In natura quasi nulla ha angoli retti: le forme viventi tendono a curve, sfere e ovali. Eppure esiste un animale che sfida questa regola in modo sorprendente. Il wombat, simpatico marsupiale australiano, produce escrementi a forma di cubo, piccoli dadi quasi perfetti. Non è una leggenda da internet: è un fatto documentato, premiato persino con un Ig Nobel, e per spiegarlo gli scienziati hanno dovuto studiare l’intestino di questi animali. Ecco perché succede davvero.
Chi è il wombat
Il wombat è un marsupiale che vive in Australia e Tasmania. Tozzo, robusto e ricoperto di pelo, può pesare oltre 20 chili e ricorda vagamente un piccolo orso o un grosso roditore. È un instancabile scavatore: costruisce lunghe gallerie sotterranee dove trascorre gran parte della giornata, uscendo soprattutto la notte per nutrirsi di erba, radici e cortecce.
Come tutti i marsupiali, alleva il piccolo in un marsupio, ma con una particolarità curiosa: la sua tasca è rivolta all’indietro, così da non riempirsi di terra mentre scava. Già questo basterebbe a renderlo un animale insolito, ma è ciò che lascia dietro di sé a renderlo famoso nel mondo della scienza.
Il fatto sorprendente: feci a forma di cubo
Il wombat è l’unico animale conosciuto al mondo a produrre escrementi di forma cubica. Ogni notte ne può espellere da 80 a 100, piccoli dadi di circa due centimetri di lato, con spigoli sorprendentemente netti. Per anni la cosa è stata osservata con stupore, ma nessuno sapeva spiegare come fosse possibile: in fondo l’intestino è un tubo, e un tubo dovrebbe produrre forme cilindriche, non cubi.

La scienza risolve il mistero
La spiegazione è arrivata grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori guidato da Patricia Yang e David Hu del Georgia Institute of Technology, negli Stati Uniti. I risultati, presentati per la prima volta nel 2018 e poi pubblicati su una rivista scientifica, hanno svelato il meccanismo dietro questa stranezza. Il segreto non sta nell’ano, come si potrebbe pensare, ma nell’ultimo tratto dell’intestino.
Un intestino non uniforme
Studiando l’apparato digerente di alcuni wombat, i ricercatori hanno scoperto che le pareti dell’ultima parte dell’intestino non hanno la stessa elasticità ovunque. Esistono zone più rigide e zone più cedevoli, disposte in modo alternato. Durante le contrazioni che spingono avanti il contenuto, queste regioni si comportano in modo diverso: le parti più elastiche si allungano, quelle più rigide resistono, e così la massa viene progressivamente modellata fino ad assumere quattro lati piatti e la caratteristica forma a cubo.
La forma si crea nel finale
Secondo lo studio, i cubi prendono forma soltanto nell’ultimo tratto dell’intestino, dove le feci sono ormai compatte. È lì che la diversa rigidità delle pareti scolpisce gli spigoli, un po’ come uno stampo morbido che dà forma a un impasto.
Perché le feci restano così asciutte
Un dettaglio è fondamentale: la digestione del wombat è lentissima e può durare fino a circa due settimane. Questo tempo lunghissimo serve all’animale per estrarre dal cibo la massima quantità possibile di acqua e nutrienti, un adattamento prezioso in un ambiente arido come quello australiano.
Il risultato è che le feci diventano estremamente secche e compatte, quasi solide. Proprio questa consistenza asciutta permette ai cubi di mantenere la loro forma una volta espulsi, senza afflosciarsi.

A cosa serve fare la cacca quadrata
Una forma così insolita non è un capriccio della natura: ha probabilmente una funzione pratica. I wombat usano i propri escrementi per marcare il territorio e comunicare con i simili, depositandoli in punti ben visibili come rocce, tronchi e piccoli rilievi.
Ed ecco il vantaggio del cubo: a differenza di una pallina, non rotola via. Le feci restano dove vengono lasciate, anche su superfici in pendenza, garantendo che il “messaggio” odoroso resti al suo posto. Una soluzione semplice ed elegante a un problema concreto di comunicazione animale.
Un premio scientifico (molto particolare)
La scoperta ha conquistato anche il grande pubblico e nel 2019 ha fruttato ai ricercatori un Ig Nobel, il riconoscimento ironico assegnato a studi che “prima fanno ridere e poi fanno pensare”. Dietro l’apparente bizzarria, infatti, c’è ricerca seria: capire come un tessuto molle possa generare forme con angoli retti interessa l’ingegneria e la manifattura.
Gli stessi studiosi hanno ipotizzato applicazioni concrete, dai nuovi metodi per modellare materiali morbidi fino a possibili strumenti di diagnosi: variazioni nella rigidità dell’intestino umano, infatti, possono essere associate ad alcune patologie. Per chi vuole approfondire i dettagli della ricerca, il fenomeno è raccontato anche da National Geographic in un articolo dedicato.
Australia, terra di animali straordinari
Il wombat si aggiunge alla lunga lista di creature australiane dalle caratteristiche uniche, frutto di milioni di anni di evoluzione in isolamento. Dal marsupio rivolto all’indietro alla digestione lentissima, fino alla cacca cubica, ogni dettaglio racconta uno straordinario adattamento all’ambiente. Se ami questi animali sorprendenti, ti consigliamo anche la storia del diavolo spinoso, il rettile australiano che beve dalla pelle.

Un piccolo dado che insegna molto
La cacca cubica del wombat è il classico esempio di come un dettaglio apparentemente buffo possa nascondere principi scientifici profondi. Ci ricorda che la natura trova soluzioni geniali ai problemi più diversi e che, a volte, basta osservare con attenzione qualcosa che sembra solo curioso per scoprire qualcosa di davvero importante. La prossima volta che pensi che in natura non esistano angoli retti, ricordati del wombat.
Domande frequenti
È vero che i wombat fanno la cacca a forma di cubo?
Sì, è un fatto documentato scientificamente. Il wombat è l’unico animale conosciuto a produrre escrementi cubici, piccoli dadi di circa due centimetri di lato, e ne può espellere da 80 a 100 in una sola notte.
Perché le feci del wombat sono cubiche?
Perché le pareti dell’ultimo tratto del suo intestino hanno zone con diversa elasticità: contraendosi in modo non uniforme, modellano la massa fino a darle quattro lati piatti e la forma di cubo.
A cosa serve la forma a cubo?
Probabilmente a marcare il territorio: i wombat depositano gli escrementi su rocce e tronchi per comunicare, e la forma cubica impedisce loro di rotolare via, mantenendoli in posizione.
Come fanno i cubi a non sbriciolarsi?
La digestione del wombat è lentissima e dura fino a circa due settimane, rendendo le feci molto secche e compatte. Questa consistenza asciutta permette ai cubi di mantenere la forma.
Chi ha scoperto il perché di questo fenomeno?
Un gruppo di ricercatori guidato da Patricia Yang e David Hu del Georgia Institute of Technology, che nel 2019 ha ricevuto per questo studio un Ig Nobel, il premio dedicato alle ricerche curiose ma serie.
Lo studio sui wombat può essere utile all’uomo?
Sì. Comprendere come un tessuto molle generi forme con angoli retti interessa l’ingegneria dei materiali e potrebbe ispirare anche nuovi metodi diagnostici, dato che la rigidità dell’intestino può variare in presenza di alcune malattie.