Perché la Groenlandia si chiama terra verde anche se è ghiacciata

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La Groenlandia è l’isola più grande del mondo ed è ricoperta di ghiaccio per quasi l’ottanta per cento della sua superficie. Eppure il suo nome significa “terra verde”. Come è possibile? Dietro questo paradosso si nasconde una delle prime, geniali operazioni di marketing della storia, ideata oltre mille anni fa da un vichingo in cerca di una seconda possibilità.

Un nome che sembra uno scherzo

Chi guarda una fotografia della Groenlandia vede distese sterminate di ghiaccio, iceberg e rocce battute dal vento. Difficile immaginare un paesaggio meno “verde”. Il nome dell’isola, però, racconta esattamente il contrario: in lingua danese e nelle lingue scandinave si chiama Grønland, in inglese Greenland, e in entrambi i casi significa “terra verde”.

Non si tratta di un errore o di una traduzione sbagliata. Quel nome fu scelto di proposito, e la storia di come venne assegnato è molto più interessante di quanto si possa pensare.

Chi era Erik il Rosso

Per capire l’origine del nome dobbiamo tornare indietro di oltre mille anni e incontrare un personaggio leggendario: Erik il Rosso, esploratore e colono norreno vissuto nel X secolo. Il soprannome gli derivava probabilmente dai capelli e dalla barba rossa, ma forse anche dal suo carattere irruento.

Erik proveniva da una famiglia abituata ai guai. Suo padre era stato esiliato dalla Norvegia per omicidio e si era trasferito in Islanda. Anche Erik, una volta cresciuto, finì nei pasticci per alcune violente faide che gli costarono una condanna.

Groenlandia terra verde - Immagine gratuita di acqua, acque calme, ambiente
Immagine gratuita di acqua, acque calme, ambiente (foto: CHRISTIAN PFEIFER/Pexels)

L’esilio che cambiò tutto

Intorno all’anno 982, Erik il Rosso fu bandito dall’Islanda per tre anni a causa di una serie di omicidi avvenuti durante alcune dispute. Invece di restare ai margini, decise di sfruttare l’esilio per esplorare le terre che si diceva esistessero a ovest, oltre il mare. Salpò così verso una grande isola di cui si vociferava ma che nessuno aveva ancora colonizzato.

Trascorse i tre anni di bando esplorando le coste di questa terra sconosciuta, individuando le zone più adatte a essere abitate, in particolare i fiordi riparati del sud, dove il clima era meno rigido e crescevano prati ed erba durante la breve estate.

La trovata di marketing di un vichingo

Quando il periodo di esilio terminò, Erik tornò in Islanda con un piano preciso: convincere altri coloni a seguirlo nella nuova terra. Per farlo, le antiche saghe norrene raccontano che scelse deliberatamente un nome invitante. La chiamò Grœnland, “terra verde”, perché – si dice nelle saghe – le persone sarebbero state più disposte a trasferirsi in un luogo dal nome attraente.

Era, in sostanza, una strategia pubblicitaria ante litteram. Un nome accogliente e promettente serviva a far apparire la meta più ospitale di quanto fosse in realtà, esattamente come oggi farebbe un’agenzia immobiliare con la descrizione di una casa.

Groenlandia terra verde - Immagine gratuita di acqua, acqua fredda, ambiente
Immagine gratuita di acqua, acqua fredda, ambiente (foto: Lars H Knudsen/Pexels)

Ma era davvero verde?

La cosa più affascinante è che il nome non era del tutto bugiardo. All’epoca di Erik il Rosso, intorno all’anno mille, l’emisfero settentrionale stava attraversando un periodo relativamente mite, che gli studiosi chiamano “periodo caldo medievale”. In quelle condizioni, le aree costiere della Groenlandia meridionale, dove sorsero le colonie, erano effettivamente più verdi e vivibili di oggi: prati, pascoli per il bestiame e una breve ma reale stagione di crescita.

Il nome, quindi, era un misto di abile propaganda e di un fondo di verità. Erik vendeva un sogno, ma quel sogno poggiava su un paesaggio che, almeno in alcune zone e in quel particolare momento storico, sapeva mantenere parte delle sue promesse.

La fine delle colonie vichinghe

Le colonie norrene fondate da Erik e dai suoi seguaci prosperarono per alcuni secoli, vivendo di allevamento, caccia e commercio. Poi, a partire dal Trecento e dal Quattrocento, scomparvero misteriosamente. Tra le cause più accreditate ci sono il raffreddamento del clima, che rese la vita molto più dura, l’isolamento dalle rotte commerciali europee e le difficoltà di adattamento a un ambiente sempre più ostile.

Il “verde” promesso da Erik, insomma, andò sbiadendo insieme al clima, e la grande isola tornò a essere il regno del ghiaccio che conosciamo oggi.

Groenlandia terra verde - Immagine gratuita di acqua azzurra, ambiente, artico
Immagine gratuita di acqua azzurra, ambiente, artico (foto: CHRISTIAN PFEIFER/Pexels)

Il vero nome dell’isola

Vale la pena ricordare che gli abitanti originari della Groenlandia, gli Inuit, hanno un proprio nome per la loro terra: Kalaallit Nunaat, che significa “la terra dei Kalaallit”, cioè del popolo groenlandese. Un nome che racconta l’isola non attraverso un colore, ma attraverso le persone che la abitano da millenni, ben prima dell’arrivo dei vichinghi.

La Groenlandia oggi

Oggi la Groenlandia è celebre soprattutto per la sua immensa calotta glaciale, una delle più grandi del pianeta, il cui scioglimento è uno degli indicatori più studiati del riscaldamento globale. Paradossalmente, con l’aumento delle temperature alcune aree dell’isola stanno tornando un po’ più verdi, vegetate. Per certi versi, il nome scelto da Erik il Rosso oltre mille anni fa potrebbe rivelarsi profetico, anche se per ragioni che lui non avrebbe mai potuto immaginare. Se ti incuriosisce il mondo dei ghiacci, leggi anche come si formano i ghiacciai, e approfondisci la figura dell’esploratore sulla scheda dedicata a Erik il Rosso dell’Enciclopedia Britannica.

Domande frequenti

Perché la Groenlandia si chiama “terra verde” se è ghiacciata?

Perché il nome fu scelto da Erik il Rosso oltre mille anni fa come richiamo pubblicitario, per attirare coloni. All’epoca, inoltre, alcune zone del sud erano davvero più verdi grazie a un clima più mite.

Chi diede il nome alla Groenlandia?

Fu l’esploratore norreno Erik il Rosso, intorno all’anno 985, durante o subito dopo il suo esilio dall’Islanda.

Erik il Rosso mentiva sul nome?

Non del tutto. Si trattava di un’abile strategia per attirare coloni, ma durante il periodo caldo medievale alcune aree costiere erano effettivamente verdeggianti.

Qual è il vero nome della Groenlandia?

Per gli Inuit che la abitano è Kalaallit Nunaat, cioè “la terra dei Kalaallit”, il popolo groenlandese.

Che fine fecero le colonie vichinghe?

Scomparvero tra il Trecento e il Quattrocento, probabilmente a causa del raffreddamento del clima, dell’isolamento e delle crescenti difficoltà di sopravvivenza.

La Groenlandia sta davvero diventando più verde?

In alcune zone sì: il riscaldamento globale sta sciogliendo il ghiaccio e favorendo la crescita della vegetazione, anche se ciò comporta seri problemi ambientali.