Il 17 luglio 1894 nasceva a Charleroi, in Belgio, Georges Lemaître: sacerdote cattolico e insieme brillante fisico e matematico. A lui dobbiamo una delle idee più rivoluzionarie della scienza moderna, quella che oggi chiamiamo teoria del Big Bang. La sua storia dimostra come scienza e fede possano convivere in una sola persona senza contraddirsi.
Chi era Georges Lemaître
Georges Henri Joseph Édouard Lemaître fu una figura unica nel panorama scientifico del Novecento. Studiò ingegneria, servì come artigliere durante la Prima guerra mondiale, poi si dedicò alla matematica e alla fisica e, parallelamente, intraprese gli studi religiosi fino a diventare sacerdote nel 1923.
Non vedeva alcun conflitto tra le due strade: per lui la ricerca scientifica e la fede rispondevano a domande diverse e potevano procedere in parallelo. Questa doppia identità lo rese un personaggio affascinante e, a tratti, sorprendente per i suoi contemporanei.
Gli anni della formazione
Dopo la laurea Lemaître approfondì i suoi studi all’estero, entrando in contatto con i massimi centri della fisica e dell’astronomia dell’epoca. Frequentò l’Università di Cambridge e poi gli Stati Uniti, dove conobbe le ricerche più avanzate sulle galassie e sull’universo in espansione. Fu un periodo decisivo, che gli fornì gli strumenti per elaborare le sue intuizioni.
L’idea dell’universo in espansione
Nel 1927 Lemaître pubblicò un lavoro in cui sosteneva che l’universo non fosse statico, come molti credevano allora, ma in espansione. Partendo dalle equazioni della relatività generale di Einstein, arrivò a prevedere che le galassie dovessero allontanarsi le une dalle altre.
La relazione tra la distanza delle galassie e la loro velocità di allontanamento, oggi nota come legge di Hubble-Lemaître, fu intuita proprio da lui, sebbene per anni il suo contributo sia rimasto in ombra. Le sue conclusioni si basavano sugli stessi principi confermati anche da esperimenti come la celebre eclissi del 1919, che avvalorò la teoria di Einstein.

L’atomo primitivo, l’origine del Big Bang
Nel 1931 Lemaître fece un passo ancora più audace. Se l’universo si sta espandendo, ragionò, allora in passato doveva essere stato molto più piccolo e denso. Andando indietro nel tempo fino all’inizio, tutta la materia doveva essere concentrata in un unico stato originario, che egli chiamò “atomo primitivo” o “uovo cosmico”.
Era, in nuce, l’idea alla base della moderna teoria del Big Bang: un universo nato da uno stato iniziale estremamente compatto e da allora in continua espansione. Curiosamente, l’espressione “Big Bang” fu coniata anni dopo da un altro scienziato, Fred Hoyle, che alla teoria era contrario e usò quel termine quasi per scherno.
Il confronto con Einstein
Le idee di Lemaître non furono accolte subito con entusiasmo. Lo stesso Albert Einstein, inizialmente, era scettico verso un universo con un inizio nel tempo. Si racconta che, dopo aver ascoltato le argomentazioni del sacerdote belga, Einstein abbia commentato che i suoi calcoli erano corretti, ma la sua fisica “abominevole”. Con il tempo, però, le prove osservative diedero ragione a Lemaître.
5 cose da sapere su Georges Lemaître
1. Era davvero un sacerdote e uno scienziato
Non fu solo un religioso appassionato di scienza: Lemaître era un fisico e matematico di primo piano, autore di pubblicazioni rigorose e riconosciute a livello internazionale.
2. Intuì l’espansione dell’universo prima di molti altri
La sua previsione dell’universo in espansione precedette la piena affermazione di questa idea nella comunità scientifica, anche se il merito gli fu riconosciuto solo in parte e con ritardo.
3. La legge porta anche il suo nome
Nel 2018 l’Unione Astronomica Internazionale votò per rinominare la legge di Hubble come legge di Hubble-Lemaître, restituendo al belga il riconoscimento del suo contributo.
4. Non vedeva conflitto tra scienza e fede
Lemaître sosteneva che la teoria dell’atomo primitivo non dovesse essere usata né per confermare né per smentire questioni religiose: era, semplicemente, una spiegazione scientifica di un fenomeno fisico.
5. Usò tra i primi il calcolo automatico
Negli ultimi anni della sua vita si interessò ai primi calcolatori elettronici, intuendone il potenziale per la fisica e l’astronomia.

Il riconoscimento tardivo
Per gran parte del Novecento il nome di Lemaître rimase meno noto di quello di altri protagonisti della cosmologia. Solo negli ultimi decenni la storia della scienza ha rimesso in luce il ruolo cruciale che ebbe nel formulare l’idea di un universo in evoluzione, con un inizio e una storia. Oggi è considerato uno dei padri della cosmologia moderna.

Un’eredità ancora viva
Georges Lemaître morì nel 1966, poco dopo aver appreso della scoperta della radiazione cosmica di fondo, considerata una delle prove più solide a sostegno del Big Bang. Fece quindi in tempo a vedere confermata l’intuizione di una vita. La sua storia resta un esempio luminoso di curiosità intellettuale e di dialogo tra ambiti spesso ritenuti inconciliabili. Per approfondire si può leggere la voce dedicata a Georges Lemaître.
Domande frequenti su Georges Lemaître
Chi era Georges Lemaître?
Un sacerdote cattolico belga, nato il 17 luglio 1894, che fu anche un importante fisico e matematico, tra i fondatori della cosmologia moderna.
Cosa ha scoperto?
Intuì che l’universo è in espansione e propose l’idea dell'”atomo primitivo”, alla base della teoria oggi nota come Big Bang.
Ha inventato lui il termine Big Bang?
No. L’espressione fu coniata dallo scienziato Fred Hoyle, che era contrario alla teoria. Lemaître parlava di “atomo primitivo” o “uovo cosmico”.
Come conciliava scienza e fede?
Riteneva che rispondessero a domande diverse. Considerava la sua teoria una spiegazione scientifica, da non usare per dimostrare o negare verità religiose.
Perché il suo nome è meno conosciuto?
Per anni il merito dell’espansione dell’universo fu attribuito soprattutto ad altri. Solo di recente il suo contributo è stato pienamente riconosciuto, anche con la legge di Hubble-Lemaître.
Vide confermata la sua teoria?
Sì, in parte. Poco prima di morire, nel 1966, apprese della scoperta della radiazione cosmica di fondo, una prova importante a favore del Big Bang.