Koala: il DNA svela un crollo di popolazione di 100.000 anni fa

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Il koala è uno dei simboli più amati dell’Australia, ma la sua storia recente è segnata dal declino. Un ampio studio genetico pubblicato nel 2026 aggiunge però un capitolo inatteso: il primo grande crollo della popolazione di questi marsupiali sarebbe avvenuto circa 100.000 anni fa, molto prima dell’arrivo degli esseri umani. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori e perché è importante.

Cosa dice lo studio

Secondo una ricerca condotta da studiosi dell’Università di Sydney e della Texas A&M University, e pubblicata sulla rivista scientifica Molecular Biology and Evolution, la popolazione dei koala iniziò a diminuire in modo marcato attorno a 100.000 anni fa, toccando il punto più basso circa 60.000 anni fa, durante l’ultima era glaciale. Un declino che, secondo gli autori, precede di molto la comparsa dell’attività umana come fattore determinante.

Come hanno fatto gli scienziati a scoprirlo

Il metodo utilizzato è particolarmente interessante. I ricercatori hanno calcolato, per la prima volta, il tasso di mutazione del koala, cioè la frequenza con cui compaiono nuove mutazioni genetiche di generazione in generazione. Per farlo hanno confrontato il DNA di genitori e figli in alcune linee familiari, per poi applicare questa misura all’analisi di centinaia di genomi.

Centinaia di genomi analizzati

Lo studio ha preso in esame il patrimonio genetico di 457 koala. Questa ampia base di dati ha permesso di ricostruire come la popolazione sia cambiata nel corso di decine di migliaia di anni, un po’ come leggere una cronaca scritta nel DNA della specie.

Koala tra i rami di un albero
Lo studio ha analizzato il DNA di 457 koala.

La causa: il clima, non l’uomo

L’aspetto più rilevante riguarda le cause del declino. Secondo i ricercatori, all’origine del crollo ci sarebbero stati i cambiamenti climatici legati ai grandi cicli glaciali, e non l’attività umana. L’aumento dell’aridità in Australia avrebbe progressivamente ridotto gli ambienti adatti ai koala, separando le popolazioni occidentali da quelle orientali.

Una popolazione ridotta all’osso

Le analisi suggeriscono che sopravvisse soprattutto una popolazione residua nella parte orientale del continente. Da quel piccolo gruppo discenderebbero tutti i koala odierni della costa est, riorganizzati in alcune popolazioni distinte. È un esempio di come una specie possa attraversare una fase critica e poi ripopolare un territorio.

Perché questa scoperta è importante

Comprendere la storia genetica di una specie non è solo un esercizio accademico. Sapere che i koala hanno già affrontato un forte calo demografico legato al clima aiuta a interpretare meglio la loro attuale fragilità. La diversità genetica ridotta, eredità di quei lontani colli di bottiglia, può rendere una specie più vulnerabile alle minacce del presente.

Foresta australiana di eucalipti
L’aridità crescente ridusse gli ambienti adatti ai koala.

Un’ipotesi da leggere con equilibrio

È utile una precisazione di metodo. Ricostruire le dinamiche di popolazione di decine di migliaia di anni fa a partire dal DNA è un lavoro complesso, che si basa su stime e modelli. I risultati indicano una tendenza solida secondo gli autori, ma restano soggetti agli affinamenti tipici della ricerca scientifica. Distinguere tra dati confermati e interpretazioni è parte del corretto modo di raccontare la scienza.

La situazione dei koala oggi

Al di là del passato remoto, i koala affrontano oggi pressioni concrete: la perdita di habitat, gli incendi, le malattie e l’espansione delle attività umane. In alcune aree dell’Australia sono considerati a rischio. Studi come questo forniscono strumenti in più per orientare le strategie di tutela, tenendo conto della storia evolutiva della specie. Se ti affascinano le caratteristiche di questi animali, puoi leggere anche cinque cose sorprendenti sulle impronte digitali.

Koala che si arrampica su un albero
Studiare la genetica aiuta a proteggere meglio la specie.

Cosa impariamo da questa ricerca

La storia dei koala ricorda che le specie non sono immutabili: cambiano, si riducono, si riprendono, sotto la spinta di forze come il clima. Ricostruire questi processi grazie alla genetica offre una prospettiva preziosa per proteggere meglio la natura del presente. Per approfondire, l’annuncio dello studio è disponibile sul sito dell’Università di Sydney.

Domande frequenti sullo studio sui koala

Quando è avvenuto il crollo della popolazione di koala?

Secondo lo studio, il declino iniziò circa 100.000 anni fa e toccò il minimo attorno a 60.000 anni fa.

Chi ha condotto la ricerca?

Studiosi dell’Università di Sydney e della Texas A&M University, con risultati pubblicati su Molecular Biology and Evolution.

Qual è stata la causa principale?

Secondo i ricercatori, i cambiamenti climatici legati ai cicli glaciali e l’aumento dell’aridità, non l’attività umana.

Quanti koala sono stati analizzati?

Lo studio ha esaminato il DNA di 457 koala per ricostruire la storia della popolazione.

Perché questa scoperta è utile?

Aiuta a capire la fragilità genetica attuale della specie e a orientare meglio le strategie di conservazione.

I koala sono a rischio oggi?

In diverse aree dell’Australia sì, a causa di perdita di habitat, incendi e malattie.