In proporzione alla sua taglia, l’animale più rumoroso del pianeta è un insetto d’acqua grande come una capocchia di spillo. Canta sott’acqua, e tu lo senti dalla riva.
Si chiama Micronecta scholtzi, è una minuscola cimice acquatica e vive negli stagni e nei fiumi lenti d’Europa. Da lontano la scambieresti per un granello di terriccio che nuota.
Chi l’ha sentita per primo?
Fine estate del 2009, Parigi. Jérôme Sueur, che al Museo di storia naturale studia i suoni degli animali, raccoglie qualche cimice d’acqua in un fiume della città e in uno stagno di Morsang-sur-Orge, poco più a sud. Le porta in laboratorio, le mette in una vasca e le ascolta con un microfono subacqueo.
Quello che esce è un frinire secco e insistente, come quello di un grillo. Il gruppo, all’inizio, pensa a un insetto molto più grosso. Con due ingegneri dell’Università di Strathclyde, a Glasgow, Sueur ricontrolla gli strumenti più volte, perché il risultato sembra sbagliato. Non lo è. Nei momenti più forti quel canto equivale a stare seduto in prima fila mentre un’orchestra suona a tutto volume. Il gruppo lo ha raccontato in un articolo dal titolo che dice tutto: «Così piccolo, così rumoroso».
Come fa un puntino a fare tanto chiasso?
Il maschio strofina una piccola appendice dei genitali contro una cresta dell’addome, come quando passi l’unghia sui denti di un pettine. È la stridulazione, lo stesso trucco del grillo e della cicala. La zona che produce il suono è sottile come un capello.
Ed è qui che arriva il mistero: nessuno sa ancora come una superficie così piccola riesca a fare tanto rumore. Lo ha ammesso lo stesso James Windmill, uno degli ingegneri del gruppo. C’è anche un altro dettaglio da non dimenticare. Passando dall’acqua all’aria quasi tutto il suono si perde, rimbalza sulla superficie. Quello che arriva al tuo orecchio, sulla riva, è solo un avanzo.
Perché cantare così forte?
Il canto serve a una cosa sola: farsi scegliere dalle femmine. Quando tanti maschi cantano in coro, vince chi si fa sentire meglio. Secondo Sueur è una gara che si alimenta da sola. Le femmine preferiscono i più rumorosi, i figli ereditano la voce grossa e la generazione dopo alza ancora il volume. È la stessa logica che ha dato al pavone la sua coda.
Di solito un freno c’è: chi canta forte attira anche chi lo vuole mangiare. Per questa cimice, però, non si conoscono predatori che la caccino a orecchio. È un’ipotesi ragionevole, ma nessuno l’ha ancora messa alla prova.
Il confronto con gli altri animali è impietoso. I ricercatori hanno messo a confronto volume e taglia di oltre duecento specie, dalle balene agli elefanti. Al secondo posto, molto staccato, c’è il gambero pistola, quello che stordisce le prede con uno schiocco della chela. In assoluto, certo, una balena la sovrasta. Ma una balena è lunga quanto un autobus, la nostra cimice sta comoda sull’unghia del tuo mignolo.
Si può sentire anche in Italia?
Sì, se hai pazienza. La Micronecta scholtzi vive anche da noi: nel 2013 un gruppo di entomologi italiani l’ha segnalata per la prima volta nell’Arcipelago toscano. Cerca uno stagno tranquillo in una sera d’estate, con l’acqua bassa e tiepida, e resta in silenzio. Il frinire che credi venga dall’erba potrebbe salire dal fondo. Se ti piacciono gli insetti che vivono a pelo d’acqua, dai un’occhiata anche al gerride.
Anche il Guinness dei primati si è accorto di lei. L’ha registrata sotto una voce che non lascia spazio a dubbi: «il pene più rumoroso». Nessun altro animale le contende il titolo.
Fonti
Sueur, Mackie, Windmill, «So Small, So Loud», PLoS ONE (2011)
ScienceDaily, University of Strathclyde: il canto udibile dalla riva
Guinness World Records, «Loudest penis»
Cianferoni, Rocchi, Terzani, Zootaxa (2013): eterotteri acquatici dell’Arcipelago toscano
Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2026
