«Filippica» è il nome di un re: Filippo II di Macedonia, il padre di Alessandro Magno. Contro di lui un oratore ateniese scagliò discorsi così feroci che il suo nome è diventato, per sempre, sinonimo di sfuriata.
Quando dici che tuo padre ti ha fatto una filippica perché sei rientrato tardi, stai citando senza saperlo una guerra di parole vecchia di venticinque secoli. E una storia che, a Roma, finì con un uomo decapitato.
Chi aveva paura di Filippo?
Atene, metà del quarto secolo avanti Cristo. A nord cresce la Macedonia, un regno che i greci delle città consideravano mezzo barbaro. Filippo compra alleati, prende porti, avanza un passo alla volta. Molti ateniesi preferiscono non vedere.
Demostene vede benissimo. È un politico e avvocato che sale alla tribuna e attacca il re senza giri di parole: Filippo è il nemico, e voi state lì a chiedervi quali notizie ci siano in piazza. Tra i discorsi che pronuncia contro di lui, i più celebri sono tre (ne esiste un quarto, ma gli studiosi dubitano che sia suo). I greci li chiamarono philippikoi logoi, i discorsi «filippici», cioè su Filippo. Da lì, attraverso il latino Philippicus, arriva la nostra parola, come conferma il vocabolario Treccani.
Demostene perse la partita. A Cheronea, nel 338 a.C., Filippo sconfisse le città greche alleate. Anni dopo l’oratore, braccato dagli uomini dei successori macedoni, si avvelenò in un tempio di Poseidone sull’isola di Calauria, l’odierna Poros.
Come una parola greca finì nella bocca di Cicerone
Quasi tre secoli dopo, a Roma, Giulio Cesare è appena stato ucciso. Marco Antonio punta al potere e Cicerone, ormai anziano, decide di sbarrargli la strada nel solo modo che conosce: parlando.
Pronuncia una serie di orazioni contro Antonio, ne restano quattordici. Sono le più violente della sua vita. Lo accusa di essere un ubriacone, un debitore, un pericolo per la repubblica. E le battezza sul modello di Demostene: le sue Filippiche. Un omaggio dichiarato al maestro greco, e una piccola profezia, visto come era finito il maestro.
È qui che il nome proprio smette di essere proprio. Dopo Cicerone, chiunque si scagli contro qualcuno con un discorso infuocato fa una filippica. Succede lo stesso a un’altra parola nata da lui: oggi chiamiamo cicerone la guida che ti porta in giro per una città parlando senza sosta.
Quanto costa una filippica?
A Cicerone costò la vita. Nel 43 a.C. Antonio, Ottaviano e Lepido si accordano e stilano le liste di proscrizione, i nomi dei nemici che chiunque può uccidere. Antonio pretende che ci sia Cicerone.
L’oratore prova a fuggire per mare, poi ci ripensa e si fa riportare nella sua villa sulla costa, dalle parti di Formia. I sicari lo raggiungono mentre i servi lo trasportano in lettiga verso il mare. Secondo il racconto di Plutarco nella sua Vita di Cicerone, lui fa posare la lettiga, guarda in faccia gli assassini e sporge il collo. A colpirlo è un centurione di nome Erennio.
A Formia, lungo l’Appia, la tradizione indica ancora oggi un grande mausoleo come la tomba di Cicerone. Gli archeologi non ne sono certi, ma chi passa di lì lo chiama così da secoli.
Vero o falso?
Demostene si allenava con i sassolini in bocca per vincere la balbuzie. Probabilmente falso: è un aneddoto raccontato dagli antichi, ma gli storici lo considerano una leggenda.
Il nome «filippica» viene dal nome Filippo. Vero: è uno dei tanti casi in cui una persona diventa una parola, come il mentore dell’Odissea o gli spartani di laconico.
Le mani che scrissero le Filippiche
Erennio non si fermò alla testa. Per ordine di Antonio tagliò anche le mani di Cicerone, scrive Plutarco, quelle con cui aveva scritto le Filippiche. Testa e mani furono portate a Roma ed esposte nel Foro, sui rostri, la tribuna da cui l’oratore aveva parlato per tutta la vita. I romani che passavano non riuscivano a guardarle.
Anni dopo Ottaviano, diventato Augusto, sorprese un nipote che nascondeva in fretta un libro di Cicerone. Lo prese, ne lesse a lungo, glielo restituì. Poi disse soltanto: «Un uomo dotto, figlio mio, e che amava la sua patria».
Fonti
Treccani, Vocabolario: filippica
Treccani, Enciclopedia: Demostene
Plutarco, Vita di Cicerone (trad. Loeb, LacusCurtius, Università di Chicago)
Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026
