I pipistrelli ospitano molti virus senza ammalarsi gravemente, e da tempo gli scienziati si chiedono perché. Uno studio pubblicato su Science Advances aggiunge un tassello importante: alcuni pipistrelli possiedono un sistema di produzione degli anticorpi mai osservato prima nei mammiferi. Vediamo cosa hanno scoperto i ricercatori, con la giusta cautela.
Il mistero dei pipistrelli e dei virus
I pipistrelli sono animali straordinari, unici mammiferi capaci di volo attivo. Da anni la comunità scientifica studia una loro caratteristica particolare: molte specie convivono con diversi virus senza sviluppare malattie gravi, mentre gli stessi agenti, in altri animali, possono risultare pericolosi.
Capire come i pipistrelli riescano in questa “convivenza” non è solo una curiosità biologica: potrebbe aiutare a comprendere meglio il funzionamento dei sistemi immunitari e i meccanismi con cui alcuni virus si diffondono. Se vuoi conoscere altri aspetti affascinanti di questi animali, trovi molte informazioni in 5 cose sorprendenti sui pipistrelli.
La nuova scoperta
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto da ricercatori della Tulane University insieme a collaboratori della Stanford University e dei Centri statunitensi per il controllo delle malattie (CDC), oltre 500 specie di pipistrelli della grande famiglia dei vespertilionidi possiedono due distinti insiemi di geni per la produzione degli anticorpi.
È una disposizione mai documentata prima in nessun mammifero. Negli esseri umani e negli altri mammiferi noti, infatti, gli anticorpi vengono costruiti a partire da un unico insieme di geni. Questi pipistrelli, invece, ne avrebbero due separati.

Che cosa sono gli anticorpi
Per capire la portata della scoperta è utile un ripasso. Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per riconoscere e neutralizzare agenti estranei, come virus e batteri. La loro grande varietà permette all’organismo di rispondere a un’enorme quantità di minacce diverse.
La diversità degli anticorpi dipende in gran parte dai geni che li codificano: più ricco e flessibile è il “repertorio” genetico, più ampia è la capacità di risposta. È proprio su questo punto che i pipistrelli studiati mostrano qualcosa di inedito.
Due sistemi, due strategie
Nei pipistrelli analizzati i due insiemi di geni non svolgono lo stesso compito. Nel caso del grande pipistrello bruno, una specie comune del Nord America, uno dei due gruppi contiene un numero ridotto di geni, l’altro molto più elevato.
Secondo i ricercatori, i due sistemi seguirebbero approcci complementari:
- uno tende a perfezionare gli anticorpi fino a farli aderire con grande precisione a un singolo bersaglio;
- l’altro parte da una base più ampia e produce anticorpi più “generalisti”, capaci di riconoscere molti bersagli in modo meno specifico.
Avere entrambe le strategie a disposizione potrebbe offrire una flessibilità immunitaria particolarmente ampia.

Un’ipotesi, non ancora una certezza
È importante distinguere ciò che è stato osservato da ciò che resta da dimostrare. Il dato solido è la presenza dei due insiemi genici. L’idea che questa caratteristica spieghi la particolare tolleranza ai virus è invece un’ipotesi, plausibile ma ancora da confermare con ulteriori ricerche.
Gli stessi autori invitano alla prudenza: capire davvero come funziona questo doppio sistema, e quale ruolo abbia nella difesa dai virus, richiederà nuovi studi. La scienza procede così, un passo alla volta, verificando le ipotesi con esperimenti successivi.
Perché la scoperta è interessante
Anche senza risposte definitive, il risultato è rilevante per diversi motivi. Mostra che l’evoluzione ha “inventato” soluzioni immunitarie diverse da quelle finora conosciute, e ricorda quanto resti da scoprire persino su animali comuni come i pipistrelli.
Inoltre, studiare sistemi immunitari così particolari può ispirare, in prospettiva, nuove idee nel campo della ricerca biomedica. Si tratta però di possibilità future, non di applicazioni immediate.
L’importanza di studiare (e proteggere) i pipistrelli
I pipistrelli svolgono ruoli ecologici fondamentali: impollinano piante, disperdono semi e controllano le popolazioni di insetti. Comprenderne la biologia significa anche capire meglio gli ecosistemi in cui viviamo. Proteggere questi animali, spesso ingiustamente temuti, è quindi importante sia per la natura sia per la ricerca scientifica.
Domande frequenti
Che cosa hanno scoperto i ricercatori?
Che oltre 500 specie di pipistrelli vespertilionidi possiedono due distinti insiemi di geni per gli anticorpi, una disposizione mai vista prima nei mammiferi.
Dove è stato pubblicato lo studio?
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances, con ricercatori di Tulane University, Stanford University e dei CDC statunitensi.
Perché i pipistrelli non si ammalano come noi?
È ancora oggetto di studio. La presenza di due sistemi di anticorpi è un’ipotesi tra quelle che potrebbero contribuire a spiegare la loro tolleranza ai virus.
Questa scoperta ha applicazioni mediche immediate?
No. Si tratta di ricerca di base: le eventuali ricadute pratiche richiederebbero molti altri studi.
Tutti i pipistrelli hanno questa caratteristica?
Lo studio riguarda la famiglia dei vespertilionidi, molto ampia. Non è detto che valga per tutte le specie di pipistrelli.
Perché è importante studiare i pipistrelli?
Oltre al valore scientifico, i pipistrelli hanno un ruolo ecologico chiave nell’impollinazione, nella dispersione dei semi e nel controllo degli insetti.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Advances. Per una panoramica generale su questi animali puoi consultare la voce Chiroptera su Wikipedia.