Scoperta una nuova specie di squalo in Papua Nuova Guinea

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Nei fondali poco profondi di una baia della Papua Nuova Guinea vive uno squalo che non nuota soltanto: cammina. Si sposta sul fondo aiutandosi con le pinne, come se avesse quattro piccole zampe. È appena stato riconosciuto come una specie nuova per la scienza, la prima del suo genere in oltre dieci anni. Una notizia che ci ricorda quanta vita ancora sconosciuta si nasconda negli oceani.

Uno squalo che cammina sul fondo

La scoperta di una nuova specie di squalo è sempre un evento raro, ma questa lo è in modo particolare. Si chiama Hemiscyllium dudgeonae e appartiene alla famiglia degli squali epaulette, conosciuti proprio per una loro abilità sorprendente: invece di limitarsi a nuotare, “camminano” sul fondale marino usando le pinne pettorali e pelviche come se fossero arti.

Con i suoi 75 centimetri di lunghezza, questo squalo è tutt’altro che un gigante. Si muove con calma tra i coralli e le rocce delle acque basse, esplorando anfratti e pozze in cerca di piccoli invertebrati e pesciolini. La sua andatura ondeggiante ricorda più quella di una salamandra che quella di un predatore degli abissi.

Dove e quando è stato scoperto

L’incontro è avvenuto nel marzo 2025 nelle acque poco profonde della Baia di Milne, all’estremità sud-orientale della Papua Nuova Guinea, dove il mare si apre verso il Mar delle Salomone. La biologa marina Christine Dudgeon stava cercando esemplari di una specie già nota quando si è imbattuta in questo animale che scivolava sul fondo, coperto di macchie e trattini insoliti.

La descrizione ufficiale della nuova specie è stata pubblicata a metà giugno 2026 sul Journal of the Ocean Science Foundation. Si tratta del primo nuovo squalo epaulette del suo genere descritto dal 2013: una rarità che ha subito attirato l’attenzione degli specialisti di tutto il mondo.

Fondale marino tropicale poco profondo
Gli squali epaulette vivono nelle acque basse delle barriere coralline. Foto: Enes Çelik / Pexels.

Un mantello di puntini simili al braille

Ciò che ha insospettito la ricercatrice è stata la livrea dell’animale. La pelle di questo squalo è ricoperta di macchie e linee scure disposte in un motivo unico, che a chi lo ha osservato per primo ha ricordato i punti in rilievo del braille o l’alfabeto morse. È proprio la combinazione di questi segni a distinguerlo dai suoi parenti più stretti, con cui condivide la forma del corpo ma non il disegno della pelle.

Ogni specie di squalo epaulette, infatti, ha un suo caratteristico schema di macchie, un po’ come le impronte digitali. Confrontando la livrea, le proporzioni del corpo e i dati genetici, gli studiosi hanno potuto stabilire con sicurezza che si trattava di un animale mai catalogato prima.

Perché è una buona notizia

In un’epoca in cui si parla spesso di specie che scompaiono, scoprirne una nuova ha qualcosa di rasserenante. Significa che il mare custodisce ancora segreti, che intere forme di vita ci sono sfuggite finora e che vale la pena continuare a esplorare con rispetto. Ogni nuova specie descritta è anche un tassello in più per capire come funzionano gli ecosistemi marini e come proteggerli.

Non è un caso isolato: negli ultimi anni la scienza continua a riportare ritrovamenti sorprendenti, come la riscoperta del lori fronteblu, un pappagallo che si credeva perduto. Sono storie che raccontano quanto ancora ci sia da imparare sulla biodiversità del pianeta.

Come fa uno squalo a camminare

Gli squali epaulette sono maestri della vita nelle acque basse, un ambiente difficile dove la marea può lasciare pozze isolate e povere di ossigeno. Camminare sul fondo permette loro di passare da una pozza all’altra senza bisogno di nuotare in mare aperto, raggiungendo prede che gli altri predatori non possono inseguire.

Campioni di resistenza

Questi animali hanno anche una tolleranza eccezionale alla mancanza di ossigeno: possono sopravvivere per ore in acque quasi prive di aria, rallentando il battito cardiaco e riducendo l’attività cerebrale. È un adattamento che li rende tra i vertebrati più resistenti in condizioni estreme.

Squalo di piccola taglia sul fondo del mare
Questi squali si spostano sul fondo usando le pinne come arti. Foto: Francesco Ungaro / Pexels.

Un tesoro fragile da proteggere

La buona notizia della scoperta porta con sé anche una responsabilità. Gli squali epaulette tendono ad avere areali molto ristretti, spesso limitati a poche baie o arcipelaghi. Questo li rende particolarmente vulnerabili: basta un’alterazione dell’habitat, come la distruzione delle barriere coralline o l’inquinamento costiero, per mettere a rischio l’intera popolazione.

Diverse specie di questo gruppo sono già inserite tra quelle minacciate nelle liste internazionali di conservazione. Conoscere l’esistenza di Hemiscyllium dudgeonae è quindi il primo passo per tutelarla, prima ancora di averne compreso a fondo le abitudini.

Il ruolo delle comunità locali

Scoperte come questa non nascono mai dal nulla. Sono il frutto di anni di immersioni, osservazioni notturne e collaborazione con chi vive lungo quelle coste. Le comunità locali, che conoscono il mare meglio di chiunque altro, giocano spesso un ruolo decisivo nell’indicare agli scienziati dove cercare e nel proteggere gli habitat più preziosi.

Cosa ci insegna questa scoperta

La storia di questo piccolo squalo che cammina è un promemoria affascinante: il nostro pianeta è ancora largamente inesplorato, soprattutto sotto la superficie del mare. Ogni baia, ogni barriera corallina può custodire creature che nessuno ha mai visto. Continuare a studiarle, con curiosità e prudenza, è il modo migliore per non perderle prima ancora di conoscerle.

I dettagli scientifici della descrizione sono stati raccontati da diverse testate internazionali, tra cui lo Smithsonian Magazine.

Acque cristalline di una baia tropicale
Le baie tropicali custodiscono ancora molte specie sconosciute. Foto: Francesco Ungaro / Pexels.

Domande frequenti

Come si chiama la nuova specie di squalo?

Il nome scientifico è Hemiscyllium dudgeonae. Appartiene alla famiglia degli squali epaulette ed è dedicato alla biologa Christine Dudgeon, che lo ha individuato per prima.

Dove è stato scoperto?

Nelle acque poco profonde della Baia di Milne, all’estremità sud-orientale della Papua Nuova Guinea, che si affaccia sul Mar delle Salomone. L’avvistamento risale al marzo 2025.

Perché si dice che questo squalo cammina?

Perché si sposta sul fondale usando le pinne pettorali e pelviche come piccoli arti, procedendo con un movimento ondeggiante invece di nuotare. È una caratteristica tipica degli squali epaulette.

Quanto è grande?

Raggiunge circa 75 centimetri di lunghezza, quindi è uno squalo di piccola taglia, del tutto innocuo per l’uomo.

Perché la scoperta è considerata una buona notizia?

Perché dimostra che gli oceani nascondono ancora molte forme di vita sconosciute e offre nuovi strumenti per studiare e proteggere la biodiversità marina.

Questo squalo è a rischio di estinzione?

Gli scienziati temono di sì. Come altri squali epaulette, sembra avere un areale molto ristretto, il che lo rende vulnerabile alle alterazioni dell’ambiente costiero.