L’Unione Europea sta costruendo Frontier AI, un’infrastruttura comune per l’intelligenza artificiale che dovrebbe permettere a ricercatori, università e imprese europee di addestrare modelli linguistici e modelli scientifici di grandi dimensioni senza dipendere dai centri di calcolo statunitensi o cinesi. L’Italia ha candidato il Tecnopolo di Bologna come uno degli snodi principali. Cosa significa concretamente?
Cos’è Frontier AI
Frontier AI è il nome del programma europeo che integra centri di supercalcolo, cloud regionali e laboratori di ricerca in una rete unica per addestrare e ospitare modelli di intelligenza artificiale di scala internazionale. Non è un’azienda né un singolo data center: è un’infrastruttura distribuita su più paesi, coordinata dalla Commissione europea attraverso l’EuroHPC Joint Undertaking, l’agenzia che già gestisce i supercomputer pubblici dell’Unione.
L’obiettivo dichiarato, scritto nel piano d’azione AI Continent del 2025, è semplice: i modelli linguistici e i modelli scientifici di grandi dimensioni richiedono migliaia di chip specializzati, costi nell’ordine delle centinaia di milioni di euro per ciclo di addestramento e infrastrutture di raffreddamento dedicate. Senza un’infrastruttura comune l’Europa rimane spettatrice.
Perché serve a livello europeo
Oggi i grandi modelli AI vengono addestrati quasi esclusivamente negli Stati Uniti (su cloud Amazon, Microsoft e Google) e in Cina (su infrastrutture statali). I costi sono insostenibili per singole università o per piccole-medie imprese: addestrare un modello da centinaia di miliardi di parametri costa tra 50 e 200 milioni di euro in capacità di calcolo.
Frontier AI vuole abbattere questa barriera offrendo accesso pubblico, a prezzi calmierati, ai centri di calcolo europei già esistenti (LUMI in Finlandia, Leonardo in Italia, MareNostrum 5 in Spagna, Jupiter in Germania) integrati in una rete unica con strumenti software comuni.

Cos’è il Tecnopolo di Bologna
Il Tecnopolo di Bologna è uno dei più grandi poli europei di calcolo scientifico. Inaugurato gradualmente dal 2018, ospita Leonardo, il supercomputer più potente d’Italia (al 9° posto della classifica mondiale Top500 nel 2024), oltre al data center del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche (ECMWF) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
L’area sorge nell’ex Manifattura Tabacchi di via Stalingrado, in periferia nord della città. Comprende oggi oltre 100 mila metri quadrati di edifici tecnologici e uffici di ricerca, con previsione di superare i 200 mila entro il 2027.
Leonardo: il cuore italiano del progetto
Leonardo è un supercomputer di tipo «pre-exascale» costruito da Atos. Ha una potenza di picco di 250 petaflops, ossia 250 milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo. È stato attivato nel 2022 con un investimento di 240 milioni di euro, finanziato per metà dalla Commissione europea e per metà dal MUR italiano e dall’Cineca, il consorzio universitario che lo gestisce.
I primi utenti sono gli istituti di fisica delle alte energie (per simulare collisioni di particelle), i meteorologi (per modelli climatici a risoluzione chilometrica) e i biologi computazionali (per piegamento di proteine). Con Frontier AI, una parte significativa della capacità sarà riservata all’addestramento di modelli AI.
Cosa cambia per i ricercatori e le imprese
Per i ricercatori
Università italiane ed europee potranno proporre progetti di addestramento di modelli AI in regime open access. Le candidature vengono valutate da commissioni scientifiche internazionali e selezionate per merito, non per capacità di spesa. Un dipartimento universitario di 50 persone potrà avere accesso a risorse di calcolo che oggi sono impensabili.
Per le start-up
È previsto un canale per piccole e medie imprese tecnologiche europee. Le aziende che sviluppano modelli AI in settori «critici» (sanità, agricoltura, energia, difesa) avranno tariffe ridotte e supporto tecnico.
Per la sovranità digitale
Frontier AI è anche una mossa geopolitica. I dati delle ricerche europee resteranno fisicamente in Europa, sotto giurisdizione GDPR, senza dover passare attraverso server statunitensi o cinesi. Per settori sensibili (cartelle cliniche, ricerca farmaceutica, modelli industriali) è una garanzia importante.

