Il 10 maggio 2026 ricorrono i 95 anni dalla nascita di Ettore Scola, uno dei registi più importanti del cinema italiano del secondo Novecento. Romano d’adozione e di cuore, Scola ha raccontato la commedia all’italiana, la fragilità delle famiglie, le rivoluzioni culturali e la storia del paese, lasciando in eredità capolavori come C’eravamo tanto amati, Una giornata particolare e La famiglia.
Chi era Ettore Scola
Ettore Scola (Trevico, 10 maggio 1931 – Roma, 19 gennaio 2016) è stato un regista, sceneggiatore, fumettista e politico italiano. Cresciuto nella Roma del dopoguerra, è considerato uno degli ultimi maestri della commedia all’italiana, capace di unire ironia e malinconia, satira di costume e ritratto storico, con uno sguardo sempre attento alle classi popolari e alla loro umanità.
Nell’arco di una carriera lunga oltre cinquant’anni, ha firmato circa quaranta film come regista e oltre cento come sceneggiatore. Ha vinto il Premio César in Francia, è stato candidato all’Oscar più volte e ha ricevuto il premio per la regia al Festival di Cannes nel 1976 con Brutti, sporchi e cattivi.
Le origini in Irpinia e l’arrivo a Roma
Scola nasce a Trevico, piccolo comune in provincia di Avellino, e si trasferisce con la famiglia a Roma quando ha cinque anni. Cresce nei quartieri popolari della capitale e da ragazzo collabora con riviste umoristiche come Marc’Aurelio, palestra creativa che ha dato i natali a Federico Fellini, Steno e Age & Scarpelli. È in quegli anni che impara il mestiere della scrittura comica, fatta di tempi, dialoghi e ritratti veloci ma incisivi.

Sceneggiatore prima che regista
Prima di passare alla regia, Scola lavora a lungo come sceneggiatore. In coppia con Ruggero Maccari firma decine di copioni che diventano colonne portanti della commedia all’italiana: Il sorpasso (1962, regia di Dino Risi), I mostri (1963), La marcia su Roma, Il magnifico cornuto, L’arcidiavolo. La sua firma è dietro alcuni dei dialoghi più memorabili del cinema italiano degli anni Sessanta.
Il debutto da regista avviene nel 1964 con Se permettete parliamo di donne, episodio satirico sulla società italiana del boom economico. Da quel momento Scola alterna esordi felici e capolavori, costruendo una filmografia coerente e riconoscibile.
I film che hanno fatto la storia del cinema italiano
C’eravamo tanto amati (1974)
Forse il suo capolavoro più amato. Il film racconta trent’anni di storia italiana attraverso l’amicizia di tre uomini (Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores) che dalla Resistenza al boom economico vedono crollare i loro ideali. Il film è un omaggio dichiarato a Vittorio De Sica, a cui è dedicato. Vinse il Premio César come miglior film straniero.
Brutti, sporchi e cattivi (1976)
Una rappresentazione spietata e grottesca della vita in una baraccopoli alla periferia di Roma. Scola ottiene il premio per la miglior regia al Festival di Cannes. Il protagonista, Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi), è uno dei personaggi più disturbanti e indimenticabili del cinema italiano.
Una giornata particolare (1977)
Forse il film più premiato di Scola. Sophia Loren e Marcello Mastroianni si incontrano in un palazzo romano deserto durante la visita di Hitler a Mussolini, il 6 maggio 1938. Una donna casalinga e un intellettuale antifascista omosessuale si rivelano l’uno all’altra in poche ore. Il film fu candidato a due Oscar e premiato come miglior film straniero ai Golden Globe.
La famiglia (1987)
Ottant’anni di storia italiana visti attraverso le generazioni di una famiglia borghese romana. Vittorio Gassman è straordinario nei panni del protagonista che invecchia di fronte ai nostri occhi. Anche questo film fu candidato all’Oscar.

