Roma verso l’addio alle botticelle: il piano per i cavalli

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Sono una presenza storica nelle cartoline di Roma, ma anche al centro di anni di polemiche sul benessere degli animali. Ora le botticelle, le carrozze trainate dai cavalli che da oltre un secolo portano i turisti tra i monumenti della Capitale, sembrano davvero vicine all’addio: quasi tutti i vetturini rimasti sono pronti a trasformare la propria licenza in quella di taxi.

Che cosa sono le botticelle

Le botticelle sono le tipiche carrozze a cavallo che da generazioni accompagnano i visitatori di Roma lungo le strade del centro storico, dai Fori Imperiali a piazza di Spagna. Il nome deriva dalla forma del veicolo e fa parte dell’immaginario turistico della città tanto quanto il Colosseo o la Fontana di Trevi.

Negli ultimi anni, però, queste carrozze sono diventate il simbolo di un conflitto: da una parte la tradizione e il lavoro dei vetturini, dall’altra le preoccupazioni di associazioni animaliste e cittadini per le condizioni dei cavalli, costretti a lavorare nel traffico cittadino e sotto il sole d’estate.

La svolta del Campidoglio

La notizia che ha riacceso il dibattito è una proposta concreta dell’amministrazione comunale: convertire le licenze delle botticelle in licenze per il servizio taxi. In questo modo i vetturini non perderebbero il proprio lavoro e i cavalli sarebbero finalmente sollevati dal servizio nel traffico.

Cavallo da tiro per le strade della città
Le botticelle accompagnano i turisti nel centro storico di Roma da oltre un secolo.

Secondo le ricostruzioni più recenti, quindici dei sedici vetturini ancora attivi sarebbero pronti ad aderire al piano, lasciando definitivamente il trasporto turistico a cavallo. È un dato significativo: appena dieci anni fa le licenze attive erano trentotto, segno di un mestiere già in forte calo.

Perché è considerata una buona notizia

Per le associazioni che da anni si battono su questo tema, come l’OIPA, si tratta di una svolta importante. La conversione permette di tutelare il benessere dei cavalli senza penalizzare chi finora ha vissuto di questo lavoro: una soluzione che cerca di tenere insieme due esigenze spesso presentate come inconciliabili.

Come funzionerebbe la conversione

Il passaggio dalla carrozza al taxi non è automatico e richiede di risolvere alcuni nodi pratici. Il principale riguarda i costi: per facilitare la transizione, il Campidoglio avrebbe avviato contatti anche con una casa automobilistica per trovare formule che permettano ai vetturini di ottenere un veicolo senza doverne sostenere subito l’intera spesa.

L’obiettivo è accompagnare la categoria verso il nuovo servizio in modo graduale, garantendo continuità lavorativa a chi accetta di cambiare. Non si tratterebbe quindi di una semplice chiusura imposta dall’alto, ma di una riconversione professionale concordata.

Taxi e traffico in una città
Il piano del Campidoglio prevede la conversione delle licenze in licenze taxi.

L’ostacolo rimasto

A frenare il via libera definitivo resta la posizione di un singolo operatore, che per ora non intende aderire al progetto. Una sola licenza può sembrare poca cosa, ma in un percorso che punta a chiudere un capitolo storico anche un’eccezione complica la definizione delle regole. Il confronto tra Comune e categoria, in ogni caso, prosegue.

Va anche detto che non tutti i vetturini vivono il cambiamento con entusiasmo: alcuni rivendicano l’attaccamento a un mestiere antico e contestano l’idea che diventare tassisti sia per forza un miglioramento. È un aspetto importante per capire perché una transizione apparentemente semplice abbia richiesto anni di trattative.

Una tendenza che riguarda molte città

Roma non è un caso isolato. Negli ultimi anni diverse città del mondo hanno deciso di limitare o vietare le carrozze a cavallo nei centri urbani, spesso sostituendole con veicoli elettrici o con altre soluzioni di trasporto turistico. Il tema del benessere degli animali da lavoro nelle città è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico.

Le buone notizie per gli animali, del resto, arrivano da molti fronti. Se ti interessano le storie a lieto fine sulla fauna, leggi anche come le tartarughe giganti siano tornate a Floreana dopo quasi 150 anni.

Cavallo al pascolo in un prato
L’obiettivo è sollevare i cavalli dal lavoro nel traffico cittadino.

Che cosa aspettarsi ora

Allo stato attuale il piano non è ancora pienamente operativo, ma la direzione sembra tracciata. Se l’accordo verrà finalizzato, Roma potrebbe diventare un esempio di come gestire una transizione delicata mettendo d’accordo tutela degli animali e diritti dei lavoratori. Per i cavalli che oggi trainano le botticelle si profilerebbe una vita lontana dal traffico e dall’asfalto rovente delle estati romane.

Domande frequenti

Le botticelle sono già state vietate a Roma?

Non del tutto. È in corso un piano per convertire le licenze in licenze taxi, e la maggior parte dei vetturini sarebbe favorevole, ma il passaggio definitivo non è ancora stato completato.

Quanti vetturini ci sono ancora a Roma?

Le licenze attive sono sedici, contro le trentotto di circa dieci anni fa. Quindici dei sedici titolari sarebbero pronti ad aderire alla conversione in taxi.

Che fine farebbero i cavalli?

L’obiettivo del piano è proprio sollevare i cavalli dal servizio nel traffico cittadino, una richiesta avanzata da anni dalle associazioni per il benessere animale.

Perché si chiamano botticelle?

Il nome popolare romano si riferisce alle tipiche carrozze trainate da cavalli usate per accompagnare i turisti nel centro storico della città.

Chi sostiene questo cambiamento?

Il piano è promosso dal Campidoglio ed è accolto positivamente da associazioni animaliste come l’OIPA, oltre che da molti cittadini che da tempo chiedevano una soluzione.

Cosa blocca ancora l’accordo?

Resta la posizione di un singolo vetturino contrario al progetto. Il confronto tra Comune e categoria, però, continua per arrivare a una soluzione condivisa.

Fonte autorevole: OIPA Italia, “Roma pronta a dire addio alle botticelle”.