I numeri del piano
- Investimento totale previsto: 50 miliardi di euro entro il 2030 (Apply AI Strategy della Commissione)
- Capacità di calcolo combinata: oltre 1 exaflop di potenza pubblica entro il 2027
- Centri di calcolo coinvolti: 9 supercomputer europei già operativi più 4 nuovi in costruzione (Jupiter in Germania, Daedalus in Grecia, Levente in Ungheria, Vega 2 in Slovenia)
- Modelli previsti: almeno 10 modelli linguistici e scientifici aperti, addestrati su dati europei e in lingue europee
- Posti di lavoro generati: stima di 50 mila tra ricercatori, ingegneri e amministrativi entro il 2030
Le AI Factories: la rete capillare
Sotto l’ombrello di Frontier AI rientrano le cosiddette AI Factories, una serie di centri regionali pensati per portare l’accesso al calcolo AI vicino agli utenti finali. La Commissione ha finora approvato 13 AI Factories in tutta Europa, tra cui IT4LIA (Italia, basata a Bologna), JUPITER AI Factory (Germania), MIMER (Svezia), BSC AIF (Spagna).
L’AI Factory italiana IT4LIA è coordinata da CINECA e raggruppa l’INFN, ENEA, INAF, alcune università e una rete di start-up regionali. Riceve un finanziamento europeo di 430 milioni di euro su cinque anni.
Le sfide aperte
Non tutto è risolto. Le AI Factories europee dovranno acquistare migliaia di chip avanzati che sul mercato globale sono dominati da Nvidia. La produzione interna di chip AI europei è ancora limitata: solo ASML in Olanda produce le macchine di litografia, ma i chip finiti vengono fabbricati a Taiwan e in Corea. Lo stesso Tecnopolo dipende, per Leonardo, da GPU Nvidia.
Inoltre i tempi sono stretti: tra l’idea (2024-2025) e la piena operatività (2027) ci sono solo due-tre anni, mentre gli equivalenti statunitensi (xAI Colossus, OpenAI Stargate) sono già in piena costruzione con investimenti privati molto più ampi.

Cosa significa per l’utente comune
Per il pubblico generale Frontier AI non è qualcosa che si toccherà direttamente, ma le sue conseguenze sì:
- Modelli AI generativi che parlano e scrivono in italiano, francese, polacco, ungherese senza dover passare per traduzioni inglesi
- Servizi pubblici (sanità, fisco, scuola) basati su modelli AI ospitati in Europa, con maggior tutela dei dati personali
- Maggiore accuratezza per applicazioni mediche, agricole, climatiche tarate sul territorio europeo
- Riduzione della dipendenza tecnologica da Stati Uniti e Cina nei prossimi cinque-dieci anni
Bologna nuova capitale dei dati?
La scelta di Bologna come centro principale di IT4LIA non è casuale. La città ospita già il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche (uno dei tre supercomputer pubblici più potenti d’Europa) e il Cineca. La regione Emilia-Romagna investe da decenni in ricerca pubblica. Il prossimo passo, annunciato per il 2027, è l’arrivo di un secondo supercomputer chiamato Leonardo Plus, in grado di triplicare la potenza attuale. Per altri approfondimenti sull’intelligenza artificiale, vi rimando alla sezione dedicata del blog. La documentazione ufficiale del progetto è disponibile sul sito della Commissione europea.
Domande frequenti
Cos’è in poche parole Frontier AI?
È l’infrastruttura europea pubblica per addestrare e ospitare grandi modelli di intelligenza artificiale, distribuita su una rete di supercomputer e AI Factories in più paesi.
L’Italia gioca davvero un ruolo importante?
Sì. Il Tecnopolo di Bologna ospita Leonardo (uno dei 10 supercomputer più potenti al mondo) e IT4LIA, una delle 13 AI Factories europee approvate.
Quanto investe l’Unione Europea?
Il piano «Apply AI Strategy» prevede circa 50 miliardi di euro complessivi tra finanziamento europeo, nazionale e privato fino al 2030.
Quando sarà operativo?
Alcune AI Factories sono già attive nel 2025. La piena capacità complessiva è prevista entro il 2027.
Frontier AI sostituirà ChatGPT e Gemini?
No, non è il suo obiettivo. Vuole offrire ai ricercatori europei la capacità di costruire modelli alternativi, anche piccoli e specializzati, e tutelare la sovranità dei dati. La competizione commerciale resterà con i modelli statunitensi.
Posso accedervi se sono uno sviluppatore?
Sì, attraverso bandi periodici delle AI Factories. Le PMI europee possono candidarsi per finanziamenti specifici. Le università accedono tramite quote di calcolo riservate.