Il calabrone, secondo le leggi della fisica, non potrebbe volare. È falso, e lo sapeva perfino chi fece il calcolo da cui è nata la frase.
La versione che gira è sempre la stessa: ali troppo piccole, corpo troppo pesante, gli ingegneri hanno fatto i conti e il risultato è che non dovrebbe staccarsi da terra. Ma il calabrone non lo sa, e vola lo stesso. La trovi sui poster motivazionali, nei discorsi di fine anno, nelle presentazioni aziendali, a volte messa in bocca perfino a Einstein, senza che nessuno abbia mai trovato traccia che l’abbia detta.
Da dove arriva quel calcolo
La scena è Parigi, 1934. Antoine Magnan è un zoologo che insegna meccanica degli animali applicata all’aviazione: guarda gli uccelli e gli insetti con l’occhio di chi progetta aeroplani. Nell’introduzione del suo libro sul volo degli insetti scrive che, insieme al matematico André Sainte-Laguë, ha applicato agli insetti le regole dell’aviazione. Conclusione: il loro volo sarebbe impossibile.
Poche righe dopo, però, Magnan aggiunge la cosa che i poster dimenticano: l’insetto vola eccome, quindi a non tornare sono i conti, perché delle sue ali non sappiamo ancora abbastanza. Non era una sentenza, era una provocazione per dire «qui c’è un mistero». Lo ricorda anche il Caltech, che per decenni si è visto rinfacciare la storiella come prova che la scienza non capisce la natura.
Su chi l’abbia raccontata per primo, a dire il vero, si litiga ancora. C’è chi la fa risalire a una cena tra studenti di aerodinamica in Germania, chi a un ingegnere svizzero con un tovagliolo e una matita. Prove scritte di queste versioni non ce ne sono: il libro di Magnan resta la traccia più solida.
E il calabrone, poi, era un calabrone?
Quasi mai. Il protagonista della storia, nelle versioni straniere, è il bombo: quell’ape grossa, pelosa e a strisce che d’estate ronza tra i fiori di lavanda. In italiano è diventato «calabrone», un nome che molti danno anche all’ape legnaiola, quella nera con le ali violacee che sembra un piccolo elicottero. Il calabrone vero è una vespa, e vola benissimo pure lui. Se ti interessa la differenza tra api e vespe, c’è anche il motivo per cui l’ape muore quando punge e la vespa no.
Come vola davvero un insetto
Il calcolo di Magnan trattava l’ala come quella di un aereo: rigida, ferma, che fende l’aria a velocità costante. Un insetto fa tutto il contrario. Sbatte le ali avanti e indietro, le gira su se stesse a ogni cambio di direzione, le inclina tanto che un aereo, nella stessa posizione, precipiterebbe.
A capire il trucco fu Michael Dickinson, all’Università della California a Berkeley. Nel 1999 costruì una mosca robot con ali di plexiglas lunghe come un righello e la immerse in una vasca d’olio minerale: nell’olio denso, ali grandi e lente si comportano come ali minuscole e velocissime nell’aria. Misurando le forze, il gruppo trovò tre trucchi insieme. Sopra l’ala si forma un piccolo vortice, una specie di tromba d’aria in miniatura incollata al bordo, che la tira verso l’alto. Alla fine di ogni battito l’ala ruota e prende un effetto, come il tennista che dà il taglio alla pallina. E al ritorno l’ala ripassa nei mulinelli che lei stessa aveva lasciato, recuperando spinta.
Le api, si scoprì nel 2005, fanno anche di più strano: battiti cortissimi e frequentissimi, circa 230 al secondo. Perché quando provi a schiacciare un insetto lui sembra sempre un passo avanti, lo spiega invece la storia di come la mosca ti sfugge.
Vero o falso?
«La fisica dice che il calabrone non può volare»: falso. Lo diceva un calcolo che trattava l’insetto come un aereo.
«Gli scienziati non sanno come vola»: falso da tempo. Il mistero era vero, ed è stato risolto.
Dopo gli esperimenti sulle api, Dickinson disse che la scienza non poteva più usare questa storia come esempio di un proprio fallimento. Sui poster, il calabrone non sa ancora di poter volare.
Fonti
Caltech, «Deciphering the mystery of bee flight» (2005)
UC Berkeley, «Robofly solves mystery of insect flight» (1999)
Michael Dickinson, «Fly like a fly», Scientific American
Altshuler et al., PNAS 102, 18213 (2005)
Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026
