Vent’anni fa era considerato il felino più minacciato del pianeta: ne restavano meno di un centinaio, confinati in pochi angoli della penisola iberica. Oggi la lince iberica è tornata a correre tra la macchia mediterranea a migliaia di esemplari, in quella che gli esperti definiscono una delle più grandi storie di successo della conservazione moderna. Una buona notizia che dimostra come, con impegno e pazienza, sia possibile invertire la rotta dell’estinzione.
Chi è la lince iberica
La lince iberica (Lynx pardinus), nota anche come lince pardina, è un felino selvatico che vive solo nella penisola iberica, tra Spagna e Portogallo. È più piccola della cugina lince eurasiatica, con un mantello fulvo punteggiato di macchie scure, lunghe basette ai lati del muso e i caratteristici ciuffi neri sulla punta delle orecchie. Pesa in media tra i nove e i tredici chili ed è un cacciatore specializzato in un’unica preda: il coniglio selvatico.
Proprio questa specializzazione è stata a lungo il suo punto debole. La lince iberica dipende dal coniglio per la quasi totalità della sua dieta e, quando questa risorsa scarseggia, l’intera popolazione entra in difficoltà.
Perché era arrivata sull’orlo dell’estinzione
All’inizio degli anni Duemila la situazione era drammatica. Diverse cause si erano sommate fino a portare la specie a un passo dalla scomparsa definitiva.
Il crollo dei conigli
Due epidemie successive, la mixomatosi e poi la malattia emorragica virale, decimarono le popolazioni di coniglio selvatico in tutta la penisola. Senza la sua preda principale, la lince si trovò improvvisamente a corto di cibo.
Habitat frammentato e strade
La trasformazione della macchia mediterranea in coltivazioni e aree urbane ridusse e frammentò il territorio della lince. Le strade, in particolare, divennero trappole mortali: gli investimenti stradali sono ancora oggi una delle principali cause di morte della specie.

La svolta: come è stata salvata
Di fronte al rischio concreto di perdere per sempre il felino simbolo della penisola, Spagna e Portogallo hanno avviato uno dei programmi di conservazione più ambiziosi d’Europa, sostenuto anche dai fondi europei. Il piano si è basato su più fronti che hanno lavorato insieme.
Sono stati creati centri di riproduzione in cattività dove i cuccioli nascono al sicuro per poi essere reintrodotti in natura. Allo stesso tempo si è lavorato per ricostruire le popolazioni di coniglio selvatico, ripristinare i corridoi ecologici che collegano le diverse aree e ridurre gli incidenti stradali con sottopassaggi e recinzioni dedicate. Anche il coinvolgimento dei proprietari terrieri e degli allevatori si è rivelato decisivo per garantire alla lince territori sicuri.
I numeri della rinascita
I risultati hanno superato le aspettative. Dai circa cento esemplari rimasti agli inizi del secolo, la popolazione è cresciuta fino a contarne diverse migliaia distribuite tra Spagna e Portogallo. Una crescita così rapida e costante che nel 2024 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha ufficialmente declassato la lince iberica da specie «in pericolo» a specie «vulnerabile»: un cambio di categoria che, nel linguaggio della conservazione, equivale a una vittoria storica.
Secondo i dati diffusi dalle autorità spagnole, oggi la lince iberica è considerata il più grande successo di recupero mai ottenuto per una specie di felino. Una parabola che ricorda da vicino il ritorno del leopardo dell’Amur, altro grande predatore strappato all’estinzione grazie alla protezione del suo habitat.

Perché questa buona notizia conta per tutti
Il ritorno della lince iberica non è solo una vittoria simbolica. Come predatore al vertice della catena alimentare, la lince contribuisce a mantenere in equilibrio l’ecosistema, controllando le popolazioni di altri animali e favorendo la salute complessiva della macchia mediterranea. Dove torna la lince, spesso tornano a stare meglio anche molte altre specie.
C’è poi un valore che va oltre la biologia: la dimostrazione concreta che l’estinzione non è sempre un destino segnato. Quando scienza, politiche pubbliche e comunità locali collaborano con costanza, anche una specie data quasi per spacciata può tornare a prosperare.
Le sfide ancora aperte
La storia, però, non è finita. Gli esperti ricordano che il futuro della lince iberica resta legato alla salute delle popolazioni di coniglio, ancora vulnerabili alle malattie. Restano da affrontare anche la frammentazione del territorio, il rischio di una scarsa diversità genetica e i continui investimenti stradali. La rinascita è reale, ma va custodita con attenzione perché non si trasformi in un successo effimero.

Una lezione di speranza
In un’epoca in cui le notizie sulla biodiversità sono spesso allarmanti, la lince iberica offre un controcanto prezioso. È la prova che le strategie di conservazione, quando ben progettate e finanziate, funzionano davvero. Ogni cucciolo che oggi nasce libero tra gli arbusti della penisola iberica racconta una storia di resilienza e ci ricorda che vale la pena impegnarsi per il mondo naturale.
Domande frequenti sulla lince iberica
Quante linci iberiche esistono oggi?
Dopo essere scesa a circa cento esemplari all’inizio degli anni Duemila, la popolazione è risalita a diverse migliaia di individui distribuiti tra Spagna e Portogallo.
Dove vive la lince iberica?
Vive esclusivamente nella penisola iberica, soprattutto nella macchia mediterranea della Spagna meridionale e in alcune aree del Portogallo. Non esiste in nessun’altra parte del mondo.
Di cosa si nutre la lince iberica?
La sua dieta è composta quasi interamente da conigli selvatici. Questa dipendenza la rende particolarmente sensibile alle malattie che colpiscono i conigli.
Perché era a rischio di estinzione?
Per il crollo dei conigli causato da epidemie, la perdita e la frammentazione dell’habitat e gli investimenti stradali, che insieme avevano ridotto la specie a pochissimi esemplari.
È ancora una specie protetta?
Sì. Pur essendo stata declassata da «in pericolo» a «vulnerabile» nel 2024, resta una specie protetta che richiede continui interventi di conservazione.
Qual è la differenza con la lince eurasiatica?
La lince iberica è più piccola, ha un mantello più macchiato e una dieta più specializzata sul coniglio, mentre la lince eurasiatica è più grande, diffusa in tutta Europa e Asia e caccia prede più varie.