Sotto il prato dove spuntano i mucchietti di terra, la talpa tiene una dispensa piena di lombrichi vivi. Non morti, non mangiati a metà: vivi, ma incapaci di scappare, perché lei gli ha dato un morso preciso sulla testa.
Sembra la trama di un film dell’orrore in miniatura. È invece una delle abitudini meglio documentate di questo animaletto che quasi nessuno ha mai visto da vicino, anche se tutti conoscono i suoi monticelli.
Come fa a sapere dove mordere?
Il lombrico è un tubo di anelli, e la talpa non morde a caso: punta ai primi, quelli della testa. Il verme resta vivo, si contorce un po’, ma non riesce più a strisciare via. A quel punto finisce in una camera scavata apposta, insieme agli altri.
Le cifre sono da credenza della nonna prima della guerra. La Mammal Society britannica, che studia i mammiferi selvatici d’oltremanica, racconta di una singola camera con dentro circa 470 lombrichi. Un’altra dispensa, ritrovata scavando, ne conteneva più di 1.500. Le talpe fanno scorte soprattutto in autunno, quando il terreno sta per gelare e la caccia diventa difficile.
C’è un punto su cui i naturalisti non sono d’accordo. Qualcuno sostiene che nella saliva della talpa ci sia una sostanza che stordisce il verme, come un anestetico. Altri pensano che basti il morso. Su questo una risposta definitiva ancora non c’è.
Perché tenerli vivi?
Per la stessa ragione per cui i nostri bisnonni tenevano le galline in cortile invece di comprare la carne: un animale vivo non va a male. Un lombrico morto in pochi giorni marcisce nella terra umida. Uno immobilizzato, invece, resta fresco per settimane.
E la talpa ha bisogno di tanto cibo. Una talpa adulta pesa più o meno quanto un mandarino e ogni giorno deve mangiare lombrichi per oltre metà del suo peso. Saltare i pasti, per lei, non è un’opzione. Se arriva il gelo o un’alluvione allaga le gallerie, la dispensa le salva la vita.
Gran parte di quei lombrichi, poi, non li va nemmeno a cercare. Le sue gallerie funzionano come trappole: i vermi che scavano nel terreno ci cadono dentro, e lei passa a fare il giro di ronda. Ha peli sensibilissimi sul muso, sulle zampe e perfino sulla coda, che le segnalano ogni piccolo movimento nel buio. Secondo il sito naturalistico Wildlife Online, riesce a fiutare un lombrico anche attraverso uno strato di argilla.
E in Italia?
Da noi le talpe sono più d’una. Al Nord vive soprattutto quella europea, la stessa dei prati inglesi. Nel Centro e nel Sud c’è la talpa romana, che esiste soltanto nella nostra penisola. Hanno lo stesso stile di vita e lo stesso menù: la prossima volta che vedi una fila di monticelli in un campo, sotto c’è con buona probabilità una dispensa in piena attività.
Ai lombrichi, peraltro, va male da tutte le parti. Sopra il prato c’è il gabbiano che pesta i piedi per farli uscire, sotto c’è la talpa che li aspetta in galleria. E no, se vengono tagliati a metà non diventano due lombrichi. Se poi ti sembra che la talpa europea sia strana, guarda la sua cugina americana, la talpa dal muso stellato.
Resta l’ultimo dettaglio, il più da cuoco. Prima di mangiare un lombrico, la talpa lo fa passare tra gli artigli delle zampe anteriori, stringendolo come si fa con un tubetto di dentifricio. Così spreme fuori la terra che il verme ha nella pancia.
Anche sottoterra, il cibo si pulisce prima di mangiare.
Fonti
The Mammal Society – Mole
Wildlife Online – European mole
Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026