5 cose da sapere su Ettore Scola
- Era anche un fumettista. Negli anni Cinquanta firmava vignette e umorismo grafico per riviste, e per tutta la vita continuò a disegnare. Molti dei suoi storyboard sono esposti in mostre dedicate.
- Fu deputato comunista. Eletto alla Camera nel 1987, partecipò alla vita politica come parlamentare per il PCI e poi per il PDS. Diceva di voler “occuparsi anche di politica per restituire dignità al lavoro culturale”.
- Aveva un legame fortissimo con Marcello Mastroianni. Lo diresse in nove film, da Dramma della gelosia a Splendor, e lo considerava il suo attore prediletto. Insieme hanno raccontato un’idea di mascolinità italiana fragile, malinconica e ironica.
- Andava poco al cinema. In varie interviste ammise di preferire la lettura, il teatro e il disegno: i suoi film erano nutriti più dalla letteratura e dalla pittura che non dal cinema dei contemporanei.
- Tornò alla regia dopo una lunga pausa. Dopo Gente di Roma (2003) si fermò per dieci anni, per poi tornare nel 2013 con Che strano chiamarsi Federico, ritratto poetico dell’amico Fellini, presentato fuori concorso a Venezia.
Lo stile di Scola: tra commedia e tragedia
Lo sguardo di Scola è inconfondibile. Riesce a trasformare i piccoli gesti della quotidianità in metafore di un’epoca: una cena di famiglia diventa il ritratto di una nazione, un appartamento popolare diventa il palcoscenico della Storia. La sua è una commedia di malinconia, capace di far ridere e di fare male nello stesso istante. Spesso utilizza la struttura corale, che gli permette di dare voce a personaggi opposti senza mai semplificare.
Sul piano formale, Scola è un regista del dettaglio. I suoi piani sequenza, le sue scenografie ricostruite con la complicità di Luciano Ricceri, le scelte di luce di Pasqualino De Santis o Luciano Tovoli sono studiate al millimetro. La macchina da presa pedina i personaggi con discrezione, mai per dovere stilistico, sempre per restituirne l’umanità.

I premi e i riconoscimenti
La carriera di Ettore Scola è costellata di premi. Vinse il Premio César per il miglior film straniero per C’eravamo tanto amati, il premio per la miglior regia a Cannes per Brutti, sporchi e cattivi, il David di Donatello più volte (per Una giornata particolare, La famiglia, La cena), il Nastro d’argento in numerose occasioni e fu candidato all’Oscar per il miglior film straniero per I nuovi mostri, Una giornata particolare, La famiglia e per la sceneggiatura di Una giornata particolare.
Nel 2011 ricevette il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia, riconoscimento simbolico per un autore che ha attraversato cinquant’anni della storia del nostro cinema.
L’eredità di Scola oggi
L’eredità di Scola si misura nel modo in cui il cinema italiano contemporaneo continua a confrontarsi con la commedia, la satira sociale e il ritratto generazionale. Registi come Paolo Virzì, Daniele Luchetti e gli stessi fratelli D’Innocenzo hanno spesso citato Scola tra i loro maestri. Il suo modo di raccontare l’Italia, in bilico tra ironia e disincanto, resta uno dei modelli più studiati nelle scuole di cinema.
Numerose retrospettive in tutta Europa, libri, convegni, restauri dei suoi film più importanti hanno tenuto vivo l’interesse del pubblico. La famiglia Scola, attraverso le figlie Paola e Silvia, ha promosso iniziative per la conservazione e la diffusione del suo lavoro.
Da rivedere oggi: 5 film consigliati
- C’eravamo tanto amati (1974) — l’Italia del dopoguerra in un solo film.
- Brutti, sporchi e cattivi (1976) — durissima parodia delle periferie.
- Una giornata particolare (1977) — Loren e Mastroianni in stato di grazia.
- La terrazza (1980) — l’autoritratto generazionale degli intellettuali italiani.
- La famiglia (1987) — un secolo di storia in un palazzo romano.
Domande frequenti su Ettore Scola
Quando e dove è nato Ettore Scola?
Ettore Scola è nato il 10 maggio 1931 a Trevico, in provincia di Avellino. Si è trasferito a Roma con la famiglia da bambino.
Quando è morto?
È morto a Roma il 19 gennaio 2016 all’età di 84 anni.
Qual è il film più famoso di Scola?
I tre film più celebri sono C’eravamo tanto amati (1974), Una giornata particolare (1977) e La famiglia (1987). Una giornata particolare è considerato da molti critici il suo capolavoro assoluto.
Quanti Oscar ha vinto Scola?
Scola non ha mai vinto l’Oscar, ma ha ricevuto quattro candidature: per I nuovi mostri (1978), Una giornata particolare (1978), per la sceneggiatura di Una giornata particolare e per La famiglia (1988).
Era davvero comunista?
Sì, fu eletto deputato per il Partito Comunista Italiano nel 1987 e fu poi membro del PDS. Difendeva apertamente le sue posizioni politiche, pur considerandosi prima di tutto un cineasta.
Dove vedere oggi i film di Ettore Scola?
Diversi suoi titoli sono disponibili sulle principali piattaforme di streaming italiane (RaiPlay, Mubi, Prime Video, Netflix), oltre che nelle Cineteche e nelle programmazioni di sale d’essai e festival.
Per una scheda biografica completa è disponibile la voce di Wikipedia dedicata a Ettore Scola. Per un’altra storia che racconta l’Italia attraverso un dettaglio quotidiano, leggi il nostro articolo sulla leggenda del tortellino e l’ombelico di Venere.
