Il verme di velluto: il predatore che cattura le prede sparando colla

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Immagina un piccolo animale vellutato, lungo pochi centimetri, che avanza lento nel sottobosco umido. Quando incontra una preda non la insegue: la immobilizza a distanza spruzzando due getti di colla vischiosa. È il verme di velluto, o onicoforo, uno dei predatori più sorprendenti e antichi del pianeta, quasi sconosciuto al grande pubblico.

Che cos’è il verme di velluto

Il verme di velluto è un piccolo invertebrato terrestre che appartiene al gruppo degli onicofori (dal greco «che porta artigli»). Nonostante il nome, non è un vero verme: forma un ramo evolutivo a sé, con circa 200 specie viventi note, distribuite soprattutto nelle regioni umide dell’emisfero australe, dal Sudamerica all’Australia, dalla Nuova Zelanda al Sudafrica, fino ai Caraibi.

Il corpo è morbido, allungato e ricoperto da una cuticola finemente rugosa che, alla luce, appare come velluto: da qui il nome comune. Lungo i fianchi si allineano numerose paia di zampe tozze e coniche, chiamate lobopodi, che non hanno articolazioni rigide ma funzionano come piccole sacche gonfiate dalla pressione interna. In testa spiccano due antenne sensibili e, ai lati della bocca, due appendici che nascondono l’arma segreta dell’animale.

Perché si chiama «di velluto»

La superficie del corpo è coperta da minuscole scaglie e papille che diffondono la luce e assorbono facilmente l’acqua, dando quell’aspetto opaco e morbido tipico del velluto. Non è solo estetica: quella pelle idrorepellente aiuta l’animale a muoversi nel fango e tra le foglie marce senza restare impigliato.

Muschio e foglie sul suolo di una foresta pluviale
Il verme di velluto vive nascosto nel sottobosco umido delle foreste. — Foto: 高 长华 / Pexels

Un corpo a metà strada tra vermi e insetti

Gli onicofori affascinano i biologi perché occupano una posizione evolutiva particolare. Insieme ai tardigradi e agli artropodi (insetti, ragni, crostacei) formano un grande raggruppamento chiamato Panarthropoda. In pratica, il verme di velluto è un lontano «cugino» degli insetti, ma ha conservato un corpo molle e senza scheletro esterno rigido.

Questa combinazione di caratteri antichi e moderni ne fa un soggetto prezioso per capire come si siano evoluti gli arti e i sistemi nervosi degli animali. Chi volesse approfondire la classificazione può consultare la voce «onicofori» dell’Enciclopedia Treccani, una fonte autorevole in italiano.

L’arma segreta: la colla sparata a distanza

La caratteristica più spettacolare del verme di velluto è il modo in cui caccia. Quando individua una preda (piccoli insetti, ragni, termiti, isopodi) grazie alle antenne e alla percezione delle vibrazioni, si avvicina con calma e poi spruzza due getti di colla dalle papille orali.

I getti possono raggiungere anche una decina di centimetri di distanza e vengono lanciati con un movimento oscillante rapidissimo delle papille, che disperde il fluido in un ventaglio di filamenti. Il risultato è una sorta di rete appiccicosa che avvolge e immobilizza la vittima, lasciando all’onicoforo tutto il tempo di avvicinarsi e mordere con le sue piccole mandibole.

Come funziona la colla

Il fluido è composto in gran parte da acqua e da proteine che, a contatto con l’aria e con la preda, si trasformano in fili elastici che induriscono in fretta. È un meccanismo efficiente e, sorprendentemente, poco dispendioso: dopo il pasto l’animale mangia anche la colla essiccata, recuperando così le preziose proteine investite nell’attacco. Nulla va sprecato.

Corteccia e muschio nel sottobosco umido
Muschio e legno marcescente sono l'habitat ideale degli onicofori. — Foto: 高 长华 / Pexels

La caccia in gruppo: una vita sociale inattesa

Per molto tempo si è pensato che gli onicofori fossero animali solitari. Poi lo studio di una specie australiana, Euperipatoides rowelli, ha rivelato qualcosa di raro tra gli invertebrati: la caccia in gruppo. Diversi individui possono attaccare insieme una preda più grande e poi nutrirsi seguendo un ordine gerarchico preciso.

In questi gruppi la femmina dominante mangia per prima, seguita dagli altri individui in base al rango. Terminato il pasto, gli animali si aggrappano l’uno all’altro prima di disperdersi. È un comportamento sociale complesso e del tutto inaspettato in un animale così antico e apparentemente «semplice».

Come respira e perché vive sempre nascosto

Il verme di velluto respira attraverso un sistema di sottili canali interni, le trachee, che si aprono in numerosi piccoli fori sulla superficie del corpo. C’è però un problema: questi fori non si possono chiudere. Di conseguenza l’animale perde acqua molto facilmente e rischia di disidratarsi in poche ore.

Ecco perché gli onicofori vivono nascosti sotto tronchi marci, foglie e pietre, in ambienti costantemente umidi, e diventano attivi soprattutto di notte o dopo la pioggia. La luce e l’aria secca sono i loro nemici principali.

Riproduzione: uova, piccoli vivi e persino una «placenta»

Anche la riproduzione degli onicofori è insolitamente varia. Alcune specie depongono uova, altre trattengono le uova nel corpo fino alla schiusa, e altre ancora partoriscono piccoli già formati. In diversi casi gli embrioni vengono nutriti dalla madre attraverso strutture simili a una placenta, un tratto raro tra gli invertebrati e più tipico dei mammiferi.

Fitta foresta pluviale umida
L'umidità costante è essenziale per la sopravvivenza del verme di velluto. — Foto: Rafael Rodrigues / Pexels

Un progetto antico: parenti nel Cambriano

Gli onicofori sono spesso definiti «fossili viventi», un’espressione da usare con cautela ma che rende l’idea. Il loro piano corporeo, con il corpo molle e le zampe non articolate, ricorda quello di alcuni animali marini vissuti oltre 500 milioni di anni fa, nel Cambriano, come i celebri lobopodi dei giacimenti fossili canadesi. Studiare i vermi di velluto di oggi aiuta quindi a interpretare forme di vita lontanissime nel tempo.

La colla che ispira la scienza

La particolare colla degli onicofori interessa molto anche i ricercatori. È un materiale biologico che passa in modo rapido e reversibile dallo stato liquido a quello di fibra solida, e poi può tornare a sciogliersi in acqua. Caratteristiche del genere sono studiate per sviluppare adesivi biodegradabili e materiali intelligenti, ispirati direttamente alla natura.

Se ti affascinano gli animali con abilità fuori dal comune, potresti trovare curioso anche scoprire perché i wombat fanno la cacca a forma di cubo, un altro caso in cui la biologia sfida l’intuito.

Domande frequenti sul verme di velluto

Il verme di velluto è pericoloso per l’uomo?

No. La sua colla serve per catturare piccoli invertebrati e non rappresenta alcun pericolo per le persone. Gli onicofori sono animali timidi, lenti e difficilissimi da incontrare.

Quanto è grande un onicoforo?

La maggior parte delle specie misura tra 1 e 8 centimetri, anche se alcune possono superare i 15 centimetri di lunghezza.

Perché non è un vero verme?

Perché non appartiene ai gruppi di veri vermi: ha zampe, antenne e un’organizzazione del corpo che lo colloca vicino agli artropodi e ai tardigradi, in un ramo evolutivo separato.

Come fa a sparare la colla così lontano?

Grazie a due papille poste ai lati della bocca che oscillano velocissime, spruzzando il fluido in un ventaglio di filamenti appiccicosi che possono raggiungere diversi centimetri.

Dove vivono i vermi di velluto?

Prediligono foreste e ambienti umidi dell’emisfero australe, nascosti sotto legno marcescente, foglie e pietre, dove l’umidità resta alta.

Perché sono importanti per gli scienziati?

Perché conservano caratteri evolutivi molto antichi e producono una colla dalle proprietà uniche, utile come modello per nuovi materiali adesivi biodegradabili.