Perché il Vaticano ha il tasso di criminalità più alto del mondo

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Sembra un paradosso: lo Stato più piccolo del mondo, sede della Chiesa cattolica e simbolo di pace, risulta avere il tasso di criminalità più alto del pianeta. È un dato che fa il giro del web come curiosità sorprendente, e in effetti è vero. Ma dietro questo primato non c’è nulla di pericoloso: la spiegazione è tutta nella matematica e in milioni di turisti. Vediamo perché.

Un primato che sorprende

Quando si confrontano i tassi di criminalità tra Stati, la Città del Vaticano compare regolarmente in cima alle classifiche, con un numero di reati per abitante che supera quello di qualsiasi altro Paese. Detta così, suona inquietante: il più piccolo Stato del mondo sarebbe anche il più criminale.

Eppure chiunque abbia visitato Piazza San Pietro sa che si tratta di uno dei luoghi più tranquilli e sorvegliati che esistano. La contraddizione è solo apparente, e per scioglierla bisogna capire come si calcola un tasso di criminalità.

Come si calcola un tasso di criminalità

Il tasso di criminalità è un rapporto: si prende il numero di reati commessi in un certo territorio e lo si divide per il numero di abitanti, di solito riportandolo a una base standard come centomila persone. Serve a confrontare realtà di dimensioni diverse su una scala comune.

Il problema è che questo calcolo funziona bene quando il numero di reati e il numero di persone presenti sono coerenti tra loro. Quando il denominatore, cioè la popolazione residente, è minuscolo, anche pochi episodi bastano a far schizzare il valore alle stelle.

Architettura della Città del Vaticano
Il Vaticano è lo Stato meno popoloso del mondo, con circa 800 residenti.

Il vero segreto: una popolazione minuscola

La Città del Vaticano ha una popolazione residente di circa 800 persone. È lo Stato meno popoloso del mondo. Questo numero piccolissimo è la chiave di tutto il fenomeno.

Pochi residenti, tantissimi visitatori

Ogni anno il Vaticano accoglie circa 18 milioni di visitatori, attirati dalla Basilica di San Pietro, dai Musei Vaticani e dalla Cappella Sistina. Tutti questi turisti, però, non risultano nella popolazione residente: si fermano poche ore e tornano a casa. Eppure i reati che avvengono durante la loro visita vengono conteggiati come se fossero stati commessi in uno Stato di soli 800 abitanti.

Che reati si commettono davvero in Vaticano

Andiamo al cuore della questione: di che crimini stiamo parlando? La stragrande maggioranza dei reati registrati in Vaticano sono furti di lieve entità. Borseggi, scippi e taccheggi, perlopiù compiuti da turisti ai danni di altri turisti nella ressa di Piazza San Pietro, uno dei luoghi più affollati e quindi più appetibili per i borseggiatori.

I crimini violenti gravi, al contrario, sono rarissimi nella storia moderna dello Stato pontificio. Non si tratta dunque di un luogo pericoloso, ma di un luogo dove i piccoli furti tipici delle zone molto turistiche vengono concentrati in un’area minuscola con pochissimi residenti ufficiali.

Veduta aerea della Città del Vaticano
Ogni anno il piccolo Stato accoglie circa 18 milioni di visitatori.

Perché la statistica inganna

Mettiamo insieme i pezzi. Da una parte abbiamo milioni di persone che attraversano ogni giorno il Vaticano; dall’altra, una popolazione residente di poche centinaia di individui. Quando dividiamo i furti commessi in mezzo a quei milioni di visitatori per gli 800 residenti, il risultato è un tasso pro capite gonfiato in modo abnorme.

In pratica, né le vittime né gli autori dei reati vivono in Vaticano: sono quasi sempre turisti. Ma poiché il fatto è avvenuto entro i confini dello Stato, finisce nelle sue statistiche. È un classico esempio di come un numero, pur corretto, possa raccontare una storia fuorviante se non se ne capisce il contesto.

Una lezione sui numeri

Il caso del Vaticano è un piccolo grande insegnamento su come leggere i dati. Una statistica isolata, senza il suo contesto, può portare a conclusioni assurde, come immaginare la sede della Chiesa cattolica come la capitale mondiale del crimine.

Lo stesso meccanismo si ripresenta ogni volta che si rapportano grandi flussi di persone a popolazioni residenti molto piccole: certe località turistiche, certi micro-Stati o quartieri con pochi abitanti ufficiali ma moltissimo passaggio possono mostrare valori apparentemente allarmanti che, letti con attenzione, si rivelano del tutto innocui.

Scorcio dei Musei Vaticani
La maggior parte dei reati sono piccoli furti compiuti da turisti ai danni di altri turisti.

Il Vaticano è davvero sicuro?

Sì. Al di là delle classifiche, la Città del Vaticano è un luogo estremamente sorvegliato, presidiato dalla Gendarmeria vaticana e, per gli aspetti cerimoniali, dalla celebre Guardia Svizzera. L’unico accorgimento sensato per chi la visita è lo stesso valido in ogni meta molto affollata: tenere d’occhio portafogli e borse per evitare i borseggiatori.

Questa curiosità ci ricorda quanto i numeri possano sorprenderci quando li guardiamo nella giusta prospettiva. Se ti piacciono i fatti che giocano con percezione e statistica, leggi anche perché Cleopatra è più vicina a noi che alle piramidi di Giza. Per i dati e le fonti sul tema puoi consultare la voce dedicata di Wikipedia.

Domande frequenti

È vero che il Vaticano ha il tasso di criminalità più alto del mondo?

Sì, in termini di reati per abitante risulta spesso in cima alle classifiche. Ma il dato dipende dalla popolazione residente minuscola, non da un’effettiva pericolosità.

Quanti abitanti ha la Città del Vaticano?

Circa 800 residenti, il che la rende lo Stato meno popoloso del mondo. È proprio questo numero ridotto a far impennare il tasso di criminalità pro capite.

Che tipo di reati si commettono in Vaticano?

Quasi esclusivamente furti minori: borseggi, scippi e taccheggi, in gran parte compiuti da turisti ai danni di altri turisti nella folla di Piazza San Pietro.

Il Vaticano è un posto pericoloso da visitare?

No. È un luogo molto sorvegliato e i crimini violenti sono rarissimi. L’unico rischio concreto è quello dei borseggi, comune a tutte le mete molto affollate.

Perché i turisti non contano nella popolazione?

Perché la popolazione di uno Stato indica i residenti stabili. I circa 18 milioni di visitatori annui si fermano poche ore e non vengono conteggiati, pur generando la maggior parte dei reati registrati.

Questo fenomeno riguarda solo il Vaticano?

No. Lo stesso effetto statistico può comparire in altre località con pochissimi residenti e un enorme flusso di visitatori, dove pochi episodi bastano a gonfiare i valori pro capite.