Giovanni Battista Belzoni

Dati in breve
NascitaPadova, 5 novembre 1778 [treccani.it]
MorteGwato (Benin, oggi Nigeria), 3 dicembre 1823, di dissenteria [treccani.it]
AttivitàForzuto da teatro, ingegnere idraulico, viaggiatore ed egittologo [treccani.it]
Statura1,95 m [treccani.it]
Nome d'arte«Sansone della Patagonia», Sadler's Wells, Londra, aprile 1803 [treccani.it]
Anni in Egitto1815-1819 [treccani.it]
Tomba di Seti IScoperta nella Valle dei Re, ottobre 1817 [treccani.it]
Piramide di ChefrenIngresso trovato il 2 marzo 1818, dopo 30 giorni di lavoro [archive.org]
Opera principale«Narrative of the operations and recent discoveries…», Londra, John Murray, 1820, con 44 tavole [treccani.it]
RiconoscimentiMedaglie commemorative coniate in Inghilterra e a Padova [treccani.it]
Dono a PadovaDue statue di Sekhmet (h 225 cm), Musei Civici agli Eremitani, sala XI [padovamusei.it]

Giovanni Battista Belzoni (Padova, 1778 – Gwato, 1823) fu forzuto da teatro, ingegnere idraulico ed esploratore. Tra il 1815 e il 1819 lavorò in Egitto: trasportò il busto colossale di Ramses II oggi al British Museum, scoprì la tomba di Seti I e il 2 marzo 1818 trovò l’ingresso della piramide di Chefren.

Chi era Giovanni Battista Belzoni?

Figlio di un barbiere padovano, a tredici anni scappò di casa verso Roma, dove si appassionò all’idraulica. Poi girò l’Europa: a Parigi vendeva immagini sacre per strada, a Londra si esibiva come uomo fortissimo. Secondo il Dizionario Biografico degli Italiani, era alto 1,95 metri. Nell’aprile 1803, al teatro Sadler’s Wells, debuttò come «Sansone della Patagonia»: con un’imbracatura di ferro legata al corpo sollevava 11 persone.

Perché andò in Egitto?

Nel 1815, a Malta, seppe che il pascià Mehmet Ali cercava macchine nuove per irrigare i campi. Belzoni partì con la moglie Sarah per proporgli una ruota idraulica, ma il progetto fallì. Il console britannico Henry Salt lo ingaggiò allora per recuperare antichità. Il suo primo incarico fu spostare da Tebe il busto colossale di Ramses II, un’impresa che i francesi avevano tentato senza riuscirci (Treccani, DBI). Ci riuscì con leve e rulli, grazie alla sua pratica di ingegnere idraulico.

Che cosa scoprì?

In quattro anni fece una serie di ritrovamenti che lo resero famoso in tutta Europa. Nell’ottobre 1817 scoprì nella Valle dei Re la tomba di Seti I, chiamata poi «tomba di Belzoni» (Enciclopedia Italiana, 1930). Liberò dalla sabbia l’ingresso del tempio di Abu Simbel, trovò le rovine di Berenice sul Mar Rosso e raggiunse l’oasi di Siwa. Il colpo più noto fu la piramide di Chefren, che tutti credevano piena. Nel suo diario racconta di aver trovato l’ingresso a mezzogiorno del 2 marzo 1818, dopo trenta giorni di lavoro (Narrative, 1822). Il sarcofago nella camera era già vuoto.

Dove si vedono oggi i suoi reperti?

Il busto di Ramses II, detto «Giovane Memnone», è esposto al British Museum di Londra. Una parte dei reperti è rimasta però a Padova. Le due statue della dea Sekhmet che Belzoni donò alla sua città, alte 225 cm, sono nella sala XI dei Musei Civici agli Eremitani. Belzoni aveva chiesto di collocarle ai lati del portone orientale del Palazzo della Ragione; agli Eremitani arrivarono nel 1985. Il resoconto delle sue imprese, pubblicato a Londra da John Murray nel 1820 con 44 tavole, ebbe tre edizioni in tre anni ed è consultabile in digitale.

Cosa non è vero

«Era solo un saccheggiatore di tombe». I suoi metodi oggi sarebbero inaccettabili, e la rimozione di alcune statue gli è stata rimproverata. Ma il Dizionario Biografico degli Italiani gli riconosce descrizioni precise, prudenza nelle datazioni e i primi scavi veri e propri, come al tempio di Mut a Karnak. Fu lui, inoltre, ad avviare verso l’Europa l’obelisco di File, usato insieme alla stele di Rosetta per decifrare i geroglifici.

«Morì in Egitto». Lasciò l’Egitto nel 1819. Nel 1823 partì per cercare le sorgenti del Niger: tentò dal Marocco, poi sbarcò nel golfo di Guinea. Morì di dissenteria a Gwato, nell’attuale Nigeria, il 3 dicembre 1823 (Treccani, DBI).

Articoli collegati

Il forzuto di Padova che firmò dentro una piramide

Cleopatra è più vicina a noi che alle piramidi di Giza

Howard Carter: chi era l’archeologo che scoprì Tutankhamon

L’Iliade dentro una mummia: la scoperta a Ossirinco

Fonti

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2026 · scheda persona curata dalla redazione con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, sotto la responsabilità editoriale di Andrea Bertolotti.