26 giugno 1997: usciva Harry Potter e la pietra filosofale

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Il 26 giugno 1997, in una libreria del Regno Unito, comparve un libro per ragazzi con una tiratura iniziale di appena 500 copie. Si intitolava Harry Potter and the Philosopher’s Stone, lo firmava una scrittrice quasi sconosciuta di nome J. K. Rowling, e nessuno immaginava che avrebbe dato il via a uno dei fenomeni editoriali più grandi della storia. Ripercorriamo come nacque quel primo volume e perché quella data segna l’inizio di tutto.

Cosa accadde il 26 giugno 1997

Quel giorno la casa editrice londinese Bloomsbury mandò in libreria Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo della serie. La prima edizione fu di sole 500 copie con copertina rigida, gran parte delle quali finì nelle biblioteche scolastiche. Oggi quelle copie originali, riconoscibili da alcuni dettagli di stampa, valgono cifre da capogiro tra i collezionisti.

L’accoglienza iniziale fu silenziosa ma calorosa tra i primi lettori. Il passaparola, soprattutto tra i ragazzi, fece il resto: nel giro di pochi mesi il romanzo iniziò a vincere premi e a guadagnare ristampe, avviando una crescita che non si sarebbe più fermata.

Chi è J. K. Rowling

Joanne Rowling ebbe l’idea di Harry Potter nel 1990, durante un viaggio in treno da Manchester a Londra rimasto bloccato per un guasto. Secondo il suo racconto, il personaggio del giovane mago le apparve quasi all’improvviso, e nei mesi successivi iniziò a costruire il mondo che lo circondava. Scrisse buona parte del primo libro in anni difficili, segnati da lutti, difficoltà economiche e periodi da madre sola.

L’editore le suggerì di firmare con le sole iniziali, J. K., per non scoraggiare i giovani lettori maschi che, si temeva, avrebbero comprato meno volentieri un libro d’avventura scritto da una donna. La “K” venne presa in prestito dal nome della nonna, Kathleen, perché in realtà Joanne non aveva un secondo nome.

Numerosi editori rifiutarono il manoscritto prima di Bloomsbury.
Numerosi editori rifiutarono il manoscritto prima di Bloomsbury.

Una storia rifiutata da molti editori

Prima di arrivare in libreria, il manoscritto fu respinto da numerose case editrici, che non vi videro un potenziale commerciale. Fu Bloomsbury ad accettarlo, e secondo la leggenda editoriale un ruolo decisivo lo ebbe la figlia di otto anni del direttore, che lesse il primo capitolo e ne chiese subito il seguito. Anche così, all’autrice venne consigliato di trovarsi un lavoro stabile: nessuno, si dice, le promise che scrivere libri per bambini l’avrebbe resa ricca.

La trama del primo libro, senza rovinare le sorprese

Il romanzo racconta come Harry, un orfano cresciuto in modo infelice dagli zii, scopra di essere un mago nel giorno del suo undicesimo compleanno. Viene ammesso alla scuola di magia di Hogwarts, dove trova per la prima volta amici veri, Ron ed Hermione, e un senso di appartenenza. Tra lezioni di incantesimi, partite di Quidditch e misteri da risolvere, il libro introduce i grandi temi della serie: l’amicizia, il coraggio, la perdita e la scelta tra ciò che è giusto e ciò che è facile.

Perché ha conquistato milioni di lettori

Un mondo coerente e dettagliato

Una delle ragioni del successo è la cura con cui è costruito l’universo di Hogwarts: regole, materie, case, sport e tradizioni formano un mondo credibile in cui i lettori desiderano entrare. Questa coerenza ha alimentato l’immaginazione di intere generazioni.

Crescere insieme ai personaggi

I sette libri seguono i protagonisti dall’infanzia all’età adulta, diventando via via più cupi e complessi. Molti lettori sono cresciuti anno dopo anno con i personaggi, ritrovando nei romanzi le proprie paure e i propri passaggi di età.

Il mondo di Hogwarts ha conquistato lettori di ogni età.
Il mondo di Hogwarts ha conquistato lettori di ogni età.

Dal libro al fenomeno globale

Dopo il primo volume seguirono altri sei romanzi, fino a Harry Potter e i Doni della Morte del 2007. La serie è stata tradotta in decine di lingue e ha venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo, diventando una delle saghe letterarie più lette di sempre. Il successo dei libri ha trasformato il modo in cui l’editoria guarda alla narrativa per ragazzi, dimostrando che i giovani lettori possono affrontare anche storie lunghe e impegnative.

Cappello a punta da mago su sfondo scuro
Dalla pagina al cinema, Harry Potter è diventato un fenomeno globale.

Il salto al cinema e oltre

Nel 2001 arrivò il primo film, che diede un volto ai personaggi e moltiplicò la popolarità della saga. Da lì nacquero otto pellicole, parchi a tema, spettacoli teatrali, videogiochi e un’enorme quantità di prodotti. Harry Potter è diventato un fenomeno culturale che va ben oltre la pagina scritta, capace di unire lettori di età e Paesi diversi.

L’eredità di un libro nato in sordina

A distanza di molti anni, quel volume uscito quasi in punta di piedi il 26 giugno 1997 continua a far avvicinare nuovi lettori alla lettura. Molti adulti raccontano di aver scoperto il piacere di leggere proprio grazie a Harry Potter, e biblioteche e scuole lo usano ancora come porta d’ingresso al mondo dei libri. È forse questa la sua eredità più duratura: aver trasformato milioni di bambini in lettori. Se ti piacciono i tuffi nella cultura degli anni Novanta, puoi leggere anche il nostro articolo sul debutto di Windows 98, e per i dettagli editoriali della saga la voce Harry Potter e la pietra filosofale su Wikipedia è una buona fonte.

Domande frequenti su Harry Potter e la pietra filosofale

Quando è uscito il primo libro di Harry Potter?

Il primo volume, Harry Potter e la pietra filosofale, è stato pubblicato nel Regno Unito il 26 giugno 1997 dall’editore Bloomsbury.

Quante copie aveva la prima edizione?

La prima edizione contava appena 500 copie con copertina rigida, molte delle quali destinate alle biblioteche. Oggi sono oggetti rari e molto ricercati dai collezionisti.

Perché il titolo cambia tra Regno Unito e Stati Uniti?

Negli Stati Uniti il libro uscì come Harry Potter and the Sorcerer’s Stone, perché l’editore americano temeva che la parola “Philosopher” risultasse poco invitante per i giovani lettori.

Perché J. K. Rowling firma con le iniziali?

L’editore le consigliò di usare le iniziali per non rivelare subito di essere una donna, nel timore che i lettori più giovani comprassero meno volentieri un romanzo d’avventura scritto da un’autrice.

Quanti libri compongono la saga?

La serie principale è formata da sette romanzi, pubblicati tra il 1997 e il 2007, a cui si sono aggiunti film, spettacoli teatrali e materiali collegati.

Da dove nacque l’idea della storia?

Secondo il racconto dell’autrice, l’idea le venne nel 1990 durante un viaggio in treno tra Manchester e Londra, quando immaginò il personaggio del giovane mago.