Pochi nomi nella moda evocano un’immagine tanto precisa come quello di Valentino: un abito da sera, una passerella e soprattutto un colore, il celebre “rosso Valentino”. Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, Valentino Clemente Ludovico Garavani ha portato l’alta moda italiana nel mondo, vestendo dive del cinema, regine e first lady per oltre quarant’anni. Ecco la sua storia e cinque cose da sapere su uno dei più grandi stilisti del Novecento.
Le origini: da Voghera a Parigi
Valentino nasce l’11 maggio 1932 a Voghera, in provincia di Pavia. Fin da ragazzo mostra una passione precoce per il disegno e per gli abiti femminili. Dopo i primi studi in Italia, si trasferisce a Parigi, allora capitale indiscussa della moda, dove frequenta la scuola della Chambre Syndicale de la Couture e fa esperienza nelle maison di Jean Dessès e di Guy Laroche. È in quegli anni, a contatto con il mondo dell’alta moda francese, che affina il gusto per le linee pulite, i tessuti pregiati e la lavorazione artigianale.
L’atelier di Roma e il debutto
Alla fine degli anni Cinquanta Valentino torna in Italia e apre il proprio atelier a Roma, in via Condotti. Decisivo è l’incontro con Giancarlo Giammetti, che diventerà il suo socio e il “motore” imprenditoriale della maison: insieme costruiranno un marchio destinato a durare decenni. Il vero salto internazionale arriva nel 1962, quando Valentino presenta le sue creazioni a Firenze, allora vetrina della moda italiana nel mondo: il successo è immediato e apre le porte del mercato americano.

Il “rosso Valentino”
Tra tutte le sue invenzioni stilistiche, la più riconoscibile è una sfumatura di rosso intenso, caldo, leggermente aranciato, che è entrata nel linguaggio comune come “rosso Valentino”. Lo stilista ne ha fatto una firma: un abito di quel colore su una passerella è bastato per decenni a dire “questo è un Valentino”. Il rosso, raccontava lui stesso, era per lui sinonimo di eleganza assoluta, un colore che non ammette mezze misure.
Le clienti che hanno fatto la storia
Valentino ha vestito alcune delle donne più fotografate del XX secolo. Jacqueline Kennedy fu una delle sue clienti più celebri: indossò un suo abito nel 1968, in occasione del matrimonio con Aristotele Onassis. Negli anni le sue creazioni sono state scelte da attrici di Hollywood, principesse, cantanti e protagoniste del jet set internazionale, sui red carpet e nelle occasioni più importanti. Questa capacità di “vestire le icone” ha contribuito a costruire l’aura del marchio.
L’alta moda come artigianato
Dietro ogni abito di alta moda ci sono centinaia di ore di lavoro: tagli, cuciture a mano, ricami, prove. Valentino ha sempre rivendicato il valore di questo “saper fare” italiano, fatto di sartorie, ricamatori e maestranze specializzate. È uno dei motivi per cui le sue collezioni couture sono considerate dei riferimenti nella storia del costume.

L’addio alle passerelle
Nel 2007 Valentino annuncia il ritiro. L’anno successivo, nel 2008, sfila per l’ultima volta con una collezione di alta moda a Parigi, chiudendo una carriera lunga circa quarantacinque anni. Il momento viene raccontato anche dal documentario “Valentino: The Last Emperor”, che mostra il dietro le quinte della maison e il rapporto con Giammetti. Da allora il marchio Valentino ha proseguito sotto la guida di altri direttori creativi, restando uno dei nomi di punta della moda italiana, mentre lo stilista si è dedicato ad altre passioni, dall’arte al collezionismo.
5 cose da sapere su Valentino Garavani
- Il nome completo è lunghissimo: all’anagrafe è Valentino Clemente Ludovico Garavani, ma per il mondo è semplicemente “Valentino”.
- Si è formato in Francia: prima di diventare il simbolo dell’eleganza italiana, ha studiato e lavorato a Parigi nelle maison francesi.
- Ha “inventato” un colore: il “rosso Valentino” è diventato un termine usato anche fuori dalla moda per indicare quella particolare tonalità di rosso acceso.
- Ha ricevuto onorificenze importanti: tra i riconoscimenti figurano alte onorificenze italiane e francesi, segno del peso culturale del suo lavoro.
- Esiste un museo virtuale a lui dedicato: il Valentino Garavani Virtual Museum raccoglie online decenni di abiti, schizzi e immagini delle sue collezioni.

Perché Valentino è importante
Valentino non è stato solo uno stilista di successo: ha contribuito a costruire l’idea stessa di “moda italiana” come sinonimo di eleganza, qualità e artigianato. Insieme ad altri grandi nomi del dopoguerra, ha fatto sì che città come Roma, Firenze e Milano diventassero capitali della creatività mondiale. La sua eredità si misura non solo nei vestiti, ma anche nell’aver dimostrato che dietro un capo d’alta moda c’è una filiera di competenze artigiane da preservare. Se ti interessano le grandi figure che hanno segnato l’arte e il gusto del Novecento, leggi anche il nostro articolo su Salvador Dalí e il surrealismo.
Per una biografia completa e l’elenco dei principali riconoscimenti è disponibile la voce dedicata su Wikipedia.
Domande frequenti su Valentino Garavani
Quando e dove è nato Valentino?
È nato l’11 maggio 1932 a Voghera, in provincia di Pavia, in Lombardia.
Perché si parla di “rosso Valentino”?
Perché lo stilista ha reso una particolare tonalità di rosso acceso il proprio marchio di fabbrica, usandola in modo iconico nelle collezioni. L’espressione è poi entrata nell’uso comune.
Per chi ha lavorato Valentino agli inizi?
Dopo la formazione a Parigi, ha fatto esperienza nelle maison di Jean Dessès e di Guy Laroche, prima di aprire il proprio atelier a Roma.
Chi è Giancarlo Giammetti?
È lo storico socio di Valentino, conosciuto a Roma: ha gestito la parte imprenditoriale della maison, contribuendo in modo decisivo alla crescita del marchio.
Quando si è ritirato dalle passerelle?
Ha annunciato il ritiro nel 2007 e ha presentato la sua ultima collezione di alta moda nel 2008, dopo circa quarantacinque anni di carriera.
Il marchio Valentino esiste ancora?
Sì. Dopo il ritiro dello stilista, la maison ha proseguito sotto la guida di altri direttori creativi e resta uno dei marchi di riferimento della moda italiana.
