Cos’è il Giro d’Italia: storia, maglia rosa e come funziona

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Ogni anno, tra maggio e giugno, l’Italia si tinge di rosa: è il Giro d’Italia, una delle tre grandi corse a tappe del ciclismo mondiale insieme al Tour de France e alla Vuelta di Spagna. Ma come funziona davvero la “Corsa Rosa”, da dove nasce e perché la maglia del leader ha quel colore così particolare? Ecco una guida semplice per capire tutto.

Che cos’è il Giro d’Italia

Il Giro d’Italia è una corsa ciclistica a tappe che si disputa generalmente nell’arco di tre settimane, con circa 21 frazioni e due o tre giorni di riposo. Ogni tappa è una gara a sé, ma i tempi impiegati da ciascun corridore vengono sommati giorno dopo giorno: chi alla fine ha il tempo complessivo più basso vince la classifica generale e, con essa, il Giro.

Insieme al Tour de France e alla Vuelta a España fa parte dei cosiddetti Grandi Giri, i tre eventi più importanti e prestigiosi del ciclismo su strada. Vincerne uno è il sogno di ogni scalatore e passista; vincerne più di uno significa entrare nella leggenda.

La storia: dal 1909 a oggi

La prima edizione si corse nel 1909, organizzata dal quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport per aumentare le vendite, sull’esempio di quanto aveva già fatto un giornale francese con il Tour. Partì da Milano il 13 maggio 1909: 127 corridori, otto tappe lunghissime, strade sterrate e biciclette pesantissime. A vincere fu Luigi Ganna.

Da allora il Giro si è fermato solo durante le due guerre mondiali. Ha attraversato il Novecento raccontando l’Italia che cambiava: le rivalità epiche come quella tra Fausto Coppi e Gino Bartali, le imprese sulle Dolomiti, i campioni stranieri che hanno imparato ad amare le nostre montagne. Oggi è un evento globale, seguito in televisione in oltre duecento Paesi.

Perché si chiama “Corsa Rosa”

Il soprannome deriva dal colore della carta su cui era ed è ancora stampata La Gazzetta dello Sport, il giornale che organizza la corsa. Per lo stesso motivo, dal 1931, la maglia che indossa il leader della classifica generale è rosa: la celebre maglia rosa, una delle icone più riconoscibili dello sport italiano.

Un gruppo di ciclisti professionisti durante una corsa su strada
Un gruppo di ciclisti professionisti durante una corsa su strada (foto: Peter Jochim / Pexels)

Come funziona la classifica generale

Il principio è semplice: alla fine di ogni tappa si registra il tempo di ciascun corridore. Questi tempi si sommano di giorno in giorno. Chi ha il totale più basso indossa la maglia rosa il giorno successivo. Al termine dell’ultima tappa, di solito una passerella o una cronometro, chi ha la maglia rosa vince il Giro.

Esistono però dei dettagli che possono fare la differenza: gli abbuoni, cioè secondi che vengono tolti dal tempo totale a chi arriva tra i primi in alcune tappe o a traguardi volanti; e le cronometro, tappe in cui ogni corridore corre da solo contro il tempo, dove spesso si decidono i distacchi più importanti.

Le altre maglie: non solo rosa

Oltre alla maglia rosa, il Giro assegna altre classifiche, ognuna con la sua maglia colorata:

  • Maglia ciclamino: va al miglior velocista, cioè a chi accumula più punti negli arrivi in volata e ai traguardi intermedi.
  • Maglia azzurra: è la maglia del “Gran Premio della Montagna”, assegnata allo scalatore che conquista più punti in cima alle salite classificate.
  • Maglia bianca: premia il miglior giovane, cioè il corridore under 25 meglio piazzato nella classifica generale.

C’è poi la classifica a squadre e vari riconoscimenti minori, come il premio per il corridore più combattivo.

I tipi di tappa

Non tutte le frazioni sono uguali, e ognuna favorisce un tipo diverso di corridore:

  • Tappe di pianura: lunghe e veloci, di solito si concludono in volata e premiano gli sprinter.
  • Tappe di media montagna: con saliscendi continui, sono terreno ideale per le fughe e per i finisseur.
  • Tappe di alta montagna: le più dure, con scalate di prima categoria o “Cima Coppi” (la vetta più alta del Giro). Qui si decide spesso la classifica generale.
  • Cronometro: individuali o, raramente, a squadre; contano solo il corridore e l’orologio.
Una dura salita di montagna affrontata dai corridori
Una dura salita di montagna affrontata dai corridori (foto: Bono Tsang / Pexels)

Le salite leggendarie

Il fascino del Giro è legato alle sue montagne. Lo Stelvio, con i suoi tornanti che sembrano disegnati a matita; il Mortirolo, breve ma di una pendenza spietata; le Tre Cime di Lavaredo; il Gavia, spesso avvolto nella neve anche a fine maggio; lo Zoncolan, una parete più che una strada. Sono nomi che gli appassionati conoscono a memoria e che hanno scritto pagine indimenticabili, come la celebre tappa del Gavia del 1988, corsa sotto la tormenta.

Chi può vincere il Giro

Per puntare alla maglia rosa servono qualità complete: bisogna saper salire bene in montagna, andare forte a cronometro, recuperare in fretta dopo tre settimane di fatiche e avere una squadra capace di proteggere il proprio capitano dal vento e dagli attacchi. Per questo i vincitori dei Grandi Giri sono spesso atleti polivalenti, sostenuti da gregari fortissimi che sacrificano le proprie ambizioni per il leader.

Perché il Giro è anche una festa popolare

Il Giro non è solo sport: è una carovana che attraversa città, borghi, valli e coste, portando ovunque colore e folla. Per molti paesi italiani il passaggio della Corsa Rosa è l’occasione di una giornata di festa, con strade chiuse, bandiere, scritte sull’asfalto e tifosi che aspettano ore per vedere il gruppo sfrecciare in pochi secondi. È anche una straordinaria vetrina per i paesaggi del Paese, ripresi dall’alto dagli elicotteri e trasmessi in tutto il mondo.

Se vuoi approfondire la storia di altri grandi simboli sportivi e culturali, leggi anche il nostro articolo sulla storia delle Olimpiadi.

Tifosi lungo le strade durante una corsa ciclistica
Tifosi lungo le strade durante una corsa ciclistica (foto: Pixabay / Pexels)

Domande frequenti sul Giro d’Italia

Quando si corre il Giro d’Italia?

Di solito si svolge a maggio, talvolta sconfinando nei primi giorni di giugno. Dura circa tre settimane, con 21 tappe.

Perché la maglia del leader è rosa?

Perché il Giro è organizzato da La Gazzetta dello Sport, stampata su carta rosa. La maglia rosa esiste dal 1931.

Qual è la differenza tra Giro, Tour e Vuelta?

Sono i tre Grandi Giri del ciclismo: il Giro si corre in Italia a maggio, il Tour de France a luglio, la Vuelta a España tra agosto e settembre. Le regole sono simili.

Che cos’è la Cima Coppi?

È il punto più alto raggiunto dal percorso in una determinata edizione del Giro. Prende il nome da Fausto Coppi e assegna un bonus di punti per la classifica della montagna.

Si può vincere il Giro senza vincere neanche una tappa?

Sì. È capitato più volte: basta essere il più regolare e accumulare il minor tempo complessivo, anche senza alzare le braccia in nessuna frazione.

Quanti chilometri si percorrono in totale?

Negli anni recenti il percorso complessivo si aggira intorno ai 3.400-3.500 chilometri, distribuiti sulle 21 tappe.