Ogni tanto, dalle profondità dello spazio interstellare, arriva un visitatore. È il caso di 3I/ATLAS, il terzo oggetto di origine esterna al Sistema solare mai individuato con certezza. Scoperto grazie a un sistema di sorveglianza del cielo, ha attirato l’attenzione degli astronomi di tutto il mondo. Vediamo, con toni misurati, cosa sappiamo davvero di questo corpo celeste e perché è considerato importante per la scienza.
Che cos’è 3I/ATLAS
3I/ATLAS è un oggetto celeste proveniente dallo spazio interstellare, cioè nato al di fuori del nostro Sistema solare e giunto solo di passaggio nelle sue vicinanze. La sigla iniziale «3I» indica che si tratta del terzo oggetto interstellare confermato, mentre «ATLAS» richiama il programma di osservazione che lo ha individuato.
A differenza degli asteroidi e delle comete che nascono e restano legati al Sole, questo corpo non appartiene al nostro sistema: lo attraversa e proseguirà il suo viaggio verso lo spazio profondo.
Come è stato scoperto
L’oggetto è stato individuato da un sistema automatico di sorveglianza del cielo, progettato originariamente per scovare asteroidi potenzialmente vicini alla Terra. Analizzando la sua traiettoria, gli astronomi hanno notato qualcosa di insolito: l’orbita non era quella tipica di un corpo legato al Sole.
Il segnale nell’orbita
La chiave è nella cosiddetta eccentricità dell’orbita, un valore che descrive quanto una traiettoria si discosta da un cerchio. Per 3I/ATLAS questo valore indica un percorso aperto, non chiuso: il corpo non tornerà indietro, ma è destinato ad allontanarsi definitivamente. È questo il segno distintivo di un’origine interstellare.

I predecessori: ‘Oumuamua e Borisov
3I/ATLAS non è il primo visitatore del genere. Prima di lui gli astronomi avevano confermato altri due oggetti interstellari: 1I/ʻOumuamua, individuato nel 2017 e dalla natura ancora discussa, e 2I/Borisov, una cometa osservata nel 2019. Ogni scoperta di questo tipo è rara e preziosa, perché ci permette di studiare da vicino materiale proveniente da altri sistemi stellari.
Una cometa venuta da lontano
Secondo le osservazioni disponibili, 3I/ATLAS mostra caratteristiche compatibili con quelle di una cometa: presenta cioè segni di attività, come una debole chioma di gas e polveri attorno al nucleo, tipica dei corpi ghiacciati che si avvicinano al Sole e iniziano a riscaldarsi.
Studiare la composizione di questa «coda» è particolarmente interessante, perché offre indizi sui materiali di cui è fatto un oggetto formatosi attorno a un’altra stella, forse miliardi di anni fa.
Perché è importante per la scienza
Gli oggetti interstellari sono, in un certo senso, dei campioni gratuiti provenienti da altri angoli della galassia. Non potendo raggiungere direttamente altri sistemi stellari, gli scienziati possono studiare questi visitatori per capire come si formano i pianeti e le comete altrove. Ogni dettaglio aiuta a confrontare il nostro Sistema solare con il resto dell’universo.

Cosa sappiamo e cosa resta da capire
È importante distinguere ciò che è confermato da ciò che è ancora in fase di studio. È accertato che 3I/ATLAS abbia un’origine interstellare e mostri attività cometaria. Molti altri dettagli, come le dimensioni precise, la composizione dettagliata e la sua storia, sono ancora oggetto di ricerca e potranno essere chiariti solo con ulteriori osservazioni e analisi.
La prudenza degli scienziati
Attorno a oggetti così insoliti nascono spesso ipotesi suggestive, comprese quelle più fantasiose. La comunità scientifica invita alla cautela: le spiegazioni naturali, come quella di una cometa interstellare, restano le più solide finché nuovi dati non dimostrino il contrario.
Come vengono studiati questi oggetti
Per analizzare un visitatore interstellare gli astronomi usano telescopi terrestri e spaziali, misurandone luce, colore e spettro. Lo spettro, in particolare, funziona come un’impronta digitale: permette di dedurre quali elementi e molecole sono presenti. Il tempo a disposizione è però limitato, perché questi corpi attraversano rapidamente il Sistema solare.

Uno sguardo al futuro
La scoperta di 3I/ATLAS, dopo ʻOumuamua e Borisov, suggerisce che questi visitatori potrebbero essere più comuni di quanto si pensasse: semplicemente, fino a poco tempo fa non avevamo strumenti abbastanza sensibili per individuarli. Con telescopi sempre più potenti, gli astronomi si aspettano di scoprirne altri negli anni a venire. Chi ama l’astronomia può leggere anche della gigantesca struttura cosmica chiamata Big Ring.
Domande frequenti su 3I/ATLAS
Che cos’è 3I/ATLAS?
È il terzo oggetto interstellare confermato, cioè un corpo celeste proveniente da fuori del Sistema solare, individuato da un programma di sorveglianza del cielo.
Da dove viene?
Da un altro sistema stellare della nostra galassia. La sua orbita aperta indica che sta solo attraversando il Sistema solare e non vi resterà.
È una cometa o un asteroide?
Le osservazioni indicano caratteristiche cometarie, con segni di attività come una debole chioma di gas e polveri attorno al nucleo.
È pericoloso per la Terra?
No. Si tratta di un oggetto lontano e di passaggio, studiato dagli astronomi senza che rappresenti una minaccia per il nostro pianeta.
Perché è importante studiarlo?
Perché offre l’occasione rara di analizzare materiale formatosi attorno a un’altra stella, aiutando a capire come nascono pianeti e comete nella galassia.
Ci sono stati altri oggetti simili?
Sì, prima di 3I/ATLAS gli astronomi avevano confermato 1I/ʻOumuamua nel 2017 e la cometa 2I/Borisov nel 2019.
Per approfondire, con le dovute cautele sui dati ancora in aggiornamento, si può consultare la voce dedicata a 3I/ATLAS su Wikipedia.