La cornacchia di Pordenone salvata dal TAR

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C’è una piccola storia a lieto fine che arriva dal Friuli-Venezia Giulia e che ha fatto sorridere tutta Italia. Una cornacchia diventata famosa per la sua indole battagliera è stata definitivamente salvata: il Tribunale amministrativo regionale ha annullato l’ordinanza comunale che ne prevedeva l’abbattimento. Una vicenda che parla di diritti degli animali, buona amministrazione e buon senso.

Che cosa è successo a Pordenone

Nella primavera del 2026, in un’area verde della città di Pordenone, una cornacchia grigia aveva iniziato a comportarsi in modo insolitamente aggressivo verso i passanti. L’uccello puntava soprattutto chi si avvicinava a un albero preciso: quello dove si trovava il nido con i suoi piccoli. Un comportamento, va detto subito, del tutto naturale per un genitore che difende la prole.

Le segnalazioni di cittadini spaventati, però, avevano spinto il Comune a intervenire. Con una serie di ordinanze, il sindaco aveva autorizzato l’abbattimento del volatile per ragioni di sicurezza pubblica. È a quel punto che la vicenda ha preso una piega diversa.

Il ricorso delle associazioni animaliste

Diverse associazioni per la protezione degli animali hanno impugnato le ordinanze davanti al Tribunale amministrativo regionale, il TAR del Friuli-Venezia Giulia. La loro tesi era semplice e solida: prima di ricorrere a una misura estrema e irreversibile come l’abbattimento, occorreva verificare tutte le alternative non letali disponibili.

Le opzioni non mancavano: dalla delimitazione temporanea dell’area attorno al nido, alla semplice attesa dell’involo dei piccoli, dopo il quale l’aggressività dei genitori svanisce naturalmente nel giro di poche settimane.

Corvide intelligente nel suo ambiente naturale
Corvide intelligente nel suo ambiente naturale (foto: Pexels)

La decisione del TAR

Il giudice amministrativo ha dato ragione agli animalisti. Già in un primo momento erano state sospese le ordinanze; poi, con la decisione depositata a fine luglio 2026, il TAR ha annullato definitivamente il provvedimento di abbattimento, accogliendo in parte il ricorso delle associazioni.

Secondo i giudici, l’istruttoria condotta dal Comune era insufficiente. In particolare erano mancati alcuni passaggi fondamentali: il parere dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, una valutazione approfondita delle soluzioni non letali e la considerazione delle conseguenze che l’uccisione dell’adulto avrebbe avuto sui pulcini ancora nel nido.

Perché è una buona notizia

Al di là dell’affetto per un singolo uccello diventato suo malgrado una piccola celebrità, la vicenda ha un valore che va oltre il caso specifico. Ci ricorda che anche di fronte a un problema reale di convivenza tra uomo e fauna selvatica esistono quasi sempre soluzioni proporzionate, che non passano dall’eliminazione dell’animale.

La decisione ribadisce inoltre un principio importante: le amministrazioni devono motivare con cura i propri provvedimenti, soprattutto quando incidono in modo irreversibile su un essere vivente. Non basta la percezione di un pericolo; servono dati, pareri tecnici e la dimostrazione che non c’erano altre strade.

La cornacchia grigia, un uccello intelligente

La protagonista di questa storia appartiene a una specie tra le più intelligenti in circolazione. I corvidi, la famiglia che comprende cornacchie, corvi, gazze e taccole, sono noti per capacità cognitive straordinarie: risolvono problemi, usano strumenti, riconoscono i volti umani e ricordano chi li ha trattati bene o male.

Proprio questa memoria dei volti spiega perché un corvide possa “prendersela” in modo mirato con determinati passanti percepiti come una minaccia. Non è cattiveria: è una forma sofisticata di protezione del territorio e della famiglia. Abbiamo raccolto altri comportamenti sorprendenti di questi animali in cinque cose sorprendenti sui corvi.

Cornacchia in volo tra gli alberi
Cornacchia in volo tra gli alberi (foto: Pexels)

Come comportarsi con un uccello che difende il nido

Gli episodi come quello di Pordenone sono più comuni di quanto si pensi, soprattutto in primavera. Ecco alcune indicazioni utili se ci si imbatte in un uccello territoriale:

  • Evitare di avvicinarsi all’albero o al punto dove si trova il nido, cambiando percorso se possibile.
  • Non reagire con gesti bruschi: l’aggressività dell’animale diminuisce se non viene provocato.
  • Ricordare che il comportamento è temporaneo e cessa quando i piccoli lasciano il nido.
  • Segnalare la situazione, se necessario, agli enti competenti che possono valutare misure di prevenzione.

Un simbolo di convivenza possibile

La cornacchia di Pordenone, con la sua tenace difesa del nido, è diventata suo malgrado il simbolo di una convivenza possibile tra città e natura. La sua storia dimostra che, con un po’ di pazienza e le decisioni giuste, uomini e animali selvatici possono condividere gli stessi spazi urbani senza che qualcuno debba rimetterci la vita.

Corvo che osserva l'ambiente circostante
Corvo che osserva l'ambiente circostante (foto: Pexels)

Domande frequenti

Perché la cornacchia di Pordenone era diventata aggressiva?

Stava difendendo il proprio nido e i piccoli da chi si avvicinava troppo. È un comportamento del tutto naturale e stagionale, tipico di molti uccelli durante il periodo della nidificazione in primavera.

Che cosa aveva deciso il Comune?

Il sindaco aveva emesso alcune ordinanze che autorizzavano l’abbattimento del volatile per ragioni di sicurezza pubblica, dopo le segnalazioni dei cittadini.

Perché il TAR ha annullato l’ordinanza?

Perché l’istruttoria del Comune è stata giudicata insufficiente: mancavano il parere dell’ISPRA, una valutazione seria delle alternative non letali e la considerazione delle conseguenze sui pulcini ancora nel nido.

Che cos’è il TAR?

Il Tribunale amministrativo regionale è l’organo di giustizia che giudica i ricorsi dei cittadini e delle associazioni contro gli atti della pubblica amministrazione, come le ordinanze comunali.

Esistevano davvero delle alternative all’abbattimento?

Sì. Tra le soluzioni possibili c’erano la delimitazione temporanea dell’area attorno al nido e la semplice attesa dell’involo dei piccoli, dopo il quale l’aggressività dei genitori cessa naturalmente.

Le cornacchie sono animali pericolosi?

No. Sono uccelli intelligenti e generalmente schivi. Possono mostrarsi territoriali solo nel breve periodo in cui proteggono il nido, ma non rappresentano un pericolo reale per l’uomo.

La notizia è stata riportata dalle principali testate nazionali: puoi leggere il resoconto dell’ANSA sul TAR che ha salvato la cornacchia di Pordenone.