L’11 agosto 1956, settant’anni fa, moriva in un incidente d’auto Jackson Pollock, il pittore che aveva rivoluzionato l’arte del Novecento gocciolando il colore direttamente sulla tela. La sua tecnica, il “dripping”, spostò per la prima volta il centro dell’arte moderna da Parigi a New York. Ripercorriamo la sua vita e cinque cose da sapere su di lui.
Chi era Jackson Pollock
Paul Jackson Pollock nacque nel 1912 a Cody, nel Wyoming, e crebbe tra l’Arizona e la California. Ultimo di cinque fratelli, si formò a New York, dove studiò con il pittore regionalista Thomas Hart Benton. Negli anni difficili della Grande Depressione lavorò anche nell’ambito dei programmi pubblici di sostegno agli artisti, che diedero a molti giovani autori la possibilità di dipingere.
Personalità inquieta e tormentata, Pollock lottò a lungo con l’alcolismo. Ma proprio dalla sua tensione interiore nacque un linguaggio artistico completamente nuovo, che lo rese uno dei nomi più celebri dell’arte del XX secolo.
La rivoluzione del dripping
La svolta arrivò alla fine degli anni Quaranta. Pollock smise di appoggiare la tela al cavalletto e la stese a terra, sul pavimento del suo studio. Da lì cominciò a far colare e schizzare il colore da barattoli e pennelli, muovendosi attorno all’opera come in una danza.

Questa tecnica, chiamata “dripping” (dal verbo inglese “to drip”, gocciolare), eliminava il contatto diretto del pennello con la superficie. Il risultato erano intricate reti di linee e macchie, senza un centro preciso, che riempivano l’intera tela. Per questo si parlò di “all-over painting”, pittura distribuita su tutta la superficie in modo uniforme.
L’action painting e l’espressionismo astratto
Pollock divenne la figura simbolo dell’espressionismo astratto, il primo grande movimento artistico nato negli Stati Uniti a imporsi a livello internazionale. Il critico Harold Rosenberg coniò l’espressione “action painting”, pittura d’azione, per sottolineare come per Pollock contasse il gesto, il movimento del corpo, tanto quanto il risultato finale.
La tela diventava così il luogo di un evento, la registrazione fisica di un’azione. Non c’era più un soggetto da rappresentare: l’opera era il racconto stesso del suo farsi.
Cinque cose da sapere su Pollock
1. Lo chiamavano “Jack the Dripper”
La stampa dell’epoca lo soprannominò ironicamente “Jack the Dripper”, giocando sull’assonanza con il famigerato “Jack the Ripper”. Il soprannome sottolineava la sua tecnica basata sul gocciolamento del colore.
2. Una rivista lo lanciò a livello nazionale
Nel 1949 un celebre servizio su una grande rivista americana si chiese se fosse “il più grande pittore vivente degli Stati Uniti”. Quell’articolo trasformò Pollock in una star, un caso raro per un artista astratto.

3. Dipingeva con tutto il corpo
Non usava solo pennelli: impiegava bastoncini, cazzuole, siringhe, e lasciava cadere il colore da diverse altezze. Il suo modo di dipingere era quasi una performance, documentata in celebri fotografie e filmati dell’epoca.
4. Il ruolo di Lee Krasner
La moglie, Lee Krasner, era anch’essa una pittrice di talento. Ebbe un ruolo importante nel sostenere e promuovere il lavoro del marito, e dopo la sua morte contribuì a preservarne l’eredità artistica.
5. Le sue opere valgono cifre record
Oggi i dipinti di Pollock sono tra i più quotati al mondo e figurano nelle collezioni dei principali musei. Alcune delle sue tele hanno raggiunto valutazioni tra le più alte mai registrate per un’opera d’arte.
Una morte improvvisa
Pollock morì l’11 agosto 1956, a soli 44 anni, in un incidente automobilistico non lontano dalla sua abitazione di Springs, a Long Island. Negli ultimi anni la sua produzione si era ridotta e la lotta con l’alcol si era aggravata. La scomparsa prematura contribuì a consolidare la sua immagine di artista maledetto e geniale.

L’eredità di Pollock
L’influenza di Pollock sull’arte successiva è enorme. Ha aperto la strada a nuove idee su che cosa possa essere un dipinto e su quale ruolo abbia il gesto dell’artista. Dopo di lui, il baricentro dell’arte contemporanea si spostò stabilmente verso New York. Chi ama scoprire le grandi figure dell’arte del Novecento può leggere anche il nostro articolo sulla mostra dedicata a Man Ray. Per approfondire vita e opere, la voce su Jackson Pollock di Wikipedia offre un quadro dettagliato.
Domande frequenti
Quando e come è morto Jackson Pollock?
È morto l’11 agosto 1956, a 44 anni, in un incidente d’auto a Long Island, negli Stati Uniti.
Che cos’è il dripping?
È la tecnica di Pollock che consiste nel far gocciolare e schizzare il colore su una tela stesa a terra, senza toccarla con il pennello.
Perché Pollock è così importante?
È stato il simbolo dell’espressionismo astratto e ha spostato il centro dell’arte moderna da Parigi a New York, rinnovando l’idea stessa di pittura.
Che cos’è l’action painting?
È l’espressione con cui si indica una pittura in cui conta il gesto e il movimento dell’artista tanto quanto il risultato finale sulla tela.
Chi era Lee Krasner?
Era la moglie di Pollock e una pittrice di talento, che ebbe un ruolo importante nel promuovere e preservare l’opera del marito.
Dove si possono vedere le opere di Pollock?
Le sue tele sono conservate nei principali musei d’arte moderna e contemporanea del mondo e sono tra le più quotate sul mercato.