Santo del giorno 28 luglio: chi sono Nazario e Celso

Condividi l'articolo

Il 28 luglio la tradizione cattolica italiana ricorda i santi Nazario e Celso, due martiri dei primi secoli del cristianesimo legati in modo particolare alla città di Milano. Le loro figure, avvolte in parte dalla leggenda, sono al centro di una storia affascinante che intreccia fede, archeologia e memoria cittadina. Raccontiamola con uno sguardo storico-culturale.

Chi erano Nazario e Celso

Secondo la tradizione, Nazario era un cristiano vissuto nei primi secoli dopo Cristo, dedito alla predicazione del Vangelo in diverse regioni. Le fonti antiche lo descrivono come un evangelizzatore instancabile, che avrebbe percorso l’Italia settentrionale e altre terre per diffondere la nuova fede. Celso, secondo il racconto tradizionale, era un giovanissimo discepolo che lo accompagnava nei suoi viaggi.

È bene precisare che, come per molti martiri dei primi secoli, le notizie storiche certe sulle loro vite sono scarse. Buona parte di ciò che sappiamo proviene da racconti agiografici successivi, che vanno letti come testimonianze di devozione più che come cronache documentate.

Il martirio secondo la tradizione

La tradizione cattolica narra che Nazario e Celso subirono il martirio a causa della loro fede, in un’epoca in cui i cristiani erano perseguitati dall’autorità romana. Secondo il racconto, i due furono decapitati. La leggenda colloca questi eventi in un tempo molto antico, sebbene gli storici non concordino su una datazione precisa.

Al di là dei dettagli, ciò che conta sul piano culturale è il significato che questi personaggi assunsero per le comunità cristiane: divennero simboli di fedeltà alle proprie convinzioni fino all’estremo sacrificio.

Interno di una chiesa con colonne e archi
I martiri dei primi secoli divennero simboli di fedeltà alle proprie convinzioni. (foto: Charl Durand/Pexels)

Il ritrovamento delle reliquie e sant’Ambrogio

Il momento chiave della storia di Nazario e Celso è legato a una figura fondamentale della Milano tardoantica: sant’Ambrogio, vescovo della città alla fine del IV secolo. Secondo il racconto tramandato dal suo biografo Paolino, Ambrogio ritrovò le spoglie di Nazario in un orto fuori dalle mura di Milano.

La tradizione riferisce che il corpo apparve straordinariamente ben conservato. Poco dopo furono individuate anche le reliquie di Celso. Ambrogio fece trasferire i resti all’interno della città, dando un forte impulso al culto dei due martiri. Questo episodio, avvenuto in un’epoca cruciale per l’affermazione del cristianesimo, contribuì a consolidare l’identità religiosa di Milano.

Cosa fecero e perché vengono ricordati

Nazario e Celso vengono ricordati soprattutto per il ruolo che ebbero nella storia religiosa milanese. Il loro culto, promosso da sant’Ambrogio, si inserisce nel più ampio fenomeno della venerazione dei martiri che caratterizzò i primi secoli del cristianesimo. In quell’epoca le città cristiane costruivano la propria identità anche attraverso il legame con figure ritenute esemplari.

Un ponte tra storia e archeologia

La vicenda del ritrovamento delle reliquie è interessante anche dal punto di vista storico, perché testimonia le pratiche religiose e culturali della tarda antichità. Episodi simili, con analoghe cautele, si ritrovano nella storia di altri santi: ne raccontiamo un esempio nell’articolo su santa Macrina la Giovane.

Veduta di un edificio storico di Milano
A Milano il culto dei due santi è legato alla figura di sant’Ambrogio. (foto: Marco Cassé/Pexels)

La Basilica di San Nazaro a Milano

Il luogo simbolo del culto di Nazario a Milano è la basilica a lui dedicata, oggi conosciuta come Basilica di San Nazaro Maggiore o San Nazaro in Brolo. L’edificio sorge lungo l’antica via che conduceva a Roma e conserva memoria delle sue origini paleocristiane, legate proprio all’epoca di sant’Ambrogio.

Nel corso dei secoli la basilica è stata più volte modificata e arricchita, ma resta una delle chiese storiche più significative della città, meta di visitatori interessati sia alla dimensione religiosa sia a quella artistica e architettonica.

Tradizioni italiane legate ai due santi

Il culto di Nazario e Celso non riguarda soltanto Milano. Nel corso dei secoli diverse località italiane li hanno scelti come patroni o li hanno inseriti nel proprio calendario di feste. In alcuni paesi la ricorrenza del 28 luglio è ancora oggi occasione di celebrazioni, processioni e sagre che uniscono la dimensione religiosa a quella comunitaria e conviviale, secondo un modello tipico delle feste patronali italiane.

Feste patronali e identità locale

Le feste dedicate ai santi rappresentano da sempre momenti importanti per le comunità, occasioni in cui la memoria religiosa si intreccia con le usanze locali, la gastronomia tradizionale e il senso di appartenenza. Anche là dove la partecipazione ha assunto forme più culturali che devozionali, queste ricorrenze mantengono un valore identitario.

Piazza di un borgo italiano durante una festa
In molte località italiane la ricorrenza è occasione di feste patronali. (foto: Sehjad Khoja/Pexels)

Dove sono venerati oggi in Italia

Milano resta il principale centro del culto di Nazario e Celso, grazie alla basilica e al legame con sant’Ambrogio. Chiese e cappelle a loro dedicate si trovano però in varie regioni italiane, testimonianza di quanto il loro ricordo si sia diffuso nei secoli. Per chi desidera approfondire la loro vicenda dal punto di vista storico e agiografico è disponibile la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti su Nazario e Celso

Quando si festeggiano i santi Nazario e Celso?

La loro memoria ricorre il 28 luglio nel calendario della tradizione cattolica.

Chi erano Nazario e Celso?

Secondo la tradizione erano due martiri cristiani dei primi secoli: Nazario un evangelizzatore e Celso un giovane discepolo che lo accompagnava.

Che legame hanno con Milano?

Il loro culto è strettamente legato a sant’Ambrogio, vescovo di Milano nel IV secolo, che secondo la tradizione ritrovò le loro reliquie e ne promosse la venerazione.

Dove si trovano le reliquie?

Il principale luogo di culto è la Basilica di San Nazaro Maggiore a Milano, legata alle origini paleocristiane della città.

Le notizie sulla loro vita sono storicamente certe?

Solo in parte. Come per molti martiri antichi, molte informazioni provengono da racconti agiografici successivi e vanno considerate testimonianze di devozione più che cronache documentate.

Sono venerati solo a Milano?

No. Pur essendo Milano il centro principale del culto, chiese e feste a loro dedicate si trovano in diverse località italiane.