El Niño 2026: cos’è, come funziona e gli effetti sull’Italia

Quando un sottile filo di acqua calda comincia a estendersi nel Pacifico equatoriale, qualcosa cambia per il pianeta intero. È il segnale di El Niño, il fenomeno climatico più studiato e più imitato dai modelli meteorologici, capace di alterare le piogge, le temperature e perfino le rotte dei venti a migliaia di chilometri di distanza, Italia inclusa.

Cos’è El Niño in poche parole

El Niño è una fase della cosiddetta oscillazione meridionale (ENSO) che si manifesta con un riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’oceano Pacifico equatoriale, in particolare nella zona compresa fra le coste del Sud America e la linea di cambiamento di data. Quando questo riscaldamento supera una certa soglia per diversi mesi consecutivi, gli scienziati dichiarano ufficialmente che è iniziato un nuovo evento.

Il nome arriva dai pescatori peruviani dell’Ottocento, che notarono come una corrente più calda comparisse intorno al periodo di Natale. Da qui il riferimento a «El Niño», cioè il Bambino Gesù. Solo nel Novecento la scienza ha capito che dietro quella corrente locale si nascondeva un meccanismo planetario.

Come si forma il fenomeno

In condizioni normali, gli alisei spingono l’acqua calda superficiale verso ovest, accumulandola nei pressi di Indonesia e Australia. Sul lato opposto, davanti al Sud America, l’acqua più fresca e ricca di nutrienti risale dalle profondità. Questo equilibrio sostiene la pesca peruviana e regola la pioggia in mezzo mondo.

Quando gli alisei si indeboliscono, l’acqua calda smette di essere spinta verso ovest e ritorna lentamente a est. La conseguenza è una vasta lingua d’acqua più calda del normale che riscalda l’atmosfera sovrastante e modifica la circolazione dei venti su scala globale. È così che inizia un evento di El Niño.

Le acque del Pacifico equatoriale sono al centro del fenomeno ENSO.

El Niño, La Niña e la fase neutra

L’ENSO non ha solo una faccia. Quando il Pacifico equatoriale si raffredda anziché scaldarsi, parliamo di La Niña, che porta effetti spesso opposti rispetto al fratello più caldo. Tra l’una e l’altra esistono fasi neutre, in cui l’oceano resta vicino alla media climatica.

I cicli e la loro durata

Un evento di El Niño dura in genere da nove a dodici mesi, ma può anche prolungarsi. Si presenta in modo irregolare, con una frequenza media compresa fra due e sette anni. Negli ultimi decenni la sua intensità sembra essere cambiata, e proprio per questo è uno dei fenomeni più sorvegliati dai climatologi.

Perché conta così tanto per il clima globale

L’oceano Pacifico copre un terzo della superficie terrestre, perciò qualsiasi sua variazione termica importante si ripercuote sull’atmosfera. Un El Niño forte può alzare la temperatura media globale di alcuni decimi di grado per uno o due anni, contribuendo a battere record di caldo.

Inoltre, il calore liberato in atmosfera modifica la posizione delle grandi correnti a getto, gli «scivoli» d’aria che pilotano le perturbazioni alle nostre latitudini. È un effetto domino che può rendere alcune zone più piovose e altre più siccitose.

Gli effetti tipici nel mondo

Le conseguenze più studiate riguardano:

  • piogge intense e alluvioni in Perù, Ecuador e California meridionale;
  • siccità in Indonesia, Australia orientale e parti del Sud-Est asiatico;
  • inverni più miti nel nord degli Stati Uniti e Canada;
  • stagioni dei tifoni alterate nel Pacifico occidentale.

A questi si aggiungono effetti sulla pesca, sulle barriere coralline e sull’agricoltura, con ricadute economiche che possono valere miliardi di euro a ogni evento intenso.

El Niño altera la circolazione atmosferica e influenza piogge e siccità.

E in Italia? Cosa dobbiamo aspettarci

L’Italia non si trova nel Pacifico, ma è comunque influenzata. Gli effetti arrivano attenuati e mediati da altri fenomeni come l’oscillazione nord-atlantica. Le ricerche mostrano segnali piuttosto deboli, ma riconoscibili in alcuni periodi dell’anno.

Inverno mite o estate variabile?

In genere, durante eventi di El Niño moderati o forti si osservano in Europa autunni leggermente più piovosi nel Mediterraneo centrale e inverni con maggior probabilità di alta pressione sul nord Europa. Sull’Italia ciò può tradursi in alternanza di fasi miti e brusche irruzioni fredde, soprattutto a fine stagione.

Estati più calde a livello globale

L’estate successiva al picco di El Niño tende a essere fra le più calde mai registrate a scala planetaria, perché l’oceano restituisce all’atmosfera il calore accumulato. Questo non significa automaticamente un’estate più calda in Italia, ma aumenta le probabilità di ondate di calore intense.

El Niño e cambiamento climatico

Una domanda ricorrente è se il riscaldamento globale stia rendendo El Niño più forte. Le conclusioni degli ultimi rapporti dell’IPCC indicano che gli eventi estremi di tipo Niño potrebbero diventare più frequenti, anche se è difficile separare il segnale del clima naturale da quello dell’attività umana.

Quel che è chiaro è che la combinazione fra un El Niño potente e un pianeta già più caldo amplifica gli impatti: ondate di calore marine, sbiancamento dei coralli, stagioni di incendi più aggressive.

Le aree tropicali sono fra le più sensibili agli effetti di El Niño.

Come si prevede un El Niño

Le agenzie meteorologiche, dalla NOAA al Copernicus europeo, sorvegliano ogni mese decine di indicatori: temperatura superficiale del mare, profondità dello strato caldo oceanico, intensità degli alisei, pressione atmosferica fra Tahiti e Darwin. Quando più segnali convergono, viene emesso un avviso.

Le previsioni a sei o nove mesi sono ormai affidabili, anche se la cosiddetta «barriera di primavera» rende meno precise le proiezioni nel periodo aprile-maggio, proprio quando il fenomeno spesso prende forma.

Storia degli eventi più memorabili

Alcuni eventi sono entrati nella memoria collettiva. Quello del 1982-83 sorprese gli scienziati per intensità. Quello del 1997-98 è stato uno dei più potenti mai osservati, con effetti devastanti in Sud America. Anche il Niño del 2015-16 è ricordato per aver contribuito ad anni record per la temperatura globale.

Cosa significa El Niño per la nostra vita quotidiana

Senza vivere ai tropici, gli effetti diretti sulla quotidianità italiana sono modesti, ma non assenti. Il prezzo del cacao, del caffè, dello zucchero o del riso può risentirne, perché molte zone produttrici si trovano nelle aree più colpite. Anche il costo di assicurazioni agricole e marittime è influenzato dalla previsione di un Niño forte.

Domande frequenti

Quanto dura un evento di El Niño?

In media tra nove e dodici mesi, ma può prolungarsi fino a un anno e mezzo. La sua massima intensità si registra spesso fra novembre e gennaio.

El Niño causa direttamente uragani in Atlantico?

Tendenzialmente li riduce, perché crea forti venti in quota che disturbano la formazione dei sistemi tropicali sull’Atlantico. È invece più favorevole ai cicloni nel Pacifico orientale.

Quante persone vengono colpite da un Niño forte?

Le stime delle Nazioni Unite parlano di decine di milioni di persone influenzate da siccità o alluvioni durante un evento intenso, soprattutto in Africa orientale, Asia e America Latina.

Esiste un legame con i terremoti?

No. El Niño è un fenomeno climatico-oceanico e non ha una relazione provata con la sismicità. Le correlazioni circolate online non hanno fondamento scientifico.

Si può prevedere con un anno di anticipo?

Le previsioni con sei-nove mesi di anticipo sono sempre più affidabili. A dodici mesi e oltre, l’incertezza resta elevata, soprattutto a causa della «barriera di primavera».

Cosa possiamo fare come cittadini?

Informarsi attraverso fonti scientifiche, evitare allarmismi sui social, e considerare l’effetto del clima sulle proprie scelte di consumo, viaggio e agricoltura. Una società più informata è anche più resiliente. Per gli effetti su salute o lavoro all’aperto, è sempre utile consultare un medico o un esperto di sicurezza in caso di esposizione prolungata al caldo o a forte umidità.

Per altre curiosità su clima e fenomeni naturali in Italia, dai un’occhiata al nostro articolo su il segreto della sputacchina e la sua schiuma protettiva.

Non perderti:

Altri articoli