Ogni estate, da oltre settant’anni, l’Italia letteraria si ferma per un nome: quello del vincitore del Premio Strega. È il più importante riconoscimento per la narrativa italiana, capace di trasformare un romanzo in un caso editoriale. Ma come funziona davvero, chi vota e da dove nasce questo premio così seguito? Ecco una guida per capirlo.
Che cos’è il Premio Strega
Il Premio Strega è il più prestigioso premio letterario italiano, dedicato a un’opera di narrativa, in genere un romanzo, pubblicata nell’anno. Vincerlo significa entrare in una storia che attraversa la letteratura italiana del secondo dopoguerra e, sul piano pratico, garantirsi un’enorme visibilità e un balzo nelle vendite.
Il premio si assegna a Roma all’inizio di luglio e la sua proclamazione è un appuntamento atteso da editori, scrittori, lettori e mezzi di informazione. Negli anni ha incoronato alcuni dei più grandi nomi della nostra letteratura.
La storia: come è nato il premio
Il Premio Strega nacque nel 1947 per iniziativa dello scrittore Goffredo Bellonci e della moglie Maria, attorno ai quali si riuniva un gruppo di intellettuali, scrittori e artisti noto come gli «Amici della domenica». A finanziare e sostenere il premio fu Guido Alberti, industriale e produttore del celebre liquore Strega di Benevento, da cui il riconoscimento prese il nome.
I primi vincitori
La prima edizione, nel 1947, fu vinta da Ennio Flaiano con il romanzo «Tempo di uccidere». Negli anni successivi il premio andò ad autori entrati nella storia della letteratura italiana: Cesare Pavese, Alberto Moravia, Elsa Morante, prima donna a vincerlo nel 1957, Giuseppe Tomasi di Lampedusa con «Il Gattopardo», Primo Levi, Umberto Eco e molti altri.

Come funziona il Premio Strega
Il meccanismo del premio è articolato e si svolge in più fasi nell’arco di alcuni mesi, dalla primavera all’estate. Conoscerne i passaggi aiuta a capire perché ogni anno susciti tanta attenzione.
Le candidature e la dozzina
Ogni libro deve essere proposto da due «Amici della domenica», i membri della giuria storica. Da tutte le opere candidate, un comitato direttivo seleziona una prima rosa di dodici titoli, la cosiddetta «dozzina», resa nota in primavera.
La cinquina dei finalisti
Una prima votazione riduce la dozzina a una rosa di finalisti, tradizionalmente cinque, da cui il nome «cinquina». Un articolo del regolamento prevede però la possibilità di ripescare un sesto titolo, se pubblicato da un editore medio o piccolo: in quel caso i finalisti diventano sei.
Chi vota: la grande giuria
A decretare il vincitore è una platea molto ampia, composta da diverse centinaia di aventi diritto: gli «Amici della domenica», un nutrito gruppo di lettori forti, istituti italiani di cultura all’estero, circoli di lettura e altre categorie di votanti. È questa ampiezza a rendere il Premio Strega diverso dai riconoscimenti decisi da poche persone.

L’edizione 2026
L’edizione del 2026 conferma il fascino del premio. La rosa dei finalisti è stata annunciata mercoledì 3 giugno 2026 al Teatro Romano di Benevento, la città del liquore che dà il nome al premio. Anche quest’anno, grazie al ripescaggio, i finalisti sono sei: Michele Mari con «I convitati di pietra», Matteo Nucci con «Platone. Una storia d’amore», Bianca Pitzorno con «La sonnambula», Teresa Ciabatti con «Donnaregina», Alcide Pierantozzi con «Lo sbilico» ed Elena Rui con «Vedove di Camus».
La proclamazione del vincitore è fissata per mercoledì 8 luglio 2026, nella consueta cornice del Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Fino ad allora, come ogni anno, critici e lettori si divideranno tra pronostici e discussioni.
Perché il Premio Strega conta tanto
Il valore del premio non è solo simbolico. La vittoria, e spesso la sola presenza nella cinquina, fa aumentare in modo notevole le vendite dei libri coinvolti, orientando le scelte di molti lettori. È anche un termometro del dibattito culturale italiano, capace di accendere discussioni su quali romanzi e quali voci meritino attenzione.
Per questo il Premio Strega occupa, nel calendario culturale del Paese, un posto simile a quello di altri grandi appuntamenti con i libri, come il Festivaletteratura di Mantova: momenti in cui la letteratura diventa un evento collettivo e popolare.

Gli altri premi della famiglia Strega
Nel tempo il marchio Strega si è ampliato con altri riconoscimenti dedicati a specifici ambiti: il Premio Strega Giovani, votato da studenti delle scuole superiori; il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, per la letteratura per l’infanzia; il Premio Strega Poesia, dedicato alla poesia; e il Premio Strega Europeo, riservato a opere straniere tradotte in italiano. Una vera e propria galassia che conferma la centralità del premio nella cultura del Paese. Tutte le informazioni ufficiali si trovano sul sito ufficiale del Premio Strega.
Domande frequenti
Che cos’è il Premio Strega?
È il più importante premio letterario italiano, assegnato ogni anno a un’opera di narrativa pubblicata nell’anno. Nato nel 1947, è un riconoscimento molto seguito e influente per il mondo dei libri.
Perché si chiama Premio Strega?
Prende il nome dal liquore Strega di Benevento: fu l’industriale Guido Alberti, produttore del liquore, a finanziare e sostenere il premio fin dalla sua fondazione.
Chi vota il Premio Strega?
Una giuria molto ampia di diverse centinaia di persone: gli «Amici della domenica», lettori forti, istituti italiani di cultura all’estero, circoli di lettura e altre categorie di votanti.
Che cosa sono la dozzina e la cinquina?
La dozzina è la prima selezione di dodici titoli candidati; la cinquina è la rosa dei finalisti, tradizionalmente cinque, che possono diventare sei grazie al ripescaggio di un editore medio-piccolo.
Quando si assegna il Premio Strega 2026?
Il vincitore dell’edizione 2026 sarà proclamato mercoledì 8 luglio 2026 a Roma, al Ninfeo di Villa Giulia. I sei finalisti erano stati annunciati il 3 giugno a Benevento.
Chi ha vinto il primo Premio Strega?
La prima edizione, nel 1947, fu vinta da Ennio Flaiano con il romanzo «Tempo di uccidere».