Il primo bug informatico era una vera falena

Condividi l'articolo

Ogni volta che un’app si blocca o un programma va in tilt, diciamo che c’è un “bug”. È un termine ormai universale, ma dietro c’è un aneddoto sorprendente: uno dei primi “bug” della storia dell’informatica fu una vera falena, in carne e ali, rimasta intrappolata dentro un computer nel 1947. E quell’insetto è conservato ancora oggi in un museo.

Che cos’è un “bug” informatico

Nel linguaggio dell’informatica, un “bug” è un errore, un difetto in un programma o in un sistema che ne provoca il malfunzionamento. La parola inglese bug significa letteralmente “insetto” o “cimice”. Un nome curioso per un concetto tanto tecnico: perché mai un errore di software dovrebbe chiamarsi come un piccolo animale?

La risposta più celebre – anche se, come vedremo, non del tutto esatta – ci porta in un laboratorio universitario americano di quasi ottant’anni fa, e ha per protagonista una vera falena.

9 settembre 1947: la falena nel calcolatore

Siamo all’Università di Harvard. Un gruppo di ingegneri sta lavorando al Mark II, un enorme calcolatore elettromeccanico grande come una stanza. A un certo punto la macchina comincia a dare risultati sbagliati. I tecnici si mettono a cercare il guasto, componente per componente.

La causa, incredibilmente, è un insetto: una falena si è infilata all’interno di uno dei relè, i piccoli interruttori elettromeccanici del computer, bloccandone il funzionamento. Gli operatori la rimuovono con cura e, con spirito goliardico, la incollano con del nastro adesivo sul registro di laboratorio.

Che cos’era il computer Mark II

Per capire come una falena potesse fermare un computer, bisogna immaginare le macchine dell’epoca. Il Mark II non aveva microchip: funzionava con migliaia di relè meccanici, contatti fisici che si aprivano e chiudevano. Spazi aperti, parti in movimento e il calore emanato dall’apparecchio erano un invito perfetto per gli insetti. Bastava che uno di essi finisse nel posto sbagliato per mandare in confusione l’intero calcolo.

“First actual case of bug being found”

Accanto alla falena, sul registro, qualcuno annotò una frase destinata a diventare leggendaria: “First actual case of bug being found”, cioè “Primo caso reale di bug effettivamente trovato”. È una battuta: chi la scrisse sapeva benissimo che il termine “bug” esisteva già, e giocava sul fatto che stavolta il “bug” era un insetto in carne e ossa.

Vecchio registro di laboratorio con annotazioni scritte a mano
Sul registro fu annotata la frase «First actual case of bug being found».

Chi era Grace Hopper

La storia è quasi sempre associata a Grace Hopper, una delle figure più importanti nella nascita dell’informatica. Ufficiale della Marina degli Stati Uniti e matematica di talento, Hopper fu tra i pionieri della programmazione e contribuì allo sviluppo dei primi linguaggi comprensibili all’uomo, gettando le basi di ciò che sarebbe diventato il COBOL.

Hopper faceva parte del gruppo di lavoro su quei calcolatori e amava raccontare l’episodio della falena, contribuendo a renderlo celebre. Per questo il suo nome è per sempre legato al “primo bug” della storia, anche se non fu materialmente lei a incollare l’insetto nel registro.

Ma aveva davvero inventato la parola “bug”?

Ed eccoci al punto più interessante, quello che spesso viene frainteso: la falena del 1947 non è l’origine della parola “bug”. Il termine era già usato molto prima per indicare guasti e difetti tecnici. Lo impiegava, per esempio, Thomas Edison già alla fine dell’Ottocento per riferirsi ai problemi delle sue invenzioni.

La vicenda di Harvard, quindi, non ha “inventato” nulla: ha però regalato alla parola un aneddoto perfetto, un caso in cui il “bug” era letteralmente un insetto. Un incontro tanto buffo tra linguaggio e realtà da diventare un simbolo. È lo stesso tipo di curiosità storica che si nasconde dietro tanti oggetti quotidiani, come abbiamo visto raccontando perché le monete hanno il bordo zigrinato e cosa c’entra Newton.

Perché diciamo “debug”

Da “bug” deriva un altro termine che ogni programmatore conosce bene: debug, cioè l’operazione di cercare ed eliminare gli errori da un programma. Letteralmente significa “togliere l’insetto”. Anche questa espressione fu diffusa proprio nell’ambiente in cui lavorava Grace Hopper, a conferma di quanto quella cultura goliardica abbia lasciato il segno nel linguaggio che usiamo ancora oggi.

Antico computer con relè e circuiti elettromeccanici
Il Mark II funzionava con migliaia di relè meccanici: un invito perfetto per gli insetti.

La falena oggi: conservata al museo

La cosa più affascinante è che quel piccolo insetto non è andato perduto. La pagina del registro con la falena incollata è conservata negli Stati Uniti, allo Smithsonian’s National Museum of American History di Washington. È a tutti gli effetti un pezzo di storia dell’informatica: la prova fisica, appiccicata con lo scotch, del giorno in cui un vero insetto fece impazzire un computer. Chi vuole approfondire può leggere l’articolo dello Smithsonian Magazine dedicato alla storia.

Perché questa storia ci piace tanto

La vicenda della falena continua a essere raccontata perché unisce due mondi lontanissimi: la fredda logica dei computer e la casualità della natura. Ci ricorda che, agli albori dell’era digitale, le macchine erano oggetti fisici, ingombranti e vulnerabili persino a un insetto di passaggio. Ed è un bel promemoria del fatto che dietro ogni parola tecnica che usiamo ogni giorno può nascondersi una piccola, sorprendente storia.

Falena posata su una superficie chiara
La pagina con la falena è conservata allo Smithsonian di Washington.

Domande frequenti

È vero che il primo bug informatico era un insetto?

Sì, nel senso letterale: il 9 settembre 1947, ad Harvard, una falena bloccò un relè del computer Mark II e venne incollata nel registro di laboratorio come “primo caso reale di bug trovato”.

La parola “bug” nasce da quella falena?

No. Il termine “bug” per indicare guasti tecnici era già in uso da decenni, impiegato anche da Thomas Edison. L’episodio del 1947 è però l’aneddoto più famoso legato alla parola.

Che ruolo ha avuto Grace Hopper?

Faceva parte del gruppo che lavorava a quei calcolatori e rese celebre l’episodio raccontandolo. È una delle pioniere dell’informatica, tra le madri dei primi linguaggi di programmazione.

Cosa significa “debug”?

Significa cercare ed eliminare gli errori da un programma. Letteralmente vuol dire “togliere l’insetto” e deriva proprio dal termine “bug”.

Dove si trova oggi la famosa falena?

La pagina del registro con l’insetto è conservata allo Smithsonian’s National Museum of American History, a Washington, negli Stati Uniti.

Che computer era il Mark II?

Un grande calcolatore elettromeccanico degli anni Quaranta, basato su migliaia di relè meccanici anziché su microchip: per questo un insetto poteva davvero bloccarne il funzionamento.