Il cavallo che sapeva i conti perché leggeva le nostre facce
A Berlino un cavallo faceva le addizioni con lo zoccolo e nessuno capiva come: il trucco stava nella faccia di chi lo interrogava
La curiosità è sintomo d'intelligenza
A Berlino un cavallo faceva le addizioni con lo zoccolo e nessuno capiva come: il trucco stava nella faccia di chi lo interrogava
Sotto il prato la talpa conserva lombrichi vivi ma immobili, morsi sulla testa: come funziona la sua dispensa e perché non li uccide.
Parte ad agosto, attraversa il Sahara e torna al nido a primavera senza toccare terra: mangia, beve e forse dorme in volo.
Nel 1822 una cicogna tornò in Germania con una lancia africana nel collo: fu la prima prova di dove vanno gli uccelli d’inverno.
Ci hanno insegnato a non toccare gli uccellini caduti, sennò la madre li rifiuta. Ma quasi nessun uccello riesce a sentire il nostro odore.
Il cane che vede in bianco e nero è una leggenda nata da un manuale di addestramento. I colori li vede, ma la pallina rossa sul prato gli sparisce.
La frase sul calabrone che per la fisica non potrebbe volare nasce da un libro francese di zoologia. E già il suo autore diceva che i conti non tornavano
Sull’Etna vive un castagno così largo che per abbracciarlo non basterebbe una classe intera: la storia vera dell’albero dei cento cavalli
È grande come una capocchia di spillo, vive negli stagni e canta così forte che lo senti dalla riva. E lo strumento che usa non lo indovineresti mai.
Dieci lucertole campestri lasciate su uno scoglio croato: trentasei anni dopo i loro discendenti avevano testa, morso e pancia diversi
La mosca decide da che parte scappare prima ancora che la ciabatta arrivi: cosa succede nel suo cervello e dove conviene mirare
Il gatto sfiora appena l’acqua con la punta della lingua e la ruba al volo. Un trucco di fisica che anche il cane usa, ma con meno grazia.
Più fa caldo, più il grillo canta veloce: chi se ne accorse per primo, perché funziona e come provarci domani sera in giardino.
Si pensava che il picchio avesse un ammortizzatore nel cranio. Non ce l’ha: la sua testa è un martello, e a salvarlo è un cervello minuscolo.
Lo stormo a V è un autostop sull’aria: ogni uccello sfrutta la scia del vicino. E in testa si fanno i turni, con una precisione da far invidia.
L’ape non muore ogni volta che punge: solo quando incontra la pelle di un mammifero. E il segnale d’allarme che lascia profuma di banana.
Un lupo sloveno attraversò le Alpi d’inverno e sopra Verona trovò una lupa italiana. I giornali la chiamarono subito Giulietta
Arrivò a Roma da cucciolo, spruzzò d’acqua il papa e diventò la star della città. Riposa ancora oggi sotto un cortile del Vaticano.
In Australia un’orca di nome Tom guidava i balenieri verso le balene in cambio della lingua della preda. Finché un giorno qualcuno ruppe il patto.
Nel 1876 il giovane Freud aprì centinaia di anguille a Trieste per trovarne i testicoli. Perché fallì, e chi risolse il mistero