Il diavolo spinoso: il rettile australiano che beve dalla pelle

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Nel cuore dei deserti australiani vive un piccolo rettile dall’aspetto improbabile: ricoperto di spine, lento e quasi sempre immobile, il diavolo spinoso sembra uscito da un libro di fantasia. Eppure il suo corpo nasconde uno dei sistemi più ingegnosi del regno animale per sopravvivere dove l’acqua quasi non esiste: riesce letteralmente a bere attraverso la pelle.

Chi è il diavolo spinoso

Il diavolo spinoso (Moloch horridus) è una lucertola endemica dell’Australia, diffusa nelle zone aride e sabbiose del centro e dell’ovest del continente. Nonostante il nome inquietante e l’aspetto da piccolo drago, è un animale del tutto innocuo: non morde, non è velenoso e non aggredisce nulla che sia più grande di una formica. Misura in genere tra i 15 e i 20 centimetri di lunghezza e raramente supera i 90 grammi di peso.

Il suo corpo è interamente coperto di scaglie appuntite e coniche, di dimensioni diverse, che gli conferiscono una sagoma irregolare. Tra le scaglie più grandi spicca una sorta di “falsa testa” sul collo: una protuberanza bitorzoluta che l’animale espone quando si sente minacciato, abbassando la testa vera tra le zampe anteriori. Un predatore che azzanna quella gobba finisce con un boccone di sole spine.

Un camuffamento perfetto per il deserto

La livrea del diavolo spinoso varia dal giallo ocra al marrone rossastro, con disegni che ricordano alla perfezione la sabbia e i ciuffi di vegetazione secca. Ma il camuffamento non è solo questione di colore: questa lucertola è capace di schiarire o scurire leggermente la propria pelle a seconda della temperatura e del terreno, diventando più chiara nelle ore calde e più scura al mattino, quando ha bisogno di assorbire calore.

Anche il modo di muoversi fa parte della strategia. Il diavolo spinoso cammina con un’andatura a scatti, dondolandosi avanti e indietro a ogni passo, come una foglia mossa dal vento. Questo movimento “a singhiozzo” rende molto più difficile, per un occhio predatore, distinguere l’animale dallo sfondo in continuo movimento del deserto ventoso.

Primo piano delle scaglie spinose del Moloch horridus
Le scaglie coniche del diavolo spinoso nascondono una rete di canali microscopici.

Come fa a bere dalla pelle

È qui che il diavolo spinoso diventa davvero straordinario. Nel deserto australiano la pioggia è rara e le pozze d’acqua quasi inesistenti. La lucertola ha risolto il problema trasformando la propria pelle in un sistema di raccolta dell’umidità.

Tra le scaglie corre una fittissima rete di minuscoli canali, dei solchi microscopici larghi appena qualche centesimo di millimetro. Quando l’animale tocca una superficie umida – sabbia bagnata di rugiada, una goccia di pioggia, persino la condensa che si forma sul suo stesso corpo nelle notti fredde – l’acqua viene “catturata” da questi canali e trasportata per capillarità, cioè senza alcuno sforzo muscolare, fino agli angoli della bocca.

Bere camminando sulla sabbia umida

Gli studi sul campo hanno mostrato che il diavolo spinoso può idratarsi semplicemente stando in piedi su un fondo umido: l’acqua risale lungo le zampe e si distribuisce su tutto il corpo grazie alla rete di canali, fino a raggiungere la mandibola. Altre osservazioni hanno documentato l’animale che ammucchia sabbia bagnata sul dorso con le zampe anteriori, lasciando poi che l’umidità venga assorbita e convogliata verso la bocca. In pratica, beve con la schiena.

Una volta arrivata agli angoli della bocca, l’acqua viene fatta avanzare verso l’interno con piccoli movimenti ritmici delle mascelle, finché non può essere deglutita. Il meccanismo è così efficiente che ha ispirato la ricerca su nuovi materiali per la raccolta passiva dell’acqua e per sistemi di lubrificazione che si “auto-distribuiscono”.

Diavolo spinoso che cammina sul terreno arido australiano
L’andatura a scatti del diavolo spinoso lo confonde con la vegetazione mossa dal vento.

Una dieta fatta quasi solo di formiche

Il diavolo spinoso è un mangiatore estremamente specializzato: si nutre quasi esclusivamente di formiche, e in particolare di alcune specie del genere Iridomyrmex. Si piazza accanto a una pista di formiche e le cattura una alla volta con la lingua appiccicosa, con un ritmo lento e metodico. Per saziarsi può ingoiarne migliaia in un solo pasto: alcune stime parlano di 600-3.000 formiche al giorno.

Questa specializzazione spiega anche la sua lentezza: non ha bisogno di inseguire prede né di fuggire in fretta, perché conta interamente su mimetismo e spine per difendersi. Tra i suoi pochi predatori ci sono rapaci, varani e alcuni serpenti, ma molti rinunciano di fronte a un boccone tutto punte.

Vita lenta in un ambiente estremo

Il diavolo spinoso è attivo soprattutto nelle stagioni più miti, all’inizio dell’inverno australiano e in primavera, mentre nei periodi di caldo o freddo intenso può rimanere inattivo, rifugiandosi in tane poco profonde che scava nella sabbia. Le femmine depongono in media tra le 3 e le 10 uova nella tarda primavera, in una camera sotterranea, e i piccoli emergono dopo circa tre o quattro mesi, già perfettamente armati di spine in miniatura.

È un animale longevo per le sue dimensioni: in natura può vivere parecchi anni, anche fino a quindici o venti secondo alcune osservazioni. Proprio questa vita lenta, però, lo rende vulnerabile: la frammentazione degli habitat, le specie introdotte come volpi e gatti rinselvatichiti e i cambiamenti nella distribuzione delle formiche di cui si nutre possono incidere sulle popolazioni locali. Attualmente la specie non è considerata in pericolo, ma è protetta dalla legge australiana e non può essere prelevata dalla natura.

Perché ci affascina tanto

Il diavolo spinoso è uno di quegli animali che sembrano costruiti apposta per ricordarci quanto l’evoluzione possa essere creativa. Un corpo che funziona da spugna, una falsa testa per ingannare i predatori, un’andatura che imita il vento, una dieta di sole formiche: ogni dettaglio è una risposta precisa all’ambiente più ostile. Se questi adattamenti vi incuriosiscono, vi piacerà anche la storia di un altro cacciatore dai trucchi sorprendenti, il pesce arciere che spara getti d’acqua per cacciare gli insetti.

Per approfondire la biologia di questa specie puoi consultare la scheda dedicata al Moloch horridus su Wikipedia.

Paesaggio del deserto australiano, habitat del diavolo spinoso
I deserti dell’Australia centrale e occidentale sono l’habitat del Moloch horridus.

Domande frequenti sul diavolo spinoso

Il diavolo spinoso è pericoloso per l’uomo?

No. Le sue spine servono solo come difesa passiva: non morde, non graffia e non è velenoso. È un animale timido che, se disturbato, tende a restare immobile o a nascondere la testa.

Davvero beve attraverso la pelle?

Sì. La sua pelle è percorsa da microscopici canali che raccolgono l’umidità per capillarità e la convogliano fino agli angoli della bocca, permettendo all’animale di idratarsi anche solo stando su sabbia bagnata di rugiada.

Di cosa si nutre?

Quasi esclusivamente di formiche, soprattutto di alcune specie del genere Iridomyrmex. Ne può mangiare diverse migliaia al giorno, catturandole una alla volta con la lingua.

Dove vive?

È endemico dell’Australia, nelle regioni aride e semiaride del centro e dell’ovest del continente, soprattutto su terreni sabbiosi e con vegetazione rada.

Perché ha una “seconda testa” sul collo?

È una protuberanza ricoperta di scaglie che l’animale espone abbassando la testa vera tra le zampe: un predatore che la morde si ritrova con un boccone di sole spine, dando alla lucertola il tempo di restare illesa.

Si può tenere come animale domestico?

No. È una specie protetta dalla legislazione australiana, difficilissima da mantenere in cattività per via della dieta iperspecializzata a base di formiche vive, e prelevarla dalla natura è illegale.