza sostegni ufficiali e senza riconoscimenti.

Una foresta più grande di Central Park

Oggi la Foresta di Molai, così viene chiamata, si estende per circa 550 ettari, una superficie più grande di Central Park a New York. Dove prima c’era solo sabbia, ora esiste una foresta fitta, con alberi alti, sottobosco ricco e corsi d’acqua naturali.

La fauna è tornata spontaneamente. Prima gli uccelli, poi i cervi, quindi elefanti e rinoceronti. Negli ultimi anni sono state documentate anche presenze di tigri del Bengala. La foresta ha modificato il microclima locale, riducendo l’erosione del suolo e stabilizzando le rive del fiume Brahmaputra.

Il Sindaco del Deserto

I media hanno soprannominato Jadav Payeng il Sindaco del Deserto, perché ha “governato” una terra desolata trasformandola in un ecosistema vivo. Solo nel 2007 le autorità si resero pienamente conto di ciò che aveva fatto, quando funzionari forestali individuarono dall’alto una vasta area verde dove le mappe indicavano ancora solo sabbia.

Nel 2015, Jadav Payeng ha ricevuto il Padma Shri, uno dei più importanti riconoscimenti civili dell’India. Da uomo invisibile è diventato un simbolo mondiale di riforestazione e impegno ambientale.

Una lezione semplice e potente

La storia di Jadav Payeng non parla di tecnologie avanzate né di grandi investimenti economici. Parla di tempo, costanza e responsabilità. Un albero al giorno, per decenni. Un gesto piccolo che, ripetuto senza arrendersi, ha cambiato la geografia di un luogo e la vita di migliaia di esseri viventi.

In un’epoca in cui il cambiamento climatico sembra un problema troppo grande per il singolo individuo, la Foresta di Molai dimostra il contrario. Una persona comune, armata solo di pazienza e rispetto per la natura, può davvero fare qualcosa di straordinario. E quella foresta, ancora oggi, continua a crescere.