5 cose sorprendenti sull’arcobaleno

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L’arcobaleno è uno dei fenomeni naturali più amati: basta un po’ di pioggia e un raggio di sole per veder comparire in cielo una striscia di colori. Ma dietro a questa immagine familiare si nascondono dettagli davvero curiosi. Ecco cinque cose sorprendenti sull’arcobaleno, spiegate in modo semplice.

Come si forma un arcobaleno

Prima di scoprire le curiosità, ripassiamo le basi. L’arcobaleno nasce quando la luce del Sole attraversa le gocce di pioggia sospese nell’aria. Ogni goccia si comporta come un minuscolo prisma: la luce entra, viene deviata (rifratta), si riflette all’interno della goccia e viene deviata di nuovo all’uscita.

Poiché i diversi colori che compongono la luce bianca vengono deviati con angoli leggermente diversi, si separano formando la sequenza che conosciamo: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Il fenomeno riguarda il comportamento della luce e del colore, un tema che esploriamo anche chiedendoci di che colore è uno specchio.

1. Nessuno vede lo stesso arcobaleno

Sembra incredibile, ma è così: l’arcobaleno che vedi tu è diverso da quello che vede la persona accanto a te. Questo perché l’arcobaleno non è un oggetto fisico collocato in un punto preciso del cielo, ma un effetto ottico che dipende dalla posizione dell’osservatore.

Ogni occhio riceve la luce da un insieme di gocce diverse, in base all’angolo con cui i raggi arrivano. Cambiando anche solo di poco la posizione, cambia l’arcobaleno. In un certo senso, ognuno ha il suo arcobaleno personale.

Arcobaleno che attraversa il cielo con nuvole
L’arcobaleno dipende dalla posizione di chi lo osserva.

2. In realtà è un cerchio completo

Da terra vediamo l’arcobaleno come un arco, ma la sua forma reale è quella di un cerchio completo. Non lo percepiamo interamente perché l’orizzonte e il terreno ne nascondono la parte inferiore.

Chi vola in aereo o si trova in cima a una montagna, in condizioni favorevoli, può a volte osservare l’arcobaleno come un anello chiuso. È la prova che l’arco che vediamo di solito è solo una porzione della figura completa.

3. Il doppio arcobaleno e i colori invertiti

A volte, sopra l’arcobaleno principale, ne compare un secondo più tenue. È il cosiddetto arcobaleno secondario, causato da una doppia riflessione della luce all’interno delle gocce.

La cosa curiosa è che in questo secondo arco l’ordine dei colori è invertito rispetto al primo: il rosso, che nell’arcobaleno principale sta in alto, nel secondario si trova in basso. La fascia di cielo più scura tra i due archi ha persino un nome: banda di Alessandro, dal filosofo che la descrisse molti secoli fa.

Doppio arcobaleno su una vallata
Visto dall’alto, l’arcobaleno può apparire come un cerchio completo.

4. Esistono gli arcobaleni di Luna

Gli arcobaleni non compaiono solo di giorno. Di notte, quando la Luna è abbastanza luminosa e ci sono gocce d’acqua nell’aria, può formarsi un arcobaleno lunare, chiamato anche moonbow.

La luce della Luna è molto più debole di quella del Sole, perciò questi arcobaleni appaiono spesso quasi bianchi ai nostri occhi, che di notte faticano a distinguere i colori. Sono fenomeni rari e affascinanti, visibili soprattutto vicino a cascate o in zone molto buie.

5. Non potrai mai raggiungerne la fine

La leggenda vuole che alla fine dell’arcobaleno ci sia una pentola d’oro, ma la fisica ci dice che quella “fine” non esiste come luogo reale. Poiché l’arcobaleno dipende dalla posizione di chi guarda, man mano che ci si sposta anche l’arcobaleno si sposta.

Per questo, per quanto si cammini o si corra verso di esso, la sua estremità sembrerà sempre allontanarsi. È un traguardo, letteralmente, irraggiungibile.

Altre curiosità sull’arcobaleno

Esistono anche arcobaleni particolari, come quelli rossastri che a volte si vedono al tramonto, quando la luce solare attraversa più atmosfera e i toni caldi prevalgono. Altre volte, sotto l’arco principale, compaiono sottili archi aggiuntivi chiamati archi soprannumerari, dovuti a fenomeni ottici più complessi.

Perché l’arcobaleno ci affascina da sempre

Fin dall’antichità l’arcobaleno ha ispirato miti e leggende in ogni cultura, spesso visto come un ponte tra cielo e terra. Oggi sappiamo che è il risultato di semplici leggi della fisica, ma la sua bellezza continua a incantare grandi e piccoli.

Domande frequenti sull’arcobaleno

Perché l’arcobaleno ha sette colori?

La luce bianca del Sole contiene tutti i colori, che vengono separati dalle gocce di pioggia. La suddivisione in sette è una convenzione: in realtà i colori sfumano l’uno nell’altro con continuità.

Perché l’arcobaleno appare dopo la pioggia?

Perché servono gocce d’acqua sospese nell’aria e, allo stesso tempo, la luce del Sole. Questa combinazione si verifica spesso subito dopo un temporale.

Si può vedere un arcobaleno anche senza pioggia?

Sì. Basta che ci siano goccioline d’acqua nell’aria: capita vicino a cascate, fontane o spruzzi, illuminati dal Sole.

Perché di notte gli arcobaleni sembrano bianchi?

La luce lunare è debole e i nostri occhi, al buio, distinguono male i colori. Per questo i moonbow appaiono spesso quasi privi di colore.

Da dove nasce la banda scura tra i due archi?

È la banda di Alessandro: la regione tra arcobaleno primario e secondario dove arriva meno luce, perciò appare più scura del resto del cielo.

È vero che ognuno vede un arcobaleno diverso?

Sì. L’arcobaleno dipende dalla posizione dell’osservatore, quindi ogni persona ne vede uno leggermente diverso.

Arcobaleno luminoso sopra colline al tramonto
Nel doppio arcobaleno l’ordine dei colori è invertito.

Per approfondire la fisica del fenomeno puoi consultare la voce Arcobaleno su Wikipedia